progetto Cultura Materiale


Sommario:



Ecomusei - memorie di acqua e di terra

Ecomuseo della Resistenza
in Alta Val Sangone

Coazze

L’Ecomuseo della Resistenza di Coazze è sede del Centro Rete della Val Sangone nell’ambito del progetto internazionale “Memoria delle Alpi”. Una sala, condivisa con l’Ecomuseo dell’Alta Val Sangone, è riservata ad ospitare convegni, eventi, mostre ed esposizioni temporanee. Il Centro Rete è anche centro di studi e documentazione nel quale si trova una raccolta di pubblicazioni, anche rare, a disposizione di studiosi e ricercatori. Molti documenti iconografici e testimonianze di partigiani sono andati a costituire materiali multimediali quali video e CD Rom disponibili in visione e in consultazione.

Gli obiettivi del Centro Rete di Coazze sono la catalogazione scientifica dei dati, la raccolta di nuovo materiale, la diffusione dei dati raccolti, codificati e grezzi di tutti i dati relativi ai sentieri della resistenza, e la realizzazione di filmati e prodotti multimediali ad uso didattico e informativo, ponendosi come punto di riferimento per chi cerca informazioni sul territorio e sulla sua storia (studenti, ricercatori e studiosi locali)

L’Ecomuseo della Resistenza, ha visto la collaborazione attiva delle associazioni partigiane per la raccolta di materiali, testimonianze e memorie che costituiscono il patrimonio di ricordi materiali e immateriali sui quali si basa il progetto ecomuseale. Una serie di pannelli inquadra il momento storico mentre abiti, uniformi e oggetti originali permettono una più immediata comprensione del contesto sociale in cui la Resistenza è nata e si è sviluppata.
A Coazze, i sentieri della resistenza, grazie all’adozione del sistema di navigazione satellitare Maplive, sono fruibili mediante tecnologie GIS, palmari, GPS, web. Attraverso il portale www.maplive.com l’utente può accedere a tutte le informazioni disponibili sui percorsi (cartine, itinerari e informazioni di carattere storico) e scaricarle sul proprio dispositivo palmare con dispositivo di posizionamento GPS. Presso il centro rete e l’ufficio turistico del comune è possibile noleggiare i palmari.

L’Ecomuseo della Resistenza prevede anche cinque sentieri:

Il vallone del Sangone – Forno di Coazze”, partendo da Forno di Coazze, si percorre il vallone del Sangone, passando dalla miniera di Garida per salire fino al Forte San Maurizio, nei pressi degli alpeggi del Sellery. Al ritorno, si segue il sentiero che tocca la Palazzina Sertorio e il Colletto del Forno.
All'alba del 10 maggio 1944, reparti nazifascisti, sorprendono i partigiani accampati nelle grange del Sellery inferiore, e nella palazzina Sertorio. I partigiani riuscirono a contenere le perdite, ma la Palazzina Sertorio fu distrutta a colpi dì mortaio.

Il vallone del Sangonetto – Borgata Tonda”, dalla borgata Tonda raggiunge il Pale' attraverso le borgate Mamel Canalera, Tiras, Sordini e Dandalera, per ritornare quindi a Tonda, passando per le borgate Sisi e Dogheria. In questa zona si stanziarono i primi nuclei partigiani nel settembre del 1943. Durante il rastrellamento del marzo 1944, i partigiani si ritirarono ai Picchi del Pagliaio, prima di disperdersi in Valle di Susa.

La zona del Ciargiour – Borgata Ferria”, partendo dalla borgata Ferria (Forno di Coazze), raggiunge il Ciargiour per ritornare poi a Forno di Coazze passando per la miniera di talco di Garida. Il percorso prevede il passaggio per due luoghi fondamentali per la Resistenza in alta Vai Sangone. Al Ciargiour si raccolsero i primi partigiani, fin dall'autunno del 1943, al comando del prestigioso maggiore degli alpini Luigi Milano. Forno di Coazze fu una sorta di capoluogo della Resistenza valligiana; dalla primavera del 1944 ospitò i comandi di varie Bande partigiane. La borgata fu duramente colpita dal rastrellamento nazifascista del maggio 1944; molte case vennero incendiate, 23 prigionieri furono trucidati in una fossa comune sulla riva destra del Sangone. Proprio a Forno, subito dopo la fine della guerra, è stato edificato l'Ossario dei Caduti,oggi riconosciuto dallo Stato come cimitero di guerra.

Anello di Coazze” prevede come prima tappa  la visita alla sede espositiva dell’ Ecomuseo della Resistenza,. L’edificio che oggi ospita il museo fu usato dai nazifascisti come carcere durante il rastrellamento del ’44. Da Coazze si toccano molte borgate poste sul versante meridionale dello spartiacque che divide la Val Sangone dalla Valle di Susa. Questi luoghi sono stati il naturale punto d'appoggio delle bande partigiane operanti sui monti circostanti. Numerosi i partigiani e i civili uccisi in zona e le baite distrutte durante vari rastrellamenti, come durante il bombardamento della borgata Selvaggio nel maggio 1944, con una trentina di case incendiate e distrutte.

Ai Sentieri della Resistenza si va ad aggiungere un quinto percorso, realizzato in collaborazione con l’Ecomuseo dell’Alta Val Sangone, che si sviluppa interamente nel concentrico di Coazze e che, oltre alle informazioni di carattere storico, ne contiene anche di carattere etnografico, in particolare relative alla religiosità popolare.

approfondimenti

Estratto “38 | 45 una guida per la memoria"
Certificazione Herity
Navigazione satellitare Maplive

sede

Viale Italia ’61, 3
10050 Coazze (TO)

referente

Elisa Giacone
tel./fax 011.9349681
info@ecomuseoaltavalsangone.it

apertura

mar-gio-ven 9.30-12.30
sab-dom 15.30-18.30
per gruppi su prenotazione

ingresso libero

visite guidate su prenotazione a pagamento

parzialmente accessibile ai disabili

English version

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