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IL CONTRATTO DI FIUME E DI LAGO: UNO STRUMENTO DI PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA

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La pagina dedicata alla mostra didattica "Acque chiare" - l'acqua, la vita, l'uomo in Provincia di Torino: tutte le informazioni sui contenuti e le modalità per richiederla

 

LA PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA

Torrente Sangone a Rivalta

Nel 1992 la Conferenza Internazionale di Dublino su Acqua e Ambiente ha sottolineato la necessità di sviluppare un approccio olistico per la gestione integrata delle risorse idriche, attraverso l'elaborazione di nuovi strumenti finalizzati a riconoscere ed integrare i valori economici sociali, ambientali e culturali in gioco, la gestione delle acque superficiali con quella delle acque sotterranee e i valori quantitativi con quelli qualitativi.

La Programmazione negoziata è disciplinata dalla legge n. 662 del 23 dicembre 1996 che la definisce come "regolamentazione concordata tra soggetti pubblici o tra il soggetto pubblico competente e la parte o le parti pubbliche o private per l'attuazione di interventi diversi, riferiti ad un'unica finalità di sviluppo, che richiedono una valutazione complessiva delle attività di competenza" (art. 2, comma 203, lettera a). Questo implica un processo di decisione che nasce “"dal basso" e che utilizza la concertazione tra soggetti pubblici e parti sociali interessate allo sviluppo locale del territorio.

Anche il Piano di Azione dell ONU "Agenda 21" riconosce il ruolo fondamentale del confronto e del dialogo fra istituzioni e soggetti locali per la condivisione delle strategie di gestione sostenibile delle risorse del territorio.

In quest'ottica anche il Contratto di Fiume e di Lago può essere considerato un processo di programmazione negoziata.

CHE COS'E' IL CONTRATTO DI FIUME

L'importanza del coinvolgimento e della responsabilizzazione dei cittadini nei processi decisionali, viene evidenziata a tutti i livelli e contesti, prevedendo, nella definizione delle politiche in materia di acque, un'azione promossa direttamente dai portatori di interesse e non imposta dall'alto.

Il concetto di Contratto di Fiume e di Lago è stato introdotto per la prima volta nell'ambito del 2° Forum Mondiale sull'Acqua, tenutosi a L'Aia nel marzo del 2000, e ripreso dalla Direttiva Quadro Europea sulle Acqua 2000/60/CE. con tale strumento, in particolare si stabilisce un sistema di regole che mette sullo stesso piano i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale e sostenibilità ambientale, nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale al fine del raggiungimento degli obiettivi di qualità previsti dalla Direttiva stessa.

In sostanza, un Contratto di Fiume o di Lago è un accordo volontario che prevede una serie di atti operativi, concertati fra i gestori della risorsa e del territorio (strutture di governo), i cittadini e i rappresentanti delle categorie che hanno interessi legati ai territori fluviali (stakeholders o portatori di interesse) come agricoltori, industriali, pescatori, canoisti, associazioni ambientaliste, ecc.

La stessa Direttiva Quadro in materia di Acque, nel fissare gli obiettivi che ogni stato membro deve raggiungere, individua il "bacino idrografico" come corretta unità di riferimento per il governo delle acque; ne consegue che un Contratto di Fiume debba essere sviluppato comprendendo l'intero territorio di un bacino e non soltanto tenendo conto delle zone prospicienti i corpi idrici.

Attraverso il Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità 2014, attualmente all'esame del Senato, il Contratti di Fiume vengono legittimati per la prima volta nella legislazione nazionale quali strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali.

LE ESPERIENZE NELLA REGIONE PIEMONTE

Con il Piano di Tutela delle Acque (PTA), la Regione Piemonte ha introdotto i Contratti di Fiume e di Lago quali strumenti di programmazione negoziata per la gestione integrata a livello di bacino idrografico, finalizzati alla tutela e valorizzazione delle risorse idriche e degli ambienti connessi, unitamente alla salvaguardia del rischio idraulico (art. 10 delle Norme di Piano). Per attuare il PTA sul territorio, l'Amministrazione Regionale ha promosso nel tempo l'attivazione, in via sperimentale, di una serie di Contratti. I territori interessati dalla sperimentazione sono stati scelti in base alle loro specifiche criticità ambientali e rappresentano le esperienze pilota a partire dalle quali sono state redatte apposite Linee Guida Regionali (approvate con Delibera della Giunta Regionale n. 16-2610 del 19/09/2011) che consentiranno di dare omogeneità ai processi dei futuri Contratti di Fiume e di Lago sul territorio regionale.

I CONTRATTI DI FIUME E DI LAGO IN PROVINCIA DI TORINO

Il Lago Piccolo di Avigliana Ad oggi, in Provincia di Torino sono stati attivati i processi per i seguenti Contratti di Fiume e di Lago

Ultimo aggiornamento: 10/04/2015

 



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