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Ambiente

Risorse idriche

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IL CONTRATTO DI FIUME DEL BACINO DEL SANGONE

Lo sviluppo operativo delle azioni del Piano d'Azione (formato pdf 47 KB) ha avuto inizio a partire dall'anno 2009, in seguito alla sottoscrizione del Contratto di Fiume.

Di seguito si riportano le attività ad oggi intraprese o avviate, con riferimento agli obiettivi generali e specifici, nonché quelle considerate trasversali, ovvero collegate a più azioni contenute nel Piano.

OBIETTIVO GENERALE A: QUALITA' AMBIENTALE DEL CORSO D'ACQUA
Obiettivo specifico A1: contenimento alla fonte dell'inquinante

Azione A1.2: Avvio di un programma di lavoro finalizzato all'individuazione delle sostanze pericolose significative per il territorio del Torrente Sangone e le correlazioni esistenti con le fonti inquinanti

A partire dalle conoscenze pregresse relative alla presenza di sostanze pericolose nelle acque superficiali del Sangone è stata impostata una nuova attività di implementazione dei dati a disposizione lavorando su diversi fronti. Dapprima sono stati effettuati sopralluoghi mirati che hanno permesso di individuare le aree critiche, potenziali fonti di inquinamento delle acque del torrente, anche sulla base di nuove conoscenze acquisite

Torrente Sangone a BruinoLe informazioni disponibili sono state riportate all’attenzione di un tavolo tecnico di lavoro attivato ad hoc che ha visto la partecipazione di diverse competenze messe a disposizione dagli Enti coinvolti (tra i quali Provincia di Torino, Regione Piemonte, SMAT, ARPA Piemonte, diversi Comuni). Il tavolo ha impostato un nuovo monitoraggio finalizzato a localizzare con precisione le fonti inquinanti diffuse o puntuali attraverso la valutazione dei dati già a disposizione, sia sul comparto delle acque superficiali sia su quello delle acque sotterranee, entrambi interessati dalla presenza delle sostanze pericolose. A seguito delle valutazioni del tavolo è stato impostato un monitoraggio complessivo della qualità delle acque finalizzato a valutare l'evoluzione dello stato qualitativo delle acque e dei sedimenti rispetto alla condizione registrata con le campagne ARPA del 2002 e 2004, con particolare riferimento alle sostanze pericolose e alle problematiche di carico organico riscontrate all'epoca in alcune zone. La campagna di monitoraggio di durata annuale, avviata nel 2011 ed in via di conclusione, è condotta da ARPA Piemonte su incarico della Provincia di Torino. E' inoltre in corso una tesi di laurea in scienze geologiche finalizzata all'indagine delle relazioni tra falda superficiale e corso d'acqua, al fine di individuare le dinamiche di flusso delle sostanze pericolose.

Obiettivo specifico A2: collettamento degli scarichi

Azione A2.1: Definire lo stato attuativo e le previsioni di intervento relativamente al collettamento degli scarichi civili

Manufatto di scaricoIl quadro conoscitivo costruito sulla base dei dati raccolti nel 2004 dalle Guardie Ecologiche Volontarie della Provincia di Torino è stato aggiornato, in particolare nelle zone che risultavano particolarmente critiche per la presenza di numerosi scarichi domestici, mediante sopralluoghi mirati effettuati dai tecnici della Provincia di Torino con la collaborazione, per alcune situazioni localizzate, dei tecnici dei comuni di Moncalieri, Nichelino e Giaveno e delle stesse GEV. Sulla base delle nuove informazioni è stata predisposta una nuova cartografia di dettaglio che, in prima analisi, evidenzia notevoli miglioramenti rispetto alla situazione pregressa, grazie alle azioni di collettamento intraprese negli ultimi anni dalle amministrazioni locali. A titolo di esempio si riportano le attività svolte dalla Città di Giaveno (formato pdf 81 KB) nel proprio territorio, che era individuato come particolarmente critico. In alcuni casi in cui si è riscontrata una particolare difficoltà di intervento, i diversi Enti hanno lavorato congiuntamente per valutare le possibili soluzioni. La cartografia di dettaglio che è stata consegnata ai Comuni del bacino del Sangone ed anche ad ARPA Piemonte al fine di avviare un confronto con i dati dei controlli.

 

OBIETTIVO GENERALE B: PORTATA IDRICA ADEGUATA IN ALVEO
Obiettivo specifico B1: diminuzione dei prelievi idrici

Azione B1.1: Censimento delle concessioni rilasciate e valutazione dell’effettivo fabbisogno

Tratto rurale del bacino del SangoneIl bacino del Sangone è stato individuato tra le zone con priorità di intervento nell'ambito delle attività di revisione delle concessioni irrigue già assentite sulla base dell'effettivo fabbisogno irriguo, Allo stesso modo il Sangone risulta inserito anche nell'attività, in via di definizione da parte della Regione Piemonte – Direzione Agricoltura (D.G.R. n. 30 – 13173 del 1 febbraio 2010, che prevede l'installazione di misuratori di portata con restituzione dei dati in tempo reale sulle principali prese irrigue; tale monitoraggio sarà fondamentale per valutare l'effettiva pressione irrigua sul corso d'acqua, ed in base a questa definire una strategia condivisa anche con le associazioni di categoria per la soluzione del problema. Tra le possibili azioni saranno sicuramente da prendere in considerazione anche quelle che contemplano il passaggio, laddove possibile, a colture meno idroesigenti e la riconversione dei metodi di irrigazione, anche con l'ausilio degli strumenti di finanziamento esistenti, quali il Programma di Sviluppo Rurale.

Azione B1.2: Aggiornamento del catasto per definire un quadro conoscitivo puntuale di tutte le derivazioni presenti lungo l’asta del torrente

Censimento delle opere in alveoE' stato completato il rilievo in campo di tutte le opere di derivazione assentite, sia per usi irrigui che energetici, sul Sangone e sugli affluenti anche al fine di verificare lo stato delle opere di presa rispetto alle prescrizioni della normativa vigente (presenza di dispositivi per rilascio del DMV, presenza e funzionalità delle scale di risalita per l'ittiofauna) al fine di una collaborazione con il Servizio Tutela della Flora e della Fauna. E' stato completato l'aggiornamento del database, corredato da documentazione fotografica, e la cartografia di dettaglio, che sono stati consegnati ai Comuni del Contratto e sono a disposizione degli enti che ne faranno richiesta. Tutte le informazioni raccolte costituiscono la base per la Regione Piemonte, la Provincia e gli Enti locali, per lavorare su una strategia condivisa volta a limitare la realizzazione di nuovi prelievi e ad ottimizzare la funzionalità degli impianti esistenti, in particolare in ambito montano.

Azione B4.1: Verifica applicazione DMV

A seguito dell'azione B1.2 sono stati realizzati una cartografia specifica e un dossier riepilogativo dello stato dei rilasci delle derivazioni (rilevati mediante osservazione in campo delle strutture esistenti) che sono stati consegnati ad ARPA Piemonte per l'avvio di verifiche mirate.

 

OBIETTIVO GENERALE C: DIFESA IDRAULICA
Obiettivo specifico C2: difesa spondale ed osservazioni in materia di trasporto solido

Azione C1.2: Ripristinare le aree di divagazione naturale

I dati raccolti nell'ambito dell’Azione C2.1 (vedi) contribuiscono all'aggiornamento del quadro conoscitivo in materia di trasporto solido, fondamentale per procedere nel futuro alla definizione di un Piano di Gestione dei Sedimenti per il bacino del Sangone.

Azione C2.1: Istituire un Osservatorio sulla modificazione della forma degli alvei e sulla mobilità dei sedimenti

Tra le priorità sul territorio, emerge la necessità di maggiori conoscenze organiche sul comportamento fluviale a scala di bacino, al fine di pervenire a corrette pratiche di gestione che coniughino le esigenze di sicurezza idraulica con quelle di raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale dettate dalla normativa vigente. Obiettivo dell'Osservatorio è di costruire uno strumento di monitoraggio morfologico, a disposizione degli Enti, che permetta in futuro il coordinamento degli interventi finalizzati alla difesa idraulica a scala di bacino e la realizzazione di un programma di recupero della naturalità dell'alveo e delle sponde, nonché di un piano di manutenzione ordinaria del territorio. Per valutare l'effettiva fattibilità dell'azione sono stati organizzati diversi incontri preliminari con Enti competenti in materia quali la Regione Piemonte e l'Autorità di Bacino del Po, che hanno dato la loro disponibilità a collaborare al progetto dell'Osservatorio. Le prime attività hanno riguardato il reperimento di materiale esistente relativo alle conoscenze idrauliche e morfologiche del torrente Sangone e la ricognizione puntuale delle informazioni relative alle opere idrauliche lungo l'asta fluviale anche attraverso il censimento diretto sul territorio a partire dalle informazioni disponibili nelle diverse banche dati (SICOD Regione Piemonte, PRGC dei Comuni).

Rilievo in campo del profilo dell'alveo Le informazioni reperite saranno strutturate all'interno di un'apposita sezione del Centro Elaborazione Dati Acqua (CED Acqua) della Provincia di Torino, di prossima implementazione. A supporto delle attività è stata realizzata una tesi di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile (orientamento idraulico) in collaborazione tra la Provincia di Torino ed il Politecnico di Torino (a disposizione l'abstract della tesi in formato pdf 178 KB) ed è stato stilato un primo prospetto generale sull'impostazione dell'Osservatorio.

Obiettivo specifico C3: manutenzione ordinaria del territorio

Azione C3.1: Definire un Piano di manutenzione ordinaria anche per gli ambiti non montani

A partire dallo studio di fattibilità per la redazione di un Piano di Manutenzione Ordinaria per gli ambiti di pianura già realizzato a carico di ASSOT, il lavoro in corso consiste nell'individuare idonee fonti per finanziare, analogamente a quanto accade per gli ambiti montani, la manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua di pianura. Il suddetto studio è stato presentato all'Autorità di Bacino del Fiume Po e con tale Ente è partito un processo di collaborazione che prevede anche il coinvolgimento della Regione Piemonte al fine di valutare le eventuali fonti finanziarie. Nel contempo sono partite le attività di formazione ed informazione del territorio sulla corretta gestione delle zone perifluviali, attraverso l'organizzazione di un seminario tecnico svoltosi a Coazze nel mese di marzo 2010, che ha rappresentato un primo momento di divulgazione e di coinvolgimento su questi aspetti.

 

OBIETTIVO GENERALE D: RECUPERO AMBIENTALE DEL BACINO
Obiettivo specifico D1: riqualificazione ambiti perifluviali

Azione D1.1: Individuazione e definizione cartografica delle aree perifluviali e verifica di coerenza con il PAI

Nell'ambito dell'aggiornamento del PTCP la Provincia ha individuato le fasce fluviali A e B del PAI come elemento fondamentale della Rete Ecologica Provinciale (R.E.P.). Con i Comuni si intende condurre un'attività di definizione, a partire dalla R.E.P., di una Rete Ecologica Comunale di dettaglio locale. Con questo proposito a partire da una tesi di laurea in architettura, con il Comune di Bruino si sta sperimentando l’inserimento di norme a tutela della Rete Ecologica Comunale in una prossima variante del PRGC (vedi azione trasversale Tavolo Rete Ecologica).

Azione D1.2: Censimento aree demaniali e pubbliche ed individuazione anche cartografica del rapporto con le aree perifluviali

Dalle discussioni intraprese durante le fasi concertative è emersa l'opportunità di lavorare, per quanto riguarda la riqualificazione delle zone perifluviali, prioritariamente sulle aree pubbliche, ritenute di più facile disponibilità rispetto alle proprietà private. A tale scopo si ritengono maggiormente idonee le aree demaniali ed in particolare, dato il contesto, quelle appartenenti al "demanio fluviale" che comprende tutte le proprietà pubbliche che interessano i corsi d'acqua del territorio. Le normative ora in vigore nel nostro Paese indicano inequivocabilmente che queste aree, come pure le risorse idriche strettamente collegate, devono essere gestite nell'interesse pubblico, a differenza di quanto avveniva in passato, quando era prevalente il concetto di sfruttamento intensivo del territorio. Questo approccio, esplicitamente introdotto per la prima volta dalla L. 37/94 (legge Cutrera) riconosce la centralità della salvaguardia ambientale, tanto che gli enti pubblici hanno la precedenza rispetto ai privati nella concessione delle aree demaniali "dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche", finalizzata alla realizzazione di riserve naturali o parchi fluviali e di interventi di recupero, valorizzazione e tutela ambientale. Gestire il demanio fluviale in quest'ottica può consentire agli enti locali di pianificare l'uso del proprio territorio in modo razionale e nel rispetto dell'ambiente. Le aree demaniali dei corsi d'acqua assumono così un ruolo decisivo nella gestione territoriale: corpi idrici e ambienti collegati non dovrebbero più essere percepiti come luoghi soggetti a sfruttamento intensivo e indiscriminato o destinati all'abbandono, ma come luoghi da tutelare nell'interesse della collettività e da utilizzare consapevolmente in modo sostenibile. Il problema primario riscontrato nell'affrontare tale metodologia di lavoro è emerso dalla carenza di informazioni relative alla precisa localizzazione delle aree appartenenti al demanio fluviale: ad oggi non risulta infatti esistere un'attività di aggiornamento costante delle basi dati. Il primo passo da compiere consiste dunque nella ricognizione ed aggiornamento dei dati e nella successiva restituzione cartografica. A livello locale è stata avviata una prima sperimentazione in collaborazione tra il Settore Difesa del Suolo della Regione Piemonte, la Provincia di Torino ed il Comune di Beinasco; le risultanze di tale lavoro, che ha costituito la base metodologica poi applicata su tutto il territorio del bacino, hanno evidenziato la scarsa estensione di aree del demanio fluviale; le attività stanno pertanto procedendo verso l'estensione della ricerca ad altre tipologie di aree pubbliche da inserire nella rete ecologica provinciale e comunale prevista dal PTC2.

Azione D1.3: Individuazione degli opportuni interventi di recupero ambientale

L'abbandono indiscriminato di rifiuti nelle aree perifluviali costituisce un grave problema sul territorio in termini di degrado territoriale ed ambientale, oltre che di concreto rischio idraulico durante gli eventi di piena. In seguito alla positiva esperienza di "Puliamo il Sangone" (vedi azione E1.4) partire dall'anno 2010, ha preso avvio una collaborazione fra la Provincia di Torino e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino volta a risolvere le situazioni particolarmente critiche dovute alla difficoltà di accesso e alle dimensioni dei rifiuti da rimuovere, che richiedono l'utilizzo di mezzi pesanti e di personale specializzato. Inoltre, per gli stessi VVF, queste attività costituiscono un'importante occasione di esercitazione e formazione del proprio personale specializzato. A partire dall'inizio del 2012, inoltre, la Provincia collabora con il CSI Piemonte per la realizzazione di un'applicazione per smartphone denominata "Qualità Ambiente Fluviale" che permette la segnalazione rapida da parte dei cittadini di buone pratiche di gestione delle aree perifluviali e di aree degradate lungo i corsi d’acqua. L'app, a partire dalle aree pilota interessate dai Contratti di Fiume e di Lago, potrà poi essere utilizzata per segnalazioni su tutto il territorio provinciale, ed in futuro anche per la segnalazione di criticità e di fenomeni di degrado delle stesse aree perifluviali.

Il resoconto delle attività dei VVF nell'ambito di "Puliamo il Sangone"(formato pdf 11,8 MB)
Obiettivo specifico D2: connessione delle piste ciclabili esistenti e delle aree attrezzate per praticare sport

Azione D2.1: Avviare un tavolo di lavoro sovracomunale per coordinare le progettazioni del sistema dei parchi destinati alla fruizione e dei completamenti delle piste ciclabili multifunzionali: finalità ricreative, didattiche alla portata di tutti e di soccorso

L'azione, attualmente in buono stato di avanzamento, ha preso avvio in occasione della partecipazione al bando regionale relativo al progetto Corona Verde II (vedi azione trasversale). Il risultato delle attività dei tavoli di co-progettazione, coordinati in stretta sinergia con i tavoli di lavoro del Contratto di Fiume, ha portato ad ottenere finanziamenti sull’asta del Sangone pari ad un terzo circa dell’intero stanziamento previsto per Corona Verde, dimostrando l’efficacia di tale metodo di lavoro. La Regione Piemonte, stazione appaltante, sta provvedendo a dare avvio alla realizzazione delle opere progettate.

 

OBIETTIVO GENERALE E: PROMOZIONE INTEGRATA DI INIZIATIVE DI FRUIZIONE ED EVENTI DI SENSIBILIZZAZIONE

Nell'ambito di tale obiettivo la Provincia di Torino partecipa al progetto IN.F.E.A. "IDRA" con il Politecnico di Torino per progettazioni specifiche relative alla qualità del paesaggio nelle aree interessate dai Contratti di Fiume o di Lago realizzate dagli studenti nell'ambito di laboratori didattici.

Obiettivo specifico E1: coordinamento eventi sul territorio del bacino

Azione E1.3: Realizzare un piano di coordinamento delle attività CEA sul bacino del Torrente Sangone

Nell'estate 2011 sono stati avviati i primi incontri tra gli enti interessati dalla presenza di Centri di Educazione Ambientale o altri centri di divulgazione/informazione ambientale. Quest'azione sarà condotta in coordinamento con le attività previste dal Contratto di Lago di Avigliana.

Azione E1.1: Organizzare eventi di sensibilizzazione ed informazione sul tema acqua per promozione di prodotti tipici; e Azione E1.4: Coinvolgere le associazioni ambientaliste e di immigrati per presidio aree perifluviali

Il miglioramento della conoscenza dell'ambiente fluviale ed il coinvolgimento della cittadinanza e del mondo dell'associazionismo quali parti attive in attività dirette sul territorio, mirano ad aumentare il senso di appartenenza al territorio stesso, creando consapevolezza delle problematiche e responsabilizzazione verso la tutela del bene comune. Con queste premesse, a partire dall'anno 2009 è stata istituita la giornata dedicata a "Puliamo il Sangone", promossa dalla Provincia di Torino nell'ambito di "Puliamo il Mondo", edizione italiana, organizzata da Legambiente, di "Clean Up The World", il più grande appuntamento di volontariato ambientale a livello mondiale.

L'edizione 2009 di "Puliamo il Sangone" La prima edizione, svolta nell'anno 2009, vedeva come forte elemento innovativo il coinvolgimento dei funzionari e dei tecnici della Pubblica Amministrazione a fianco delle Guardie Ecologiche Volontarie, dei cittadini e di tutti i volontari, singoli o associati, nelle attività di pulizia, e il partenariato con 3 Comuni del bacino del Sangone. I risultati, in termini di partecipazione e di quantità di rifiuti raccolti, hanno evidenziato l'importanza di ampliare l'iniziativa sia dal punto di vista territoriale, sia della partecipazione, attraverso il coinvolgimento di un maggiore numero di volontari specializzati e dotati di mezzi adeguati per far fronte alle situazioni che emergevano sul territorio (presenza di rifiuti ingombranti, RAEE, rifiuti pericolosi di varia provenienza).
L'edizione 2010 ha interessato i territori di otto Comuni ed ha raggiunto lo straordinario risultato di 60 tonnellate di rifiuti raccolti in una sola giornata, grazie alla collaborazione di circa 500 volontari. In particolare il contributo dei Vigili del Fuoco, che hanno partecipato a titolo totalmente gratuito e con una massiccio spiegamento di personale altamente specializzato e di mezzi pesanti, è stato determinante in termini di quantità e natura di rifiuti raccolti. L'iniziativa ha pertanto raggiunto un duplice scopo: da un lato il contributo alla conoscenza dell'ambiente fluviale e la responsabilizzazione della cittadinanza, coinvolta quale parte attiva verso la tutela del bene comune, dall'altra la risoluzione immediata di situazioni di grave degrado, con un importante risparmio economico per le Amministrazioni locali, spesso in difficoltà nel fare fronte a questo tipo di problematiche. "Puliamo il Sangone 2010": Vigili del Fuoco all'opera

L'edizione 2010 ha posto le basi per una collaborazione fra la Provincia di Torino e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino, al fine di garantire continuità a questo tipo di attività anche al di fuori dell'appuntamento annuale di "Puliamo il Mondo" e su territori al di fuori del bacino del Sangone (vedi anche azione D1.3).

Si è inoltre riscontrato che le aree pulite nelle varie edizioni ad opera dei volontari generalmente non sono più state interessate da abbandoni di rifiuti, anche grazie all'azione delle amministrazioni comunali che hanno impedito il ripetersi di situazioni di degrado, ad esempio attraverso il presidio del territorio ed il posizionamento di sbarre per impedire la possibilità di scaricare abusivamente. Per l'edizione 2011 sono pertanto stati scelti, nella maggior parte dei casi, nuovi siti di pulizia, con il coinvolgimento anche di Comuni diversi da quelli che avevano preso parte agli eventi passati. La quarta edizione nel 2012 ha visto il coinvolgimento di ben 10 Comuni del bacino. Per l'edizione 2013, al territorio del bacino del Sangone si è aggiunto quello dei Laghi di Avigliana, pertanto la manifestazione a partire quest'anno sarà denominata "Puliamo il Sangone ed i Laghi di Avigliana".

Per trattare questo ad altri temi relativi all'Obiettivo Generale E, è stato avviato un tavolo di lavoro sulla fruizione, che ha visto il suo primo momento in un incontro organizzato a Villarbasse nel mese di maggio 2010. E' a disposizione il report dell'incontro (formato pdf 320 KB). Quale punto iniziale per la discussione sono state utilizzate le risultanze dell'inchiesta a tema svolta presso i principali portatori di interesse sulla percezione delle criticità locali. Gli argomenti affrontati durante l'incontro hanno riguardato tutte le azioni del Piano comprese nell'Obiettivo E con particolare riferimento all'organizzazione di eventi di sensibilizzazione e di promozione dei prodotti tipici locali; si è convenuto sull'importanza di creare sinergie tra gli Enti e con le associazioni locali nella pianificazione dell'uso del territorio e nella programmazione delle iniziative pubbliche. E' emersa con forza la necessità di risolvere prioritariamente le problematiche legate alla quantità e qualità delle acque, elemento imprescindibile per la pianificazione di qualunque attività fruitiva.

 

AZIONI TRASVERSALI AL PIANO D'AZIONE
Tavolo Corona Verde II

A livello di area vasta sono stati avviati diversi tavoli di lavoro finalizzati all'organizzazione delle attività per l'accesso ai finanziamenti del progetto regionale Corona Verde II (fondi europei POR-FESR 2007-2013), che contempla obiettivi di riqualificazione ampiamente congruenti con quelli del Contratto di Fiume. Ai fini dell'accesso ai finanziamenti messi a disposizione, la Regione ha individuato sei diversi ambiti territoriali omogenei, con sei rispettivi Comuni capofila, per ciascuno dei quali è prevista la presentazione di una progettualità unitaria e condivisa sul territorio dell'intero bacino, in funzione della riqualificazione ambientale. L'ambito di riferimento in cui ricade quasi totalmente il bacino del Sangone ha come capofila il Comune di Nichelino; in accordo con tale amministrazione, i tavoli di lavoro di Corona Verde e del Contratto di Fiume sono stati integrati, al fine di realizzare una progettualità più ampia, sia territorialmente, sia dal punto di vista delle azioni contemplate, che costituirà il quadro di riferimento per tutte le amministrazioni per lo svolgimento delle attività anche al di fuori del progetto Corona Verde. Il tavolo così costituito ha visto anche la partecipazione del territorio coinvolto nel Contratto di Lago di Avigliana, seppure ricadente in un altro ambito, poiché fondamentale ai fini della costituzione di un corridoio ecologico tra i bacini del Sangone, del Chisola e della Dora Riparia. L'attitudine alla collaborazione fra gli Enti del bacino del Sangone, acquisita grazie all'esperienza del Contratto di Fiume, ha permesso la presentazione di una progettazione realmente condivisa sul territorio, che è stata riconosciuta meritevole di un congruo finanziamento: come emerso dalla relazione della Regione Piemonte (formato pdf 2,4 MB) presentata in occasione dell'Assemblea di Bacino annuale del 20 dicembre 2011, più del 40% dei fondi a disposizione sull'intero progetto è stato attribuito al territorio del Contratto di Fiume.

Tavolo Agricoltura

E' stato istituito un tavolo con la partecipazione delle associazioni di categoria del mondo agricolo per l'avvio di un ragionamento integrato sulla possibilità di presentare progetti collettivi a livello di bacino, al fine di accedere alle fonti di finanziamento previste dal Programma di Sviluppo Rurale della Regione Piemonte (PSR 2007-2013) per la riqualificazione delle aree agricole del bacino mediante la ricostruzione di corridoi ecologici per i territori del Sangone, con particolare riferimento a corsi d’acqua e canali. Il primo incontro con le associazioni di categoria ha avuto luogo il 16 giugno 2011 durante il "Tavolo Verde" istituzionale. Le attività del Tavolo sono coordinate con quelle previste dal progetto "Biodiversità" condotto dal Settore Agricoltura della Regione Piemonte, e con quelle previste dal progetto Corona Verde II (vedi azione trasversale).

Tavolo Rete Ecologica

E' stato istituito un tavolo di lavoro in collaborazione con la Pianificazione Territoriale provinciale ed i Comuni del bacino per la progettazione e la concertazione dello schema di Rete Ecologica Comunale (previsto dal PTC2) su parte del territorio del bacino del Sangone, che costituirà l'area "pilota" per l'individuazione delle linee guida rivolte ai Comuni e previste dallo stesso PTC2). In alcuni Comuni, anche nell'ambito del progetto "IDRA III", sono stati avviati confronti con le diverse amministrazioni e valutate alcune proposte progettuali ideate nell'abito di tesi di laurea e di laboratori universitari. In particolare, con il Comune di Bruino si sta avviando un progetto volto ad inserire in via sperimentale le proposte del mondo accademico nella prossima variante del PRGC.

Valutazione Ambientale Strategica del Contratto di Fiume del Sangone

La Provincia di Torino, in qualità di Autorità proponente e Autorità procedente, ha adottato, con DGP 487 – 16558 del 17 maggio 2011, il Rapporto Ambientale di VAS e la Sintesi non tecnica del Piano di Azione del Contratto di Fiume del Torrente Sangone, ai sensi del D.Lgs. 152/2006.

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Ultimo aggiornamento: 27/11/2013

 



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