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Agricoltura e montagna

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AGRICOLTURA SOCIALE

In provincia di Torino da qualche anno si stanno consolidando azioni spontanee, accanto ad alcune iniziative coordinate, che guardano all'uso sociale delle risorse dell'agricoltura per finalità inclusive e per l'organizzazione di reti di protezione sociale a vantaggio di soggetti a bassa contrattualità. Queste esperienze sono presenti sia nelle aree urbane e peri-urbane, sia nelle aree rurali della Provincia.

Ciascuna delle esperienze in atto si caratterizza per un'elevata capacità inclusiva, ad oggi non pienamente valorizzata a causa dell'isolamento in cui operano le singole esperienze.

In una fase di ripensamento dei sistemi di welfare e di crisi delle risorse pubbliche, l'agricoltura sociale consente di assicurare una mobilizzazione delle risorse locali a vantaggio di reti e percorsi capaci di contribuire al mantenimento di una rete inclusiva, basata sul contributo di nuovi soggetti e risorse presenti nel territorio provinciale.

In questa ottica si pongono le condizioni per fare emergere, consolidare, formare le pratiche di agricoltura sociale sul territorio provinciale attraverso una progettualità mirata coordinata dall'Amministrazione Provinciale di Torino e, allo stesso tempo, facilitare i percorsi istituzionali utili per favorire l'incontro di competenze e regole istituzionali necessaria a favorire una collaborazione intersettoriale e multicompetente.

Il progetto ha l'obiettivo di:

1. favorire la diffusione dell'agricoltura sociale e di servizi innovativi alla persona
2. promuovere creazione di valore di processi produttivi etici inseriti in attività di agricoltura sociale
3. promuovere esperimenti di innovazione sociale nelle aree rurali;
4. precisare metodologie e pratiche innovative trasferibili tra territori rurali favorire processi di trasferimento dove possibile

Che cosa è l'agricoltura sociale?

L'agricoltura sociale riguarda attività che fanno uso delle risorse agricole, piante ed animali, per promuovere co-terapia, riabilitazione, inclusione sociale, educazione e servizi sociali nelle aree rurali e peri-urbane.

Le pratiche di agricoltura sociale si realizzano in luoghi ed attività dove piccoli gruppi di persone possono stare e lavorare insieme con agricoltori e operatori sociali in spazi e tempi propri dell'agricoltura. Unisce in modo nuovo reti formali di servizio e reti informali di comunità per offrire risposte a diversi bisogni per soggetti a bassa contrattualità (bambini, minori in difficoltà, anziani, bourn out, disabilità fisica, mentale e psichiatrica, legati a dipendenze, detenuti (ex), disoccupati di lunga durata, pazienti terminali).

Le peculiarità dell'agricoltura sociale ne fanno attività portatrice di opportunità nuove per lo sviluppo di un nuovo welfare per le aree rurali, per una diversificazione delle proposte di welfare nelle aree urbane e peri-urbane, e di nuove possibilità di sviluppo per le imprese agricole del territorio provinciale.

Il valore del tempo, della stagionalità, dei luoghi, il senso di comunità, la manualità presente nel lavoro agricolo, il rapporto con la natura possono rappresentare, infatti, elementi di significato a favore di soggetti fragili dal punto di vista fisico o psichico.

Nel contempo la disponibilità di spazi spesso ancora presenti nelle cascine e aziende agricole sono beni che possono essere messi a disposizione per accogliere soggetti (anziani, migranti) che hanno bisogno di trovare un domicilio temporaneo o bambini (agriasili, agrinidi).

Quel che è stato fin qui realizzato dalla Provincia di Torino

La Provincia ha finanziato in collaborazione con il Patto Torino Ovest un progetto di Fattorie Sociali a favore di 30 soggetti fragili attraverso il quale è stato realizzato uno specifico approfondimento sul tema dell'agricoltura sociale e sono stati predisposti alcuni piani d'impresa per analizzare la sostenibilità economica di alcune aziende interessate ad avviare percorsi di agricoltura sociale attraverso l'inserimento lavorativo di persone con disabilità.

Ormai da alcuni anni anche sul territorio provinciale il tema dell'agricoltura sociale è stato oggetto di riflessioni/sperimentazioni a partire da soggetti diversi dalla Provincia di Torino, ma da questa accompagnati e supportati.
In particolare nella passata programmazione dei Fondi Strutturali 2000/2006 tra le esperienze più significative si colloca quella inerente lo sviluppo di servizi innovativi per la cura dell'infanzia, realizzati all'interno di imprese agricole (agrinidi, centri di custodia oraria etc.). La sperimentazione, che ha visto la nascita del primo agriasilo in Italia, è stato promossa da Coldiretti Torino insieme alla Provincia. L'iniziativa ha ottenuto un successo immediato, tanto da diventare buona pratica censita, oggetto di trasferimento in altre regioni/province, attraverso il programma AGIRE POR 2000/2007. In particolare la pratica è stata trasferita nel gemellaggio realizzato tra la Provincia di Torino e dell'Ogliastra e tra la Regione Piemonte e la Regione Sardegna (che hanno visto il coinvolgimento del Ministero per lo Sviluppo Economico e la DPO della Presidenza del Consiglio dei Ministri). La sperimentazione aveva l'obiettivo di migliorare la qualità della vita per le famiglie che lavoravano e insistevano in area rurale, aumentando la conciliazione lavoro/famiglia in territori spesso sprovvisti di servizi specifici. A questa prima sperimentazione sono seguiti altri percorsi, tanto che oggi nel territorio provinciale sono attivi due agrinidi (e due sono in fase di apertura), 1 centro di custodia oraria, 5 centri estivi, 2 nidi in famiglia (realizzati da imprese agricole nell'ambito della multifunzionalità sociale).

Le prime sperimentazioni attivate hanno generato la volontà per Coldiretti Torino di sperimentare altri percorsi di agricoltura sociale, per consentire alle aziende di migliorare la competitività economica, ma anche di diventare attori del welfare del territorio, agendo con azioni di responsabilità sociale d'impresa. Coldiretti ha quindi aderito al percorso proposto dalla Provincia, attraverso la realizzazione del progetto "Fattorie Sociali", coordinato dal Patto territoriale Zona Ovest.

Con il Piano di utilizzo del Fondo Regionale Disabili relativo al periodo 2008-2010 è stata prevista una specifica linea di intervento volta a sostenere sperimentalmente inserimenti lavorativi di persone con disabilità in progetti di agricoltura sociale, per il sostegno di progetti di inserimento presentati da aziende agricole e cooperative sociali situate in provincia di Torino che abbiano effettuato investimenti funzionali allo sviluppo di un progetto di agricoltura sociale rivolto a persone disabili.. Ai due successivi bandi sono stati presentati 16 progetti per altrettanti inserimenti lavorativi.

Per informazioni:

Servizio Sviluppo rurale e montano
corso Inghilterra 7, Torino
tel. +39 011 861.6141-6276

email: elena.dibella@provincia.torino.it

 

Ultimo aggiornamento: 11/10/2012