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Lanzo Torinese, 24 marzo 2002

PROPOSTA DI DOCUMENTO PER RICHIEDERE AL TOROC UN RUOLO UFFICIALE PER LA LINGUA OCCITANA ALLE OLIMPIADI INVERNALI DI TORINO 2006

I partecipanti al Convegno Internazionale "Occitan Lenga Olimpica: Il ruolo ufficiale della lingua occitana ai XX Giochi Olimpici Invernali - Torino 2006", organizzato dalla Provincia di Torino, dalla Chambra d'òc e dall'Eco del Chisone a Perosa Argentina, sabato 18 maggio 2002, CONSIDERATA la volontà espressa con Risoluzioni e Deliberazioni da Organismi Internazionali, Organismi Amministrativi, Associazioni e Movimenti e delle lettere di personalità a sostegno dell'appello promosso nei mesi scorsi dall'Associazione Chambra d'òc denominato

"OCCITAN LENGA OFICIALA AS OLIMPIADES 2006" volto ad esercitare un'azione positiva nei confronti del TOROC, affinchè in occasione dei Giochi Olimpici del 2006, venga data attuazione alla Legge 482/99 "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche" attraverso l'uso della lingua occitana in tutti i momenti ufficiali e soprattutto nella cerimonia inaugurale dei Giochi;
VISTO il parere positivo altresì espresso dalla Provincia di Torino, inoltrato al Prefetto di Torino, al TOROC e al Presidente della Giunta della Regione Piemonte;
SOTTOLINEATA la necessità di giungere al più presto ad una chiara definizione del ruolo che la lingua occitana potrà svolgere nell'ambito delle cerimonie ufficiali, nella cerimonia inaugurale e, più in generale nel contesto delle azioni che accompagneranno l'evento olimpico: cartelli toponomastici, pubblicità radio-televisiva, comunicazione editoriale, eventi culturali etc.

SI ESPRIME
LA VOLONTA`di proseguire in un'azione volta a percorrere tutte le strade necessarie affinchè, si giunga ad una positiva azione di riconoscimento di un ruolo ufficiale della lingua occitana nell'ambito dei Giochi Olimpici Invernali - Torino 2006 e del suo uso nei mezzi di informazione radio televisiva, editoriale e toponomastica.

SI INVITANO
gli Organismi Internazionali, gli Organismi Amministrativi, le Associazioni, i Movimenti e le Personalità sottoscrittori dell'Appello e quanti hanno a cuore un futuro Europeo dove le diversità siano fonte di ricchezza anzichè di discriminazione, a continuare la loro azione di sensibilizzazione nei confonti del TOROC per giungere ad una positiva risposta in merito alla proposta formulata.


Premio "Que viva mon pais"
Foto e motivazioni


Que viva mon pais

UGO FLAVIO PITON
UGO FLAVIO PITON
Anima della riscoperta della lingua d'oc in val Chisone, Ugo Flavio Piton, manteneire de la lengo, scrittore nell'occitano della sua valle, si è dedicato con intelligenza a conservare, trascrivere e tramandare la cultura valligiana, di cui è interprete ispirato e genuino. Piton - scrittore, foclorista, poeta - è autore riconosciuto nel panorama delle lettere occitane d'ispirazione popolare. "Que vive mon pais" è stata la sua missione, ormai trentennale: l'ideale che egli ha saputo diffondere, portando molti giovani delle valli Chisone e Germanasca a partecipare al giornale La Valaddo, al gruppo La Tèto Aut e ai corsi di patouà occitano.

CLELIA BACCON
CLELIA BACCON
Una ventennale attività di catalogazione e trascrizione del patrimonio culturale e linguistico dell'antica valle di Oulx, ha segnato la vita della maestra Clelia Baccon, manteneiro de la lengo.
Nata contadina, la meitra Baccon ha saputo dare al suo lavoro per i patois di ceppo occitano una finalità didattica, in cui ha impresso il segno di una inesauribile passione. "A l'umbra du cluchi", pubblicato nel 1987 per le edizioni di Valados Usitanos, è la sua opera fondamentale. Raccoglie circa 8000 lemmi dell'occitano di Salbertrand e si propone come un atto d'amore per il paese natale.

GIOVANNA JAYME
GIOVANNA JAYME
Ci piace pensare che il genio idealista e romantico di Antoine Marie Roger di Saint-Exupery oggi sorrida al pensiero che il "Piccolo Principe" si possa leggere anche nel patois occitano di Oulx, nella coraggiosa traduzione di Giovanna Jayme.
"Occitania - que vive mon pais" riconosce il valore di quest'opera fondamentale: il cimentarsi della traduttrice con un vocabolario surreale, visionario e romantico. Come il "Petit Prince" la Jayme sa che spesso gli occhi sono ciechi e che bisogna cercare con il cuore. Di passione si alimenta il suo fare, che va dalla redazione di una nuova grammatica ai corsi di lingua locale, al canto corale.

FRANCA COISSON
FRANCA COISSON
Per dedizione alle valli occitane valdesi, per l'attaccamento ai valori espressi da questa comunità, per l'impegno nel governo locale inteso come servizio, per l'aver considerato la cultura elemento cardine nella rinascita della montagna, il nome di Franca Coisson corre da sud a nord nelle Valli occitane, e il suo operato viene citato come esempio da imitare. Sindaco di Angrogna per vent'anni, ha ricoperto incarichi nella C.M. Val Pellice ed è stata Consigliere della Provincia di Torino. Il suo impegno per le scuole di montagna e la modernizzazione degli ospedali valdesi è andato di pari passo con l'animazione culturale, le ricerche sulla storia, la cultura materiale e il dialetto occitano di Angrogna.

GIOVANNI BARIDON
GIOVANNI BARIDON
L'opera di Giovanni Baridon, maestro elementare, sindaco di Bobbio per quindici anni, per cinque assessore provinciale alla montagna, è nel segno dei principi di giustizia e libertà, appresi negli anni giovanili della Resistenza in val Pellice, tra le file della divisione "Toya". Nella severa quotidianità della montagna, Baridon ha cercato di migliorare le condizioni di vita degli abitanti, con iniziative economico-sociali dal carattere innovativo, senza abdicare agli ideali di tutela e qualità del paesaggio. Dato impulso alla produzione lattiero-casearia e al gruppo Apicoltori Val Pellice, Baridon ha dimostrato la sua passione per il dialetto locale occitano con traduzioni e ricerche linguistiche.

ETTORE MERLO
ETTORE MERLO
Manteneire de la lengo, Ettore Merlo è stato tra i fondatori del giornale La Valaddo; ha organizzato corsi nelle scuole, manifestazioni folcloristiche e concorsi di poesia in patois occitano. Ma soprattutto è stato un precursore. Sindaco per 29 anni di Roreto Chisone, nel 1972 ha indetto un referendum per cambiare il nome che il fascismo aveva imposto al comune, e ripristinato Roure, toponimo occitano originale, anticipando così di trent'anni il dettato della legge 482 del 1999. Allo stesso modo l'amministrazione guidata da Merlo ha ridato identità a frazioni e borgate, con l'adozione dei nomi locali e intitolando una strada al grande scrittore provenzale Frederi Mistral.

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Ultimo aggiornamento: 19/08/2011