Torna ad inzio sezione
bibliografia crediti

Museo Mineralogico di Brosso

inizio mený Visita all'ecomuseo
voce di mený L'itinerario
voce di mený Informazioni pratiche
voce di mený In progetto
inizio mený Storia delle miniere
inizio mený Metallurgia
inizio mený Mediateca
 

L'itinerario

La cartina dell'itinerario Si parte dalla chiesetta di San Rocco che segna l'inizio della strada delle Vote, l'antico sentiero che percorre la valle del torrente Assa da Brosso sino Calea. Dopo le prime curve si incontra un pilone votivo, dove è possibile vedere tracce dei dipinti originari che, come altri affreschi della zona, sono stati realizzati con colori locali, in particolare il rosso e il blu.
Si incontra poi la prima delle due cappelle mortuarie presenti sul percorso. Era infatti in uso portare i morti in queste cappelle per la veglia, in quanto le abitazioni erano molto modeste e si dormiva nel fienile.
Dopo aver attraversato il torrente si lascia il tracciato principale, si svolta a sinistra e si raggiunge il primo forno d'arrostimento , dove è incisa la data 1517.
Incisione sulla pietra di un forno d'arrostimento Si ritorna nei pressi del ponte e si riprende il sentiero, scendendo a valle.
Si può subito notare che una parte della strada è ricoperta da una lastra di colore nero che molto probabilmente è il frutto di un errore di procedimento: si tratta infatti di ghisa colata da un forno di arrostimento (la tradizione vuole che sia stata fatta apposta da degli schiavi per fuggire); d'altra parte se si presta attenzione all'ambiente circostante si possono individuare, anche solo lungo la strada, tracce evidenti dell'intensa attività mineraria e metallurgica dei secoli passati: scorie, veri e propri pezzi di ferro, altri semitrasformati, rocce con filoni di ematite e una costante colorazione della terra tra il rosso e il giallo, tipica dei sulfuri.
Tipica colorazione gialla della terra L'intera strada collega i diversi siti produttivi e le relative infrastrutture, infatti sono numerose le deviazioni che portano alle fucine, localizzate nei pressi del torrente e collegate con un vero e proprio sistema di sfruttamento dell'acqua costituito da laghi e canali d'alimentazione.
Dalla strada si possono notare, attraverso la vegetazione che ormai ha ricoperto la valle, delle radure sostenute da muri di contenimento e al di sotto i ruderi delle fucine. Alcune di queste sono visitabili come la fucina Ubertino che conserva al suo interno le pietre che facevano da perno ai piantamenti dei magli che riportano l'iscrizione "1774 Michele Ubertino". Fornace d'arrostimento Nel prato vicino ci sono due ruote in pietra che servivano ad azionarli.
Si ritorna sulla strada principale per arrivare a una zona con numerose fornaci: due sono sulla strada, altre si trovano più in basso, verso il torrente. La deviazione conduce prima a una cisterna e a un deposito dove si trova l'attacco in pietra della pesta.
Da qui una scala conduce alla zona dei forni. Originariamente erano cinque fornaci contigue, ora mancano quelle intermedie. Si ritorna sulla strada attraversando un lago, sostenuto da un'alta muratura.
La strada passa accanto a un'altra fucina e alla "casa dei caporali".
Dopo la cappella funeraria, il percorso incrocia un binario della decauville: seguendo questo tracciato verso valle si arriva alla Galleria delle Fortune.
Oltre all'imbocco della galleria, c'è l'edificio della mensa e uno di servizio che veniva utilizzato al piano terreno come spogliatoio (soprannominato "la camera degli zoccoli") e a quello superiore come ufficio.
Si ritorna sulla strada principale e seguendo di nuovo la decauville si svolta a sinistra, verso monte. Si lascia così la strada delle Vote per raggiungere tramite mulattiera la zona Bore, quella parte di valle che ospitò tra Ottocento e Novecento parte del complesso produttivo della famiglia Sclopis.
Imbocco della Galleria delle Fortune Si arriva al piano inclinato. In questa zona ci sono imbocchi di numerose gallerie, canali di scarico, edifici di servizio - la polveriera, la fucina che veniva utilizzata per aggiustare i ferri dei minatori -, e il palazzo Sclopis, costruito sui resti della fabbrica di Bore (la fabbrica del vetriolo) e distrutto durante la seconda guerra mondiale.
L'itinerario si conclude percorrendo la montagna a mezza costa e ritornando sulla strada delle Vote.
 

 

Torna all'homepage della Provincia di Torino
  Torna all'homepage