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BUONE PRATICHE DI GESTIONE DEL CORSO D'ACQUA
LINEE GUIDA

Buone pratiche di gestione del corso d'acqua - Linee guida

 

Il Progetto PELLIDRAC e le Linee Guida sulle buone pratiche di gestione del corso d'acqua

Questa guida di buone pratiche è uno dei risultati perseguiti con le azioni previste dal programma di lavoro del Progetto Interreg Alcotra PELLIDRAC "Pellice e Drac si parlano - histoire d’eau" svoltosi in Italia e in Francia tra l’agosto 2009 e il novembre 2011 che ha coinvolto il Politecnico di Torino, come capofila e referente scientifico, la Provincia di Torino ed il Conseil Général des Hautes Alpes, Enti Locali con competenze amministrative territoriali, come partners.
Il Progetto PELLIDRAC nasce, come idea condivisa, all'indomani dell'evento alluvionale che, nel maggio 2008, colpì le Alpi Occidentali con perdite umane e materiali nel bacino del T. Pellice, in Italia, e sulla memoria di altri eventi precedenti che causarono altrettanti danni e altre vittime, in Francia.
In quelle occasioni, si osservò infatti che, sia ad est che a ovest delle Alpi, le amministrazioni e i cittadini coinvolti dagli eventi distruttivi vivevano il bisogno di difesa dal rischio idraulico e la necessità di preservare e migliorare la naturalità del corso d’acqua come esigenze in contrapposizione fra loro, con una sentita e comprensibile urgenza di risolvere il primo anche a grave discapito della seconda.
In Italia in particolare, ma anche in Francia, questa contrapposizione è ritenuta insuperabile dalla stragrande maggioranza delle persone direttamente o indirettamente coinvolte dagli eventi e questo avviene troppo spesso sulla base di false memorie e di false credenze diffuse nella popolazione e, a volte, veicolate con troppa superficialità dai mezzi d'informazione.
Lo scopo del Progetto PELLIDRAC divenne quindi il perseguimento di obiettivi di conoscenza dei due torrenti, il Pellice e il Drac, e dei loro bacini, di approfondimento tecnico scientifico, di condivisione dei risultati e di formazione, informazione e sensibilizzazione alle tematiche relative ai corsi d’acqua.
Obiettivi tutti indirizzati alla mitigazione di questo conflitto, in linea teorica falso, nella realtà a volte apparente, a volte procurato dall’uomo.
La guida di buone pratiche segue questo indirizzo e si propone di fare maggiore chiarezza su quando possa essere effettivamente necessario intervenire su di un corso d’acqua; su quale possa essere il modo migliore per farlo privilegiando, laddove possibile, la pianificazione urbanistica e la riqualificazione fluviale e intervenendo con maggiore consapevolezza, laddove indispensabile, con opere di ingegneria idraulica.
Questa consapevolezza emerge anche nella normativa europea che, con la Direttiva Acque, introduce un nuovo concetto di stato di qualità dei corpi idrici che non considera più, come in passato, le sole caratteristiche fisico-chimiche dell’acqua, ma che valuta l'ecosistema del corso d’acqua nel suo complesso tenendo conto anche degli elementi biologici (vegetazione, macroinvertebrati, fauna ittica) e idromorfologici.

Su questa pagina sono disponibili i capitoli relativi alla SEZIONE GIALLA della pubblicazione, che contiene una diffusa trattazione del corso d'acqua a partire da alcuni concetti base di idrologia, di idraulica, di morfologia e di ecologia con l’intento di porre le basi conoscitive idonee ad un approccio multidisciplinare alla gestione del corso d’acqua.

Copia cartacea dell'intera pubblicazione può essere richiesta al Servizio Pianificazione Risorse Idriche della Provincia di Torino (pianificazione.acque@provincia.torino.it).  

Ultimo aggiornamento: 20/11/2012

 



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