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Il 18 settembre 2004, alle ore 17.30, si terrà a Torre Pellice, presso la Civica Galleria "Filippo Scroppo", un incontro pubblico dal titolo "Alexis Muston e le lingue occitana e francese: musiche, racconti e storia".
Tale iniziativa promossa dalla Comunità Montana Val Pellice, nell'ambito del progetto di tutela delle lingue minoritarie gestito dallo sportello linguistico, dal Comune di Torre Pellice e dalla Società di Studi Valdesi, si inserisce nell'ambito della mostra dedicata ad Alexis Muston, pastore ed intellettuale nell' Europa dell' Ottocento, che si dedicò, tra l' altro, allo studio della lingua occitana.
A tale incontro parteciperanno: Carlo Arnoulet, che eseguirà alcuni canti della tradizione valligiana in francese e occitano, Maura Bertin e Jean-Louis Sappé, del Gruppo Teatro Angrogna, che reciteranno alcuni passi e racconti scritti da Muston e lettere dei suoi familiari, Franco Bronzat, studioso di occitano e scrittore, che illustrerà i rapporti
che Muston intrattenne a metà Ottocento con importanti rappresentanti della scuola poetica provenzale Felibrige, Daniele Tron, presidente della Società di Studi Valdesi e storico, che illustrerà il personaggio con alcuni cenni specifici alla situazione linguistica delle Valli Valdesi.
La mostra, inaugurata il 14 agosto 2004 e che rimarrà aperta fino al 16 ottobre, è stata ideata ed esposta nell'estate 2003 a Bourdeaux, villaggio della Drôme in Francia, dove Alexis Muston, riparò dopo essere fuggito dalla Val Pellice per aver pubblicato dei libri senza il permesso della censura regia. La mostra, arricchita qui con parti di interesse locale, illustra la figura di questo personaggio, nato a Torre Pellice, che studiò a Losanna e Strasburgo, che fu per un breve periodo pastore alle Valli, e poi per 50 anni a Bourdeaux, dove morì. Frequentò letterati ed intellettuali del suo tempo, fu medico, storico, poeta (scrisse anche, tra l'altro, il testo del "Serment de Sibaud", ancora oggi cantato dai valdesi, in particolare in occasione del 17 febbraio). Uomo di vasti interessi, si occupò della lingua dei valdesi: conosceva il patois (lo parlava con i suoi compaesani di Bobbio Pellice), auspicò il mantenimento dell'antico idioma allorché, studente, visitò le colonie fondate dai valdesi in Germania alla fine del Seicento, studiò gli antichi manoscritti valdesi in lingua occitana. Nel 1848 scrisse una divertente satira antipapale in occitano. Nel suo diario (circa 2000 pagine, in corso di pubblicazione), racconta gli incontri con Frédéric Mistral ed i suoi amici felibristi.
Ultimo aggiornamento: 19/08/2011