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10 Dicembre 2014 15:30
TURISMO
UN PORTALE WEB, FILMATI E CARTINE PER VALORIZZARE GLI ITINERARI DEL TURISMO RELIGIOSO SULLA “VIA ALTA”

Promuovere la dimensione culturale e spirituale dei territori di montagna, della Valle di Susa in Italia e dell’alta Valle della Durance in Francia, attraverso la valorizzazione di un asse storico che collega due grandi destinazioni turistiche e culturali, Arles e Torino. E’ questo l’obiettivo del progetto europeo “Via Alta”, finanziato nell’ambito di ALCOTRA. Capofila del progetto è la Provincia di Torino, in partenariato con il Comitato del Turismo del Dipartimento delle Hautes-Alpes e con il Comitato del Turismo della Regione P.A.C.A. (Provence-Alpes-Côte d'Azur).

La Provincia di Torino lavora al progetto fin dal 2008, quando fu costituito un gruppo di lavoro con le Diocesi di Torino e di Susa e le associazioni francesi “Amis de Saint-Jacques PACA” e “Maison Usher”. Da quel gruppo è scaturito il progetto “Via Alta” finanziato poi sul programma europeo ALCOTRA.

Le novità del progetto oggi sono dettagliate nel portale Internet www.via-alta.com e in cartine turistiche in italiano, francese e inglese, disponibili nei punti di accoglienza dell’Atl “Turismo Torino e provincia”.

Per valorizzare in maniera più immediata il fascino e l’interesse che scaturiscono dai luoghi attraversati alla Via Alta, nei mesi scorsi il Centro Audiovisivi della Media Agency Provincia di Torino ha realizzato un filmato dedicato al tratto italiano del cammino, che si ripercorre la Via Francigena, utilizzata per secoli dai pellegrini diretti a Roma. Il video propone le immagini e le suggestioni di quei luoghi, ma anche una serie di testimonianze di operatori turistici, imprenditori agricoli e studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi des Ambrois” di Oulx, tutti a vario titolo impegnati a studiare e a promuovere la potenzialità di un turismo legato al cammino come filosofia di vita e di scoperta di sé e del mondo.

Il video è disponibile nella sua versione integrale, in una versione ridotta (con le testimoninze degli operatori turistici) e in una versione “spot” sul canale You Tube della Provincia di Torino alle pagine

https://www.youtube.com/watch?v=w6pLyQ7zTPM&feature=youtube_gdata

https://www.youtube.com/watch?v=9K-cyzldhCY

https://www.youtube.com/watch?v=G06Wpsux3Ds&feature=youtube_gdata



UN ITINERARIO NATO PER SCOPI MILITARI, COMMERCIALI E CULTURALI, MA IMPREGNATO DI RELIGIONE E SPIRITUALITÀ

La Via Alta si pone come la testimonianza dei conflitti del passato, invitando gli escursionisti che la percorrono a prendere coscienza della sua importanza politica, commerciale e spirituale. La Via riprende il tracciato della Via Domizia, creata dai romani nel II secolo a.C. per assicurarsi il predominio militare sulla Gallia e per diffondere la loro cultura: ne sono testimonianza le vestigia romane della città di Arles, che figurano nel Patrimonio mondiale dell’umanità (vedi www.compostelle-paca-corse.info). La comparsa della religione cristiana in Europa nell’Alto Medio Evo ha conferito alla Via Alta una dimensione spirituale del tutto nuova. Alla congiunzione tra la Via Francigena verso Roma e il Cammino di Santiago di Compostela verso la Spagna, la Via Alta offre la possibilità di scoprire molti monumenti del Cristianesimo: Notre Dame du Réal a Embrun, Notre-Dame-du-Laus, la Sacra di San Michele, la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, la Basilica di Sant’Andrea a Vercelli, l’Abbazia di Boscodon, il Monastero di Ganagobie, l’Abbazia di Novalesa. La Via Alta porta a riscoprire i periodi sfarzosi della storia, durante i quali i potenti dominavano con ostentazione, come nella Avignone dei Papi del XIV secolo o nella Torino dei Duchi di Savoia e Re di Sardegna (vedi www.ot-avignon.fr, www.turismotorino.org). Percorrendo la Via Alta si attraversa una frontiera naturale e politica, punteggiata di imponenti opere di difesa militare, come il Forte di Exilles e le fortificazioni di Vauban di Briançon e Mont-Dauphin classificate dall’UNESCO. I poli urbani di Embrun (mura antiche), Tallard (Castello), Sisteron (Cittadella) e le Residenze Reali intorno a Torino sono la prova tangibile dell’incubo ancestrale e plurisecolare delle invasioni (vedi www.vauban.alpes.fr, www.chateau-tallard.fr e www.residenzereali.it). Oltre ad ammirare le vestigia del passato, percorrendo la Via Alta si attraversano o si sfiorano veri e propri “gioielli naturali”, non toccati dall’urbanizzazione eccessiva: il Lago di Serre-Ponçon, i ghiacciai del Parco nazionale degli Ecrins, le riserve naturali del Parco delle Alpi Cozie in Val di Susa, il Parco Naturale regionale del Luberon (vedi www.via-alta.fr e www.parchialpicozie.it). La Via Alta è adatta agli escursionisti in cerca di esercizio fisico, di contemplazione o di ritorno alle origini. I prodotti ed i servizi a disposizione dei turisti rispondono alle esigenze di una clientela di “senior attivi” ma non soltanto. Le offerte spaziano tra relax, scoperta del patrimonio, gastronomia ed è il viaggiatore stesso che modella la Via Alta a sua immagine (vedi www.hautes-alpes.net, www.tourismepaca.fr e www.turismotorino.org).


I segni di un territorio di frontiera

La Via Alta, sebbene possa essere percorsa interamente, invita anche a soffermarsi su alcuni punti in particolare, come le numerose fortificazioni, per la maggior parte classificate patrimonio mondiale dell’UNESCO: bastioni inespugnabili che dominano le valli o che ne circondano altre, suscitano la curiosità e contrastano con la calma e la serenità del quadro naturale che caratterizza la Via Alta. Un esempio sono le fortificazioni seicentesche a forma di stella del Briançonnais, opera del Maresciallo Vauban, Patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2008 (vedi www.ot-briancon.fr). In Valsusa il Forte d'Exilles è un esempio di conversione dell’architettura militare in museo, con la possibilità di ammirare sculture, modellini e disegni, che danno un’idea della vita quotidiana dei soldati in montagna e dell’evoluzione del forte nei secoli (vedi www.fortediexilles.it e www.vallesusa-tesori.it). Il rilievo consente all’escursionista di prendere coscienza della posizione strategica di alcuni centri abitati, come nel caso di Sisteron, porta di accesso della Provenza, dove sorge una delle più suggestive cittadelle visitabili delle Alpi, che offre una visibilità a 150 chilometri ed è costruita su vestigia romane. Più discretamente, Embrun domina la Media Durance dalla sua roccia glaciale e invita il turista ad attardarsi in un centro ricco di storia, con la Tour Brune (XIII secolo) e la Cattedrale Notre-Dame-du-Réal, perla architettonica del Basso Medio Evo. Le tracce degli ultimi bastioni dell’antica città fortificata sono anch’esse alla portata dei più curiosi (vedi www.tourisme-embrun.com). Che Arles sia il punto di partenza o di arrivo, l’escursionista può ammitare l'anfiteatro romano, le terme, il teatro, tutti classificati tra il patrimonio dell’UNESCO. Arles è anche una porta di accesso per il pellegrinaggio verso San Giacomo di Compostela, attraverso la Via Tolosana (vedi www.arlestourisme.com). Sul versante italiano, con una semplice occhiata dall’alto della città ci si può rendere conto della posizione strategica di Susa per il controllo degli itinerari transalpini diretti verso i Colli del Moncenisio e del Monginevro. L’Arco di Augusto, l’Arena e la Porta Savoia sono le testimonianze più importanti della Susa romana, mentre il Museo Dioceano raccoglie oggetti e testimonianze di due millenni di spiritualità e devozione cristiana nella Valsusa (vedi www.centroculturalediocesano.it). Le Residenze Reali torinesi, anch’esse classificate nel patrimonio UNESCO, testimoniano la potenza acquisita dalla dinastia sabauda, dal XVI al XVII secolo: sono palazzi del potere torinesi e dimore destinate ad accogliere la corte reale durante la villeggiatura. Al fascino delle residenze urbane (Palazzo Reale, Palazzo Madama, ecc.) si affiancano quello barocco della Reggia di Venaria, della Palazzina di Caccia di Stupinigi e del Castello di Rivoli (vedi www.castellodirivoli.org, www.lavenaria.it, www.ilpalazzorealeditorino.it, www.palazzomadamatorino.it)


Un paesaggio montano di grande valore

Dalla campagna provenzale di Arles alla pianura padana, passando per le Alpi meridionali, la Via Alta presenta un caleidoscopio di rilievi, vegetazione, colori, climi, parchi regionali, nazionali e riserve naturali. Ad esempio, il territorio del Parco Naturale Regionale dell'Orsiera Rocciavré (10.900 ettari) si trova all’incrocio degli influssi climatici montani, continentali e mediterranei, con habitat molto diversi ed una flora estremamente varia: secca o steppica in Val di Susa, adattata all’ombra e all’umidità in Val Sangone. Interessanti anche le tracce della presenza dell’uomo del Neolitico (vedi www.parchialpicozie.it). La curiosità geologica qui può incoraggiare l’escursionista a fare una deviazione nelle Riserve Speciali degli Orridi di Foresto e di Chianocco (206 ettari complessivi) in Val di Susa: un fantastico paesaggio geologico che accoglie eccezionali specie floreali, come l'unica stazione di leccio spontaneo in Piemonte, ereditata dall’ultima era interglaciale (vedi www.parchialpicozie.it). Anche la pianura padana propone paesaggi inattesi, come quelli del Parco fluviale del Po Torinese: un vero e proprio corridoio, che permette la convivenza tra la natura e la città (vedi www.parcopotorinese.it). Al di là del confine, da Guillestre, la valle dell’Alta Durance si apre sull’imponente Massiccio degli Ecrins e sui suoi ghiacciai, tra i più meridionali delle Alpi. Sono ben 150 le vette con un’altitudine superiore ai 3000 metri, compreso l'unico “4000 metri” francese, Monte Bianco escluso. Ai confini con l’Italia si trova il Parco Naturale Regionale del Queyras, la più alta valle abitata della Francia, con la sua fauna (gallo cedrone) e la sua flora (pino cembro) rarissime (vedi www.ecrins-parcnational.fr e www.queyras-montagne.com). Uno dei siti che richiamano maggiormente l’interesse degli escursionisti sulle Alte Alpi è invece opera dell’uomo: il Lago artificiale di Serre-Ponçon, con i suoi 28,2 Kilometri quadrati e le sue numerose attività nautiche, i percorsi per le escursioni in mountain bike e a piedi. Il Lago è anche un simbolo forte della costruzione del futuro sulle vestigia del passato: il Museoscopio racconta la storia dei villaggi sommersi negli anni ’50, prezzo da pagare per rientrare tra le più importanti mete turistiche estive delle Alpi del Sud (vedi www.serreponcon-tourisme.com). Situato attorno all’omonimo massiccio montano, il Parco Naturale Regionale del Luberon ha invece un clima mediterraneo, che consente alla gariga a “Quercus cocciferae” di espandersi in un habitat tipico (vedi www.parcduluberon.fr).


La Via dell’elevazione

Punto di collegamento tra il Cammino di Compostela e la Via Francigena che conduce a Roma, la Via Alta offre una dimensione spirituale naturale e invita al pellegrinaggio in luoghi di pace e solennità favorevoli al raccoglimento. E’ anche la Via della guarigione dell’anima, dal momento che propone anche le località in cui si sostava un tempo per curare i mali del corpo, come la Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso (XII secolo), all’entrata della Val di Susa, con la sua chiesa, il monastero e l’ospedale per la cura del “Fuoco di Sant’Antonio”. La chiesa in stile gotico, ristrutturata più volte nel XIV e XV secolo, è ricca di affreschi di Giacomo Jaquerio che rappresentano scene del Nuovo Testamento, dall'Annunciazione alla Risurrezione di Cristo (vedi www.mauriziano.it e www.piemonteitalia.eu). L’Abbazia francese di Boscodon, a due passi dall’omonimo torrente, è un luogo di ritiro spirituale dall’atmosfera particolare, connessa all’architettura romanica del XII secolo. L’Abbazia di Notre-Dame de Ganagobie, a sud di Sisteron, è un’altra testimonianza dell’eccellenza dell’arte romanica, occupata da una comunità monastica (vedi www.abbayedeboscodon.eu). L’Abbazia di Novalesa in Val Cenischia, fondata nel 726 da monaci cistercensi, fu un faro di civiltà e cultura nei secoli più bui del Medioevo ed ha resistito ai saccheggi, all’abbandono e alla laicizzazione, per tornare quarant’anno orsono alla sua funzione originaria di centro spirituale e culturale della Valsusa (vedi www.abbazianovalesa.org). Se i segni esteriori della potenza della Chiesa cattolica costellano la Via Alta, si raggiunge il culmine con il Palazzo dei Papi di Avignone, il più grande del mondo in stile gotico. Le sue possenti mura, fiancheggiate da quattro torri massicce costituiscono un insieme monumentale classificato come patrimonio mondiale dell’UNESCO (vedi www.palaisdespapes.com). L’arcangelo Michele è oggetto di uno speciale culto in Europa, per la sua fedeltà a Dio: un culto che si estrinseca nel pellegrinaggio tra il Mont-Saint-Michel in Bretagna e Monte Sant’Angelo in Puglia, percorrendo la Via Alta e transitando per lo straordinario complesso romano-gotico della Sacra di San Michele (X secolo). Collocata sulla vetta del Monte Pirchiriano, la Sacra simboleggia l’elevazione dell’angelo verso il cielo. La Sacra è ancora oggi un luogo vivo, grazie all’organizzazione di concerti nella basilica e all’accoglienza dei pellegrini (vedi www.sacradisanmichele.com). La città di Gap, capoluogo del Dipartimento della Hautes Alpes, costituisce una tappa per il pellegrino che desidera recarsi a Notre-Dame-du-Laus, luogo celebre per le apparizioni mariane a partire dal 1664. La Chiesa ha riconosciuto nel 2008 con decreto il carattere sacro e nel 2009 Notre-Dame è diventata città-santuario di Francia unendosi a Lourdes (vdi www.sanctuaire-notredamedulaus.com).


Un invito costante alla sosta

Attraversare paesaggi e climi diversi è un’occasione per aprirsi soprattutto alle specialità gastronomiche locali. I soggiorni proposti dai professionisti del turismo soddisfano sia il bisogno di comfort e di riposo tra le fatiche del cammino, sia la contemplazione. Il viaggio dei sapori parte dall’ambiente mediterraneo, dove si può gustare la frutta candita, procurarsi l’olio di oliva direttamente dai produttori, saziarsi con il torrone provenzale, inebriarsi del profumo della lavanda. In montagna compaiono invece piatti “ricchi” come i “tourtons” delle Hauts Alpes o i ravioli del Delfinato. Non mancano le cantine, le distillerie e le aziende tra Tallard, Théüs e Valserres lungo la Strada dei Vini e della Frutta. I punti di vendita diretta fiancheggiano tutta la Via. L'arrivo in Italia offre l’occasione per scoprire il Paniere dei Prodotti Tipici della Provincia di Torino (www.letourtondesalpes.fr, www.confiserieflorian.com, www.provincia.torino.gov.it/agrimont/sapori, www.routedesfruitsetdesvins.fr, www.turismotorino.org). Lungo la Via Alta è facile trovare l'equilibrio tra fatica e comfort. L’agenzia Allibert Trekking propone ad esempio un’escursione di 6 giorni tra le Hautes Alpes e le Alpes de Haute Provence, che coniuga cultura e natura garantisce un alloggio confortevole (vedi www.allibert-trekking.com). Nella montagna rurale francese, grazie al marchio dei Bistrot di Paese, l’escursionista può scoprire i locali che propongono una gastronomia di qualità, animazioni e, in alcuni casi, un negozio di alimentari (vedi www.lebistrotdepierrerue.com). Il pellegrinaggio dei giorni nostri non comporta necessariamente la sofferenza o l’ascesi per raggiungere lo scopo. L’agriturismo di lusso Pot de Miel, a Montgenèvre propone un alloggio di standard elevato con servizi di qualità (vedi www.lepotdemiel.com). Il rifugio serale del pellegrino del XXI secolo può essere anche un castello come quello de La Robéyère a Embrun, costruito nel XVIII secolo, e circondato da un bosco di 8 ettari,ì, con uno splendido panorama dall’alto sulla Durance (vedi www.chateaularobeyere.com). Appena entrati in Italia, il Paniere dei Prodotti Tipici della Provincia di Torino propone un autentico viaggio attraverso le tradizioni gastronomiche del territorio, con una varietà di proposte e di specialità che spaziano dagli ortaggi alla frutta, dai dolci ai vini, dai salumi ai formaggi d’alpeggio (vedi http://www.provincia.torino.gov.it/agrimont/sapori). Nel Medioevo chi si metteva in viaggio per un lungo periodo si imbatteva in ospizi o luoghi di sosta, dove poteva gustare piatti a base di prodotti locali e stagionali: un vero e proprio Menu del Pellegrino che ancora oggi si può assaporare lungo la Via Alta nei ristoranti aderenti al progetto (vedi www.turismotorino.org/viafrancigena).