Come mettere in pratica il Green Procurement: l'uso dei criteri dei marchi ambientali

LA SCELTA DEL TIPO DI PRODOTTO
DEFINIZIONE DEI CRITERI AMBIENTALI
 
OBIETTIVI AMBIENTALI
SELEZIONE DEI REQUISITI
 
Efficienza energetica e uso di fonti rinnovabili
L’uso di prodotti derivanti da materiali riciclati
L'uso di materiali da fonti rinnovabili: il caso dei bio-polimeri
Commercio “equo e solidale” (Fair Trade).
INTEGRAZIONE DEI REQUISITI NELLE PROCEDURE DI ACQUISTO
QUALITÀ AMBIENTALE DEL FORNITORE

 

Il processo di green procurement prevede due step fondamentali (e un terzo opzionale):

§      La scelta del tipo di prodotto o  servizio che risponde ad un dato bisogno

§      La definizione di criteri ambientali per l'acquisto del prodotto o servizio

§      L'integrazione di criteri sulla qualità ambientale del fornitore

 

1.1         La scelta del tipo di prodotto.

Il primo passaggio è la selezione del tipo di prodotto o servizio che risponde da una determinata domanda e funzione con il minor impatto ambientale. Questa analisi precede quella della formulazione degli appalti.

Alcune domande possono essere soddisfatte, alternativamente, con prodotti o con servizi: la comunicazione (e riproduzione) delle informazioni può essere basata su una newsletter o su una e-mail o un sito web.

In molti casi vi possono essere alternative radicali di prodotto: nei servizi igienici si può ricorrere a sistemi di asciugatura basati su rotoli di carta tissue, su cotone, su vapore.

Per la scelta tra queste alternative occorrono analisi ambientali indipendenti - laddove la preferenza ambientale non sia "ovvia" - che potranno essere basate su procedure - più o meno semplificate - di analisi degli impatti ambientali del ciclo di vita di prodotto.

 

 

1.2         Definizione dei criteri ambientali

 

Una volta definita la tipologia di prodotto desiderata, il green procurement identifica alcune caratteristiche tecniche e requisiti che devono incontrare i prodotti (o alcune caratteristiche che vengono considerate come elementi preferenziali).

 

In questa fase si definiscono:

Ø   gli obiettivi ambientali da considerare

Ø   i criteri tecnici che consentono di conseguire gli obiettivi

Ø   le modalità di integrazione dei criteri nella procedura di acquisto

 

1.2.1        Obiettivi ambientali

 

Sulla base delle normative ambientali e degli indirizzi delle politiche ambientali si possono definire alcuni obiettivi ambientali potenzialmente da considerare nella selezione di prodotti e servizi:

 

ü   riduzione dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti

ü   riduzione delle emissioni atmosferiche

ü   riduzione delle sostanze dannose per l'ozono

ü   riduzione dei consumi idrici e delle emissioni idriche

ü   riduzione delle emissioni di rumore

ü   riduzione dei consumi di materie prime

ü   riduzione dei consumi di legname da foreste non coltivate in maniera sostenibile

ü   riduzione del consumo ed immissione di sostanze pericolose e tossiche

ü   riduzione della produzione di rifiuti e aumento della riciclabilità (e dell'uso di materiale riciclato)

ü   ridurre i rischi di inquinamento del suolo e degrado del paesaggio

ü   ridurre le emissioni elettromagnetiche

ü   aumento della quota di prodotti derivanti da commerci e produzione socialmente equi e sostenibili

 

Per ciascun prodotto o  servizio si dovranno identificare gli obiettivi rilevanti e valutare le alternative di prodotti ambientalmente preferibili..

 

Focalizzare l'attenzione solo sugli aspetti ambientali particolarmente significativi per quel determinato prodotto consentirà di semplificare l'identificazione di requisiti e criteri.

 

1.2.2        Selezione dei requisiti

 

La modalità più semplice per mettere in pratica una politica di acquisti verdi è quella di fare riferimento agli standard di prodotto e in particolare agli ecolabel e agli standard di efficienza energetica.

 

Marchi di qualità ambientale ed energetica

Da molti anni esistono molti marchi di qualità ambientale, promossi da singoli stati o dall'Unione Europea.

I marchi di qualità ambientale, pur con differenze, considerano generalmente una pluralità di aspetti ambientali secondo un approccio di "analisi del ciclo di vita". Nella maggioranza dei casi, i requisiti per la concessione del marchio si riferiscono alla produzione, uso e smaltimento del prodotto.

Tra i marchi più significativi si ricordano:

Ø   l'ecolabel dell'Unione Europea (con 19 categorie di prodotto),

Ø   l'angelo Blu (blauer engel ) della Germania (104 categorie di prodotto

Ø   il cigno bianco (white swan) dei paesi scandinavi (78 categorie di prodotto),

In Italia, le novità relative al sistema ecolabel (marchio dell'Unione Europea) si trovano nel sito del Comitato Ecolabel-Ecoaudit e nel sito dell'Apat

Marchi ben consolidati sono stati sviluppati anche in Austria, Olanda,Canada, Giappone, Francia, Spagna e altri paesi. Il sito Global Ecolabelling Network offre link ai vari sistemi nazionali

 

Accanto ai marchi ambientali esistono specifici marchi energetici.

L'Unione Europea ha istituito una etichetta energetica, già obbligatoria per alcuni elettrodomestici (frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, cucine e forni), che ordina i vari prodotti (con una lettera da A a F) secondo la loro efficienza energetica.

Il marchio "Energy Star"(http://www.energystar.gov/default.html ) creato dalla US Epa, oggi riconosciuto anche dall'Unione Europea, per molte tipologie di apparecchiature elettriche, elettroniche e di illuminazione che viene assegnato secondo una serie di criteri di efficienza energetica (ed alcuni criteri ambientali). Energy Star è il più diffuso marchio di qualità energetica.

Il Group for Energy Efficient Appliances (GEEA ), costituito da alcune agenzie energetiche europee, ha istituito un proprio marchio di efficienza energetica per molte categorie di prodotto

 

I più importanti ecolabel - l'ecolabel europeo, il Blauer Engel della Germania, il Nordic Swan dei paesi scandinavi - e i marchi energetici - il label di efficienza energetica europea e il marchio energy star - forniscono criteri tecnici, prestazionali e di processo produttivo validati e riconosciuti a livello internazionale.

Questi marchi coprono gran parte dei prodotti di consumo.

 

I requisiti tecnici previsti da questi marchi prevedono, in genere, standard che possono relativi a:

1.    caratteristiche prestazionali (consumo energetico, durabilità, emissioni dall'uso etc)

2.    caratteristiche di composizione (tipologia di materiali usati, contenuto di determinate sostanze)

3.    caratteristiche del processo produttivo (efficienza ambientale ed energetica del processo, impiego di determinate sostanze)

4.    caratteristiche relative al fine vita del prodotto (recuperabilità, riciclabilità, disassemblaggio)

 

 

1.2.2.1  Efficienza energetica e uso di fonti rinnovabili

 

L'efficienza energetica dei prodotti, durante il loro utilizzo, costituisce un requisito chiave per gli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti, delle emissioni atmosferiche (dirette o indirette attraverso il consumo di energia elettrica), del consumo di materie prime.

L'impiego di dispositivi basati su fonti rinnovabili per la produzione di calore (o di energia elettrica) costituisce generalmente una alternativa preferibile ai dispositivi tradizionali basati su fonti fossili

I requisiti energetici sono considerati in tutti i marchi ambientali. Alcuni marchi sono diretti esclusivamente (o prevalentemente) all'efficienza energetica, come il marchio Energy Star e il marchio GEEA, che si applicano alle apparecchiature elettriche (vedi anche parte 2).

Alcuni marchi, ad esempio il marchio tedesco Blauer Engel, prevedono criteri di efficienza ambientale ed energetica anche per dispositivi di produzione energetica (caldaie, combustori basati su legno etc). IL Department of Energy  statunitense ha definito raccomandazioni e specifiche tecniche per dispostivi di riscaldamento e raffrescamento in ambito commerciale e per uffici.

Negli uffici - e in genere nella gestione energetica degli edifici - l'efficienza energetica può essere perseguita attraverso una opportuna progettazione o attraverso l'impiego di altri dispositivi (ad esempio, finestre) idonei a ridurre la dispersione di calore.

 

 

1.2.2.2  L'uso di prodotti derivanti da materiali riciclati

 

Il riciclo e la reimmissione nel circuito della produzione dei prodotti a fine vita costituisce una delle priorità ambientali per la minimizzazione  dei rifiuti.

L'impiego di prodotti ad alto contenuto di materiali derivanti da riciclo può essere considerato, a prestazioni equivalenti sotto altri profili ambientali, come una caratteristica ambientalmente preferibile.

La riciclabilità dei prodotti e, in alcuni casi, la presenza di uno specifico circuito di  raccolta e riuso costituiscono generalmente requisiti previsti dalla gran parte dei marchi ambientali.

Il marchio tedesco Blauer Engel, così come altri marchi nazionali, ha specificamente previsto varie tipologie di prodotto costituite da materiali di riciclo:

pneumatici rigenerati

prodotti in plastica riciclata

prodotti in gomma riciclata

materiali edili da carta riciclata

cartone riciclato

prodotti edili da vetro riciclato

prodotti in gesso riciclato

carta riciclata

 

Un ampia gamma di prodotti basati su plastica riciclata è descritta nella sezione "plastiche sostenibili" del sito di Corepla , il Consorzio per il riciclo della plastica.

 

Negli Stati Uniti, nell'ambito delle politiche di green procurement, è stato promosso con il programma "Buy recycled" in particolare l'impiego di prodotti riciclati o con alto contenuto di materiale riciclato. Raccomandazioni e specifiche tecniche sono state emanate per una serie di categorie di prodotti:

prodotti cartacei per ufficio ,

prodotti diversi per ufficio ,

prodotti per costruzioni ,

prodotti per parchi e aree ricreative ,

prodotti per la gestione del traffico ,

prodotti per veicoli ,

prodotti per aree verdi e paesaggio ,

prodotti vari per uso industriale  

 

 

 

1.2.2.3  L'uso di materiali da fonti rinnovabili: il caso dei bio-polimeri.

 

Negli Stati Uniti la cosiddetta Direttiva Clinton ha promosso, nell'ambito del "Green Purchasing", anche l'acquisto di prodotti derivanti da risorse rinnovabili e - in particolare - l'impiego di prodotti di origine biologica.

Questo criterio - l'uso prioritario di materiali da fonti rinnovabili - ha più campi di applicazione rilevanti.

Tra questi è particolarmente significativo l'impiego di "bio-polimeri", cioè delle cosiddette plastiche biodegradabili.

L'impiego di bio-polimeri - pur tra loro differenziati quanto a prestazioni, composizione e origine  - può essere significativo nel campo degli imballaggi, dei prodotti per il catering e di alcuni prodotti monouso. Molte tipologie di prodotte sono riportate in "plastiche sostenibili" di Corepla.

In linea generale, questi prodotti consentono (a prestazioni equivalenti o assimilabili con quelli delle materie plastiche, di cui in genere sono sostituti):

·      una riduzione dei consumi energetici e dell'uso di fonti non rinnovabili

·      un efficiente riciclo attraverso il compostaggio

·      una riduzione degli effetti negativi legati alla loro dispersione nell'ambiente

 

 

1.2.2.4  Commercio "equo e solidale" (Fair Trade).

 

Quattro network internazionali (IFAT, EFTA, FLO, News) gestiscono la distribuzione di prodotti alimentari e artigianali provenienti da cooperative e piccoli produttori di paesi in via di sviluppo secondo un codice di "commercio equo e solidale" (Fair Trade), che prevede assistenza ai produttori e prezzi più remunerativi e stabili di quelli di mercato, che garantiscano condizioni di vita e lavoro dignitose.  In Italia e in Europa sono commercializzati prodotti "Fair Trade" con il marchio rilasciato dall'European Fair Trade Associations .

Il manuale britannico "Green Buyers Guide", considerando gli obiettivi di promuovere un commercio rispettoso di principi etici e sociali, suggerisce di scegliere (ma non obbliga a farlo) prodotti "Fair trade", laddove essi sono in un buon rapporto qualità-prezzo ("value for money"), e di consentire ai dipendenti la possibilità di scegliere questi prodotti rispetto ad altri concorrenti (ad esempio prevedendo nelle mense diverse tipologie di caffè, tè, banane etc).

 

1.2.3        Integrazione dei requisiti nelle procedure di acquisto

 

Caratteristiche prestazionali e caratteristiche di composizione possono essere inseriti tra le specifiche tecniche del prodotto oggetto di acquisto.

Le caratteristiche relative al processo produttivo possono essere inserite quando queste hanno una incidenza evidente sulla stessa qualità del prodotto - ad esempio nel caso di prodotti alimentari derivanti da coltivazioni biologiche o nel caso dell'impiego di prodotti in legno (di cui si può richiedere la provenienza da foreste coltivate secondo specifici standard, come già previste da alcuni criteri di green purchasing in uso in altri stati dell'unione Europea). Negli altri casi è oggetto di discussione la possibilità di inserire vincoli relativi al processo produttivo.

Il documento orientativo Anpa (2000), relativo solo a prodotti di tipo industriale, suggerisce di non considerare le caratteristiche relative al processo produttivo.

Le caratteristiche relative alla gestione del fine vita del prodotto possono essere considerate - in quanto direttamente incidenti anche sui costi che eventualmente sopporterà l'ente -, ma devono essere adattate in funzione delle normative nazionali e locali.

 

Per l'uso delle specifiche degli ecolabel nei bandi di gara e nelle specifiche tecniche è quindi consigliabile selezionare le caratteristiche ambientali rilevanti del marchio stesso e inserirle tra le specifiche tecniche, individuando anche gli eventuali metodi di prova e di certificazione utili alla loro validazione.

 

Un approccio pragmatico, che seleziona un numero limitato di requisiti ambientali, costituisce probabilmente un ragionevole punto di equilibrio tra l'esigenza di un credibile orientamento degli acquisti e l'esigenza di disporre di un numero sufficientemente vasto di potenziali fornitori.

 

Il documento dell'Ecolabelling Board dell'Unione Europea "Guidelines on Greening Public Procurement by using the european ecolabel criteria " (2001) suggerisce di riprendere i criteri dell'ecolabel nelle specificazioni tecniche del bando di gara, ma ricorda che possono essere utilizzati "solo quelli che danno direttamente un vantaggio economico (cioè generalmente quelli relativi al prodotto e non alla sua produzione)". Così, per alcuni tipi di prodotto, possono essere richiesti, come requisiti tecnici, quelli che incontrano i criteri relativi ai consumi energetici o alla riciclabilità del prodotto e non usati quelli relativi alle emissioni atmosferiche dal processo produttivo.

 

Il possesso di un marchio da parte di un prodotto può essere considerato come elemento di prova del possesso dei requisiti tecnici, ma dovrà essere in genere concessa la possibilità di accettare anche prodotti in possesso di analoghi requisiti (che perciò devono essere specificati) a condizioni che essi risultano certificati (secondo modalità che dovranno essere specificate).

In linea generale si deve inoltre ricordare che per alcuni marchi - ad esempio l'ecolabel europeo - il numero di prodotti e produttori che hanno il marchio è ancora relativamente ristretto e che in alcuni stati membri dell'Unione Europea esistono marchi ambientali nazionali equivalenti. Nella selezione dei criteri e dei marchi considerati come elemento di prova è opportuno considerare anche altri marchi europei oltre a quello dell'Unione Europea, in particolare il marchio "Blaue Engel" (tedesco) e il marchio "White Swan" (paesi scandinavi) che hanno una più larga copertura di categorie di prodotto e una ampia diffusione internazionale, per molte categorie di prodotto anche superiore a quella registrata dal marchio comunitario.

 

Il bando di gara, quindi, deve fare riferimento ad alcune specifiche tecniche e non al possesso in quanto tale del marchio, che però potrà essere considerato come elemento di prova del possesso delle specifiche tecniche di tipo ambientale richieste.

 

1.2.4        Qualità ambientale del fornitore

Una terza fase del processo di green procurement può essere basata su una valutazione della qualità ambientale del fornitore (quali quelli che potrebbero essere dimostrati dal possesso di un sistema di gestione ambientale). Questi criteri sono ammessi dalla normativa comunitaria sugli appalti con alcune restrizioni. Essi però possono essere applicati laddove la qualità ambientale del fornitore è rilevante (ad esempio in molte attività di servizio) o essere comunque considerati come  un elemento preferenziale.

Laddove non si applica la normativa comunitaria, questi criteri possono essere integrati, pur salvaguardando criteri di competitività.  In Norvegia è prevista una dettagliata fase di screening del fornitore. 

 

 

"Value for Money" e acquisti verdi:  l'introduzione dei criteri ambientali in tutti gli appalti  pubblici della Gran Bretagna

 

Nel Regno Unito, all'interno del  Programma "Greening Government", che coinvolge sia le amministrazioni locali che gli enti locali, sono state emanate direttive e predisposte linee-guide per favorire il green public procurement. Il documento congiunto del Ministero del Tesoro e dell'Ambiente ("Environmental Issues in Purchasing") individua le modalità per integrare gli aspetti ambientali in tutte le  procedure di acquisto pubblico.

L'integrazione dei criteri ambientali deve considerare, tra l'altro:

§      la conservazione dell'energia, dell'acqua, del legno, della carta e di altre risorse, particolarmente di quelle che sono scarse e non rinnovabili;

§      la riduzione dei rifiuti attraverso il riuso e il riciclo e con l'uso di prodotti e materiali  riciclati;

§      l'eliminazione di sostanze ozono distruttive,

§      la minimizzazione delle emissioni di gas climalteranti, composti organici volatili, emissioni veicolari e altre sostanze che danneggiano la salute e l'ambiente

 

La sistematica introduzione dei criteri ambientali nelle procedure di acquisto è basato sul principio generale secondo cui il settore pubblico deve basarsi sul criterio "value for money", che non corrisponde semplicisticamente al prezzo più basso, ma deve considerare  "la combinazione ottimale del costo del ciclo di vita del prodotto e della sua qualità e capacità di rispondere alle necessità del consumatore".

Nel valutare i costi sull'intero ciclo di vita dei prodotti, si dovranno quindi anche includere i costi che potranno derivare dai costi operativi (consumi energetici, consumi idrici), dai costi di smaltimento, dai costi amministrativi di gestione per la sicurezza.

Le procedure di acquisto potranno essere indirizzate o privilegiare i prodotti più ecologici anche laddove questi non risultano economicamente più convenienti anche considerando i costi sull'intero ciclo di vita, se questo è giustificato da indirizzi politici dell'amministrazione o sulla base di una valutazione dei benefici ambientali.