Banner di Incroci - Luoghi e percorsi del teatro
 
Torna al calendario

ONDA TEATRO
MARCO ALOTTO

 

Marco Alotto: ha lavorato con il Teatro Stabile di Torino con la regia di Passatore a spettacoli prodotti nel Settore Teatro Ragazzi. Ha collaborato con la Compagnia Nuova Scena di Bologna, Leo De Bernardinis, Gianrico Tedeschi, Felice Andreasi. Con Gassman ha collaborato in qualità di aiuto regista al programma televisivo "Gassman legge Dante" e nella successiva ultima tournée.

FRANCESCO FOGLIA SACERDOTE

Con Marco Alotto

tratto dal libro

Una storia nella Storia e altre storie

di Chiara Sasso e Massimo Molinero

Una storia di confini, sia geografici che di scelte di vita.

Una storia che nasce al Moncenisio e si sviluppa tra Novalesa, St Jean de Maurienne, (Francia) Dachau (Germania) Rolandia (Brasile), Hauzenberg, ancora Germania.

Una storia che unisce l'ANPI con l'ANED, e traccia un percorso di un sacerdote che è stato partigiano, e deportato: venti mesi di lotta, i comunisti con i sacerdoti.

Una storia di impegno sociale.

Sullo sfondo della Valle di Susa la figura di don Foglia prende vita e altre storie, altri sacerdoti, altri personaggi emergono dal passato, da un passato presente da non dimenticare.

Don Francesco Foglia nasce a Novalesa nel 1912, viene espulso dal Seminario di Susa, per "indisciplina", continua gli studi a St Jean, diventa sacerdote francese e nel 1937 è parroco a Villarodin. Si fa espellere per certe prediche contro la Francia.

Rientrato in Italia si arruola come cappellano militare con gli alpini in Montenegro. L'8 settembre entra subito in contatto con il primo gruppo partigiano e ne abbraccia totalmente la causa. Viene soprannominato don Dinamite. Partecipa al sabotaggio del ponte dell'Arnodera. Il 13 gennaio del '44 viene arrestato a Torino. Rifiuta le trattative con i tedeschi e viene spedito a Mauthausen e poi a Dachau fino alla liberazione.

Dopo la guerra, tornato in Italia, è priore del Moncensio e continua a partecipare a tutte le riunioni dei partigiani in valle di Susa e alle prime riunioni a Torino dell'Aned. Considerato antico dei comunisti è mal visto da una parte del clero. A maggio del '46, viene arrestato con l'accusa di contrabbando di cartine di sigarette. Dopo 4 giorni viene scarcerato, ma la sua fama di parroco amico dei comunisti è aumentata. Un mese dopo, davanti alla porta della parrocchia del Moncensio qualcuno depone una bomba, residuato bellico: un atto intimidatorio. I due nipoti di 3 e 5 anni, in vacanza con lui al Moncenisio trovano l'ordigno e la morte.

Don Franceso è sconvolto.

Parte per il Paranà, Rolandia, dove condivide la sorte dei campesinos senza risparmiarsi.

Per motivi di salute torna dopo quasi venti anni, in valle e di Susa ma non riesce più ad inserirsi. Decide di partire per la Germania, Hauzenberg. Si innamora di quella cultura e prende la cittadinanza tedesca.

Nel 1968 rifiuta l'onorificenza: Croce al valor militare.

Rimane ad Hauzenberg fino alla morte nel '93. Lascia un testamento dove esprime la volontà di essere sepolto in Germania, ma la sorella lo riporta a Novalesa.

Uno spettacolo di narrazione affidato ad un unico attore che va alla ricerca dei vari brandelli di storia del sacerdote.

Cerca di ricucirli: come una veste.

Ne ricostruisce la figura, quella figura che lui ha cercato per tutta la vita di disperdere e dì portare (come il Vangelo) in giro per il mondo.

Alla ricerca delle tracce, di chi non voleva lasciare tracce.

Torna al calendario
Torna su

 

Torna all'homepage della Provincia di Torino
  Torna all'homepage