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18 ARTISTI IN 11 ECOMUSEI E MUSEI DELLA PROVINCIA DI TORINO
25 OTTOBRE - 14 DICEMBRE 2003
Il progetto “Eco e Narciso. Cultura Materiale/Arte”,
a cura di Rebecca De Marchi e Sergio Risaliti, ha sancito l’incontro
delle tematiche di cultura materiale con l’arte visiva contemporanea,
scandagliando con il lavoro di 18 artisti, anagraficamente
nati negli anni '60-'70, le specificità locali -passate e
attuali- affinché uno sguardo di respiro internazionale le
affranchi dal rischio di “localismo” e la ricchezza
del patrimonio culturale del territorio plasmi il globalismo, offrendo
alla comunità nuovi spunti di riflessione sulla propria identità.
L’artista, ormai da tempo, ha scavalcato i confini del museo
e dei luoghi deputati all’arte operando nello spazio pubblico,
nello spazio della vita, a cui si aggiunge la sperimentazione di
nuovi ambiti culturali, linguistici, l’uso di materiali e
contesti extra artistici. Nel confronto con i musei e ecomusei l’artista-narciso,
si lascia sedurre dagli echi di storie, memorie, tradizioni, forme
e valori che stratificandosi compongono “un luogo” con
il carico del suo genius loci e in questo “luogo“ opera
una sorta di anamnesi e di elaborazione che da una parte tende a
tradurre secondo una diversa sensibilità e cultura artistica
i dati di un certo contesto, dall’altra si adopera (narcisisticamente)
a trascendere il genius loci in una dimensione più vasta-internazionale,
universale, una volta che “la realtà“ e “la
storia” con i suoi aneddotti e dettagli museificati venga
assorbita e rigenerata attraverso le forme di un linguaggio e di
uno stile di altra origine (l’arte e i suoi segni), progettando
nuove opere site-specific.
In un certo senso è dato “Intaccare i luoghi della
cultura materiale con i lavori di artisti, alterando la percezione
di uno spazi, dando fiato ed azione ai manufatti, significando il
contesto, cercando di interrogare in modo non retorico le ragioni
dell’impegno ecomuseale e di amplificarne la percezione dei
suoi fruitori”. L’artista quindi “Lavora come
un bricoleure che sa far rivivere a suo modo i frammenti di un mondo,
di una società, di un gruppo di individui. Come pensava Lévi-Strauss
che per l’appunto confrontava pensiero mitico e scienza antropologica
all’insegna del bricolage, sapendo che ogni mitologia è
destinata ad essere smantellata appena costituita perché
altri e nuovi miti sorgano dai frammenti di quelli passati in un
continuo alternarsi di storia, realtà e arte”.
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