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LUNEDI 24 LUGLIO
TORINO

MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA
"Duca degli Abruzzi" – CAI-Torino ore 21.00

ANTEPRIME dello Spettacolo della Montagna

Schegge di teatro, cinema e musica ospitati dal Festival e presentati in anteprima con degustazione di prodotti tipici delle Vallate nelle quali si svolge il Festival.

a cura di ONDA TEATRO
con Agnes & Louis, La Lionetta, I Galinverna, Pascale Charreton, Luca Zanetti, Lorenza Zambon, Elisa Fighera, Mauro Basilio, Silvia Montagnini, Mariapaola Pierini, Marco Alotto, Bobo Nigrone, e gli altri artisti de Lo Spettacolo della Montagna.

IL MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA Duca degli Abruzzi – CAI Torino è uno dei partner più preziosi della manifestazione ed anche quest’anno è impegnato a Valgioie, nella tradizionale serata di cinema dedicata, questa volta, alla Francia, con la proiezione del film di Pietro Germi (Orso d’Argento – Festival di Berlino 1951) IL CAMMINO DELLA SPERANZA che racconta le vicissitudini di un gruppo di siciliani che emigra clandestinamente in Francia per cercare lavoro.

Ad arricchire questo rapporto col Festival, il MUSEO con la collaborazione della Città di Torino ospiterà un anteprima di alcuni tra i numerosi spettacoli che si avvicenderanno in Bassa Valle di Susa, in Val Cenischia, in Val Sangone e in Haute Maurienne-Vanoise.

Si tratta di frammenti di teatro, cinema e musica interpretati dai protagonisti degli spettacoli da cui sono stati tratti.

Sarà un evento itinerante che partirà dalla suggestiva terrazza del Monte dei Cappuccini e si concluderà nelle sale del Museo.

Al termine della serata, una degustazione di prodotti eno-gastronomici delle vallate che ospiteranno il Festival, sarà offerta al pubblico grazie anche alla collaborazione dei produttori locali.

AGNES & LOUIS
Canzoni francesi d’altri tempi accompagnate da un organetto di Barberìa.

Agnès e Louis sono due artisti francesi appartenenti a quel movimento variegato, e assai vivace in Francia, che si esibisce nelle strade e nelle piazze, nei caffè e nei mercati all’aperto. Potete trovarli in un cortile o ad una festa, nella sala d’aspetto di una stazione o in un angolo di un parco.

"Pour que rien ne s’oublie, d’hier à aujour’hui…"

Agnès e Louis ci conducono in atmosfere d’altri tempi che traspirano dai loro abiti, dalle loro gentili movenze, dalle canzoni e dalle melodie del loro organetto di Barberìa e noi ci troviamo, come per incanto, in una vecchia cartolina di inizio novecento.

Bussoleno mercato lunedì 24 ore 11.00
Almese mercato martedì 25 ore 11.00
Susa centro storico martedì 25 ore 18.00
Condove mercato mercoledì 26 ore 11.00
Rubiana centro mercoledì 26 ore 20.30
Avigliana mercato giovedì 27 ore 10.00
Vaie mercato giovedì 27 ore 11.30
Caprie piazza giovedì 27 ore 20.30
Villardora centro venerdì 28 ore 20.30
S.Ambrogio centro sabato 29 ore 16.00
Chiusa S. Michele centro sabato 29 ore 18.30

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MERCOLEDI 26 LUGLIO
S. ANTONINO DI SUSA

I GALINVERNA ore 20.30 Musica
Concerto di musiche medievali

Elisa Fighera : violino, viola
Paola Zambon : flauti, voce
Mauro Basilio : chitarra, ud, sax
Simone Campo : percussioni
Marco Suppo : ghironda, dulcimer, basso acustico

L’ANGELO, LA BELLA E IL DIAVOLO ore 21.30 Teatro
Racconto musicale

liberamente ispirato alla leggenda La Bell’Alda
di e con Marco Alotto e Bobo Nigrone

musiche dal vivo a cura di Elisa Fighera e Mauro Basilio
regia: Bobo Nigrone
luci e fonica: Lionello Gioberto
elementi scenici: Paola Rossini
produzione Onda Teatro
spettacolo realizzato con il contributo di Regione Piemonte / Assessorato alla Cultura
Provincia di Torino

L’Angelo, la Bella e il Diavolo è inserito nel cartellone nazionale del progetto Per Antiche Vie, lungo il percorso della via Francigena, curato dall’ ENTE TEATRALE ITALIANO.

I GALINVERNA

Il gruppo , composto da cinque elementi, è nato a Torino nel ’98 con l’intento di suonare e modernizzare musica folk e antica.Elementi di musica moderna sono mescolati con motivi medievali, francesi, piemontesi, nordeuropei e mediterranei, portando ad un prodotto musicale che utilizza melodie tipiche occitane e armonie mediorientali, modelli di danza tradizionali e musica classica.

L’ANGELO, LA BELLA E IL DIAVOLO

La leggenda della Bell’Alda è parte della cultura della Valle di Susa quanto la fiaba di Cenerentola lo è dell’immaginario collettivo.

Lo scenario della leggenda è quella stessa Sacra di San Michele che ha ispirato l'opera "Il nome della rosa" allo scrittore Umberto Eco, ma prima di lui altri umanisti ne avevano colte le profonde suggestioni.

Così racconta la leggenda il marchese, letterato e pittore Massimo D’Azeglio: "donzella di mirabili forme" insidiata da soldatacci di ventura, che per sottrarsi a loro si tuffa nel precipizio "leggera come la penna che si stacca dal petto della colomba"; si narra che, tornata la calma, la fanciulla abbia voluto ritentare la prova venendo punita per la sua superbia.

Ma non è solo la morale della favola a costituire il fascino di questa riscrittura della leggenda, bensì i suoi archetipi eterni, la perenne battaglia tra il Bene e il Male, il colore del racconto e dei suoi personaggi, la magia della narrazione.

Sullo sfondo di un Medio Evo sul quale incombe la fine del Tempo, i due narratori, come guitti consumati che interpretano un canovaccio di Commedia dell’Arte, o come moderni personaggi beckettiani, raccontano e discutono, si insultano e si attraggono, sostenuti da una precisa partitura narrativa e accompagnati dalla musica dal vivo e dalle luci, per dipingere fondali, creare emozioni e per far rivivere, sulla scena nuda, le vicende di Alda, di Corbo, di Arduino, dell’angelo Uriele e del… Diavolo.

E man a mano che la storia si snoda, ci sembra di ascoltare quelle voci, vedere quei volti, sentire che quel luogo vuoto si popola di personaggi e vicende di mille anni fa.

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GIOVEDI 27 LUGLIO
VILLARFOCCHIARDO ore 21.30

SETTE VOLTE BOSCO, SETTE VOLTE PRATO Teatro
Storia del dialogo tra gli uomini e le piante
di e con Lorenza Zambon

musiche originali eseguite dal vivo di Giampiero Malfatto
scenografia di Maurizio Agostinetto
luci di Paola Lovisolo
produzione Casa degli Alfieri

Lo spettacolo ripercorre la storia del dialogo tra uomini e piante, seguendo il mutare della relazione tra la nostra specie e quella degli spiriti degli alberi che vengono prima di ogni religione, e che si sono evoluti assieme con l’uomo, e si sono prima trasformati negli dei agresti dell’antichità classica, e poi, avanti avanti, si sono fusi con i santi e i riti del cristianesimo medievale o sono fuggiti nelle selve diabolici o fatati, consiglieri di quelle streghe che creando filtri d’erbe crearono anche la base della moderna medicina.

E poi ancora sono sembrati scomparire del tutto, quando l’uomo non ha più visto in un bosco che una cubatura di legname e in un campo un certo peso di grano sterile.

E ancora sembrano tornare sotto altra forma, forse oggi, in cui la natura e la cultura si sono fuse in un groviglio inestricabile e la scienza, la filosofia e il nostro desiderio ci aprono una diversa (più antica?) visione degli esseri non umani viventi intorno a noi, spingendoci a cercare con loro una nuova connessione.

Ma a questa storia se ne intreccia un’altra, quella del dialogo personale tra un’attrice giardiniera e le sue piante, intorno a quella Casa degli Alfieri rinata da un rudere coperto di rovi e viti inselvatichite sul cucuzzolo di una collina del Monferrato; ed è costellata di mille scoperte, da quella che sapere i nomi vuol dire vedere a quella di quanto è lungo il tempo.

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SABATO 29 LUGLIO
CHIUSA SAN MICHELE 21.00

SPECIALE SOIREE / Serata dedicata alla Francia Musica
Concerto – spettacolo di canzoni francesi degli anni ’40

Pascale Charreton : voce
Diego Mascherpa : sax soprano
Luca Zanetti : fisarmonica

La voce passionale di Pascale Charreton canta le storie di Edith Piaf, Yves Montand, Ferré, Trenet e altri ancora: dall’intimità amorosa della "Vie en rose" alla cruda sensualità dell’ "Accordéoniste"… dalla gioia brillante di "C’est si bon" alla descrizione piccante di "Paris canaille".Ripercorriamo, attraverso i personaggi che Pascale Charreton interpreta con versatilità accompagnata dalla fisarmonica di Luca Zanetti e dal sassofono di Diego Mascherpa, il celebre e indimenticabile repertorio di canzoni francesi dagli anni ’40 ai giorni nostri.

Nel corso della serata:

Les fleurs du mal / I Fiori del male
Incontro con la poesia francese

letture a cura di Francesca Rizzotti e Alessandro Pisci

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LUNEDI 31 LUGLIO
VALGIOIE

SOUVENIR DE PARIS ore 20.30 Musica
Concerto – Spettacolo

Pascale Charreton: voce
Luca Zanetti: fisarmonica

La voce passionale di Pascale Charreton canta le storie di Edith Piaf, Yves Montand, Ferré,

Trenet e altri ancora accompagnata dalla fisarmonica di Luca Zanetti.

IL CAMMINO DELLA SPERANZA ore 21.30 Cinema

regia: Pietro Germi
sceneggiatura: Federico Fellini, Tullio Pinelli
fotografia: Leonida Barboni
montaggio: Rolando Benedetti
musica: Carlo Rustichelli
con: Raf Vallone, Elena Varzi, Saro Urzi
anno di produzione: 1950
in collaborazione con MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA "Duca degli Abruzzi"- CAI-TO
presentazione a cura di Marco Ribetti – Cineteca Storica MUSEOMONTAGNA

La chiusura della miniera di zolfo, in un paese della Sicilia, getta nella miseria i minatori.Un gruppo di questi parte con le famiglie per emigrare clandestinamente in Francia alla ricerca di un lavoro.

Il film racconta questa sorta di viaggio morale attraverso l’Italia, tra città e campagne, che culmina nel tentativo di superare il confine, valicando i passi alpini.

Orso d’Argento al Festival di Berlino del 1951.

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MARTEDI 1 AGOSTO
COAZZE

I GALINVERNA ore 20.30 Musica
Concerto di musiche medievali

Elisa Fighera : violino, viola
Paola Zambon : flauti, voce
Mauro Basilio : chitarra, ud, sax
Simone Campo : prcussioni
Marco Suppo : ghironda, dulcimer, basso acustico

L’ANGELO, LA BELLA E IL DIAVOLO ore 21.30 Teatro
Racconto musicale liberamente ispirato alla leggenda La Bell’Alda
di e con Marco Alotto e Bobo Nigrone

musiche dal vivo a cura di Elisa Fighera e Mauro Basilio
regia: Bobo Nigrone
luci e fonica: Lionello Gioberto
elementi scenici: Paola Rossini
produzione Onda Teatro
spettacolo realizzato con il contributo di Regione Piemonte / Assessorato alla Cultura

Provincia di Torino

L’Angelo, la Bella e il Diavolo è inserito nel cartellone nazionale del progetto Per Antiche Vie, l

I GALINVERNA

Il gruppo , composto da cinque elementi, è nato a Torino nel ’98 con l’intento di suonare e modernizzare musica folk e antica.Elementi di musica moderna sono mescolati con motivi medievali, francesi, piemontesi, nordeuropei e mediterranei, portando ad un prodotto musicale che utilizza melodie tipiche occitane e armonie mediorientali, modelli di danza tradizionali e musica classica.

L’ANGELO, LA BELLA E IL DIAVOLO

La leggenda della Bell’Alda è parte della cultura della Valle di Susa quanto la fiaba di Cenerentola lo è dell’immaginario collettivo.

Lo scenario della leggenda è quella stessa Sacra di San Michele che ha ispirato l'opera "Il nome della rosa" allo scrittore Umberto Eco, ma prima di lui altri umanisti ne avevano colte le profonde suggestioni.

Così racconta la leggenda il marchese, letterato e pittore Massimo D’Azeglio: "donzella di mirabili forme" insidiata da soldatacci di ventura, che per sottrarsi a loro si tuffa nel precipizio "leggera come la penna che si stacca dal petto della colomba"; si narra che, tornata la calma, la fanciulla abbia voluto ritentare la prova venendo punita per la sua superbia.

Ma non è solo la morale della favola a costituire il fascino di questa riscrittura della leggenda, bensì i suoi archetipi eterni, la perenne battaglia tra il Bene e il Male, il colore del racconto e dei suoi personaggi, la magia della narrazione.

Sullo sfondo di un Medio Evo sul quale incombe la fine del Tempo, i due narratori, come guitti consumati che interpretano un canovaccio di Commedia dell’Arte, o come moderni personaggi beckettiani, raccontano e discutono, si insultano e si attraggono, sostenuti da una precisa partitura narrativa e accompagnati dalla musica dal vivo e dalle luci, per dipingere fondali, creare emozioni e per far rivivere, sulla scena nuda, le vicende di Alda, di Corbo, di Arduino, dell’angelo Uriele e del… Diavolo.

E man a mano che la storia si snoda, ci sembra di ascoltare quelle voci, vedere quei volti, sentire che quel luogo vuoto si popola di personaggi e vicende di mille anni fa.

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GIOVEDI 3 AGOSTO
BORGONE ore 21.30

LE STAGIONI DI GIACOMO Teatro
Spettacolo teatrale tratto dal romanzo di Mario Rigoni Stern

testo e regia di Titino Carrara e Carlo Presotto
scenografia di Mauro Zocchetta
collaborazione per l’immagine video di Giacomo Verde
interpreti Carlo Presotto, Paola Rossi, Patricia Zanco
tecnici Pietro Zordan e Marco Cracco
consulenza musicale di Andrea Ditta
musiche di Bepi de Marzi registrate per l’occasione dal coro "I Crodaioli" diretto dall’autore
produzione La Piccionaia – I Carrara

Ne "Le Stagioni di Giacomo" Mario Rigoni Stern racconta la storia della crescita di un bambino, suo compagno di banco. Un’infanzia ruvida, in cui le difficoltà della vita quotidiana vengono suddivise tra adulti e bambini, in cui "diventare grandi" è una tappa da raggiungere presto, ma il cui gioco e lo stupore si riprendono di forza il loro spazio ad ogni occasione.

Il libro si muove secondo lo scorrere delle stagioni, seguendo lo sguardo "bambino" del protagonista, uno sguardo in grado di dilatare il tempo e lo spazio. "Giacomo era fatto così: a ogni cosa scoperta o trovata univa un fatto, un perché, una storia".

La scrittura di Rigoni Stern è umile e forte, come scolpita nel legno. Nel libro vengono assegnati al protagonista solo 18 aggettivi, e noi veniamo a conoscerlo attraverso le piccole grandi azioni che compie.

Procurarsi i soldi per andare al cinema, lasciare in pensiero la madre durante un temporale, preparare l’albero di natale, giocare con Mario, innamorarsi di Irene, sciare, andare in bicicletta, arrampicarsi sugli alberi. Il tempo a volte è veloce, a volte lento.

Giacomo fa appena in tempo a diventare grande che la sua avventura si perde, sulle vele infuocate delle nuvole, in un lungo inverno lontano da casa. Il tempo scorre, e non lo si può fermare, come non si può fermare il battito del cuore.

Lo spettacolo segue lo sguardo di Giacomo, la sua capacità di vedere oltre la superficie delle cose, con un intreccio poetico di personaggi, racconti ed immagini.

Dopo "La storia di una gabbianella" il lavoro di Titino Carrara, Carlo Presotto e Giacomo Verde si sposta su di un altro versante del rapporto tra letteratura e teatro, al termine di un lungo percorso di ricerca condotta con la collaborazione di molti ragazzi ed adulti sui piccoli e grandi orizzonti della memoria.

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VENERDI 4 AGOSTO
BESSANS (FRANCIA) ore 20.30

PARADIS Teatro
Il racconto della prima ascensione femminile del Monte Bianco

con: Mariapaola Pierini
progetto: Mariapaola Pierini e Bobo Nigrone
coreografie: Mariapaola Pierini
testo e regia: Bobo Nigrone
luci e fonica: Lionello Gioberto
organizzazione: Nicoletta Scrivo
produzione: Onda Teatro

E’ il racconto di un’impresa ritenuta impossibile, l’ascensione di Henriette d’Angeville sulla cima del Monte Bianco nel 1838.

Ma è anche il resoconto di un’avventura reale, fatta di fatica, emozioni e sensazioni forti, che si confronta con il significato attuale di avventura, quella dei viaggi virtuali e delle emozioni programmate.

E’ un’occasione, infine, per raccontare la montagna con le sue storie, i suoi rischi, i suoi fantasmi, la sua bellezza e il suo silenzio.

Un Paradis irraggiungibile e, allo stesso tempo, a pochi passi da noi.

In collaborazione con District Haute Maurienne - Vanoise

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SABATO 5 AGOSTO
AUSSOIS (FRANCIA) ore 20.30

PARADIS Teatro
Il racconto della prima ascensione femminile del Monte Bianco

con: Mariapaola Pierini
progetto: Mariapaola Pierini e Bobo Nigrone
coreografie: Mariapaola Pierini
testo e regia: Bobo Nigrone
luci e fonica: Lionello Gioberto
organizzazione: Nicoletta Scrivo
produzione: Onda Teatro

E’ il racconto di un’impresa ritenuta impossibile, l’ascensione di Henriette d’Angeville sulla cima del Monte Bianco nel 1838.

Ma è anche il resoconto di un’avventura reale, fatta di fatica, emozioni e sensazioni forti, che si confronta con il significato attuale di avventura, quella dei viaggi virtuali e delle emozioni programmate.

E’ un’occasione, infine, per raccontare la montagna con le sue storie, i suoi rischi, i suoi fantasmi, la sua bellezza e il suo silenzio.

Un Paradis irraggiungibile e, allo stesso tempo, a pochi passi da noi.

In collaborazione con District Haute Maurienne – Vanoise

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MARTEDI 8 AGOSTO
S. AMBROGIO ore 21.30

LA LIONETTA Musica
Concerto fra World Music e Canzone d’Autore

Ilio Amisano: organetti diatonici, voce
Roberto Aversa: voce, cornamusa, fiati e ance etniche, chitarra
Maurizio Bertani: voce, mandolino, chitarra
Lucio Molinari: percussioni, batteria
Massimo Lupotti: bassotuba, voce
Michele Salituro: violino, flauto di pan, kemence, chitarre, djembe, voce

Nata nel 1977, La Lionetta è stata per anni uno dei gruppi di punta di quel fenomeno musicale noto come Nuovo Folk Revival. In questa veste, il gruppo ha partecipato ai più importanti festival europei: Nyon, Lenzburg (CH); Tubingen, Ingelheim (D); Salisburgo, Kufstain (AUT); Bruxelles, Ostenda (B); Lille, Maurienne (F); etc.

Ha partecipato a numerosi programmi televisivi su reti nazionali ed europee ed è stata protagonista di tre special sulla terza rete RAI.Sempre per la RAI, seconda rete, ha partecipato all’esecuzione della colonna sonora dello sceneggiato di Ugo Gregoretti: "Goldoniana".

Il primo LP del gruppo, "Danze e Ballate dell’Area Celtica Italiana" (Shirak 1978), è stato uno dei dieci migliori dischi dell’anno. Il secondo prodotto discografico, "Il Gioco del Diavolo", è del 1981.

Verso la metà degli anni ’80, La Lionetta si scioglie per poi ricostituirsi, con alcuni cambi di organico.

In una formazione marcatamente folk-rock, il gruppo partecipa a diversi fra i principali festival italiani (Venezia folk festival, Folkest in Friuli, Folkermesse in Piemonte, etc.), per poi ritornare a una dimensione più "world" nel 1998. L’attuale formazione di sei elementi ha recentemente prodotto il mini CD "Sarazin" e, a giugno 2000, presenterà il nuovo CD dal titolo "Ottoni & Settimini", per l’etichetta FolkClub Ethnosuoni e con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte.

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dal 9 al 12 agosto

VOCI DAL SOTTOBOSCO
Storie, leggende e miti legati alle voci misteriose della natura e al suo legame con l’uomo.

progetto a cura di Bobo Nigrone
musiche dal vivo eseguite da Elisa Fighera e Mauro Basilio
produzione ONDA TEATRO
collaborazione al progetto MONTAGNEDOC ATL Valli di Susa e del Pinerolese

"Quando tutto è silenzio, le cose cominciano a parlare.

Pietre,animali e piante cominciano a parlare".

Voci dal sottobosco, è un evento teatrale che cerca nella natura altri spazi scenici possibili, per un teatro che si nutre anche della complicità di un bosco o di un ruscello e dei loro "effetti speciali" per raccontare storie.

L’alito del vento, il filtrare tenue della luce tra il fitto fogliame, le suggestioni sonore di foglie, animali e quant’altro "vive" in quell’ambiente diventa parte integrante della rappresentazione e dialoga con attori, danzatori e musicisti.

Il progetto prevede di portare eventi teatrali molto essenziali (e quindi in sintonia con l’ambiente circostante) in luoghi non convenzionali: nei boschi o sugli alpeggi, lungo un torrente o ai piedi di una vetta, ma anche tra le mura di un piccolo cortile o ai piedi di una chiesetta sul bordo di un sentiero di montagna, traendo spunto dalle leggende o dalle storie di autori che hanno raccontato la natura e il suo rapporto con l’uomo, utilizzando le parole, la musica e il movimento, in armonia con le luci, i colori, i "movimenti" e i suoni naturali.Alla ricerca di una "riconciliazione" possibile tra l’uomo e quei tesori di inestimabile valore.

Achit (Borgone) mercoledi 9 ore 20.30

S. Didero venerdi 11 ore 20.30

Moncenisio sabato 12 ore 18.00

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DOMENICA 13 AGOSTO
MOCCHIE ore 21.30

ABOURASQUI
Concerto di musica tradizionale tra Piemonte e Provenza

Roberto De Siena: ghironda
Mauro Giulietti: organetto
Piercarlo Allasia: chitarra e voce
Alba Spera: voce
Franco Olivero: fiati

Abourasqui nasce nel 1991 dal connubio artistico di Roberto De Siena, ghironda, e Mauro Giulietti, organetto, con l’intento di proporre musica della tradizione con originalità e composizioni basate su strutture ritmiche riconducibili ai balli della vasta regione transfrontaliera italo – francese.

Con l’ingresso nel gruppo di nuovi elementi il repertorio si è ampliato nel rispetto della tradizione, ma con un occhio attento a nuove e inedite forme espressive.

Nel concerto di Abourasqui gli strumenti rigorosamente acustici e la voce fanno riascoltare al pubblico brani del passato arricchiti da sonorità nuove di musicisti contemporanei, testimoniando una tradizione che continua e al tempo stesso una tradizione che nasce.

Si ringrazia per la collaborazione l’Associazione Turistica – Pro Loco di Condove

 
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