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E-Government & CST

Digital divide


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Per Digital Divide si intende alla lettera divario, divisione digitale: esso viene inteso come mancanza di accesso e di fruizione alle nuove tecnologie di comunicazione e informatiche. Da qualche anno ormai si parla di questo argomento, che con il passare del tempo riguarda aspetti sempre diversi delle nuove tecnologie e non solo: molti sono gli aspetti anche sociali della questione. Storicamente, i primi che parlarono di digital divide furono Al Gore e Bill Clinton, quando, all'inizio degli anni novanta, intrapresero una politica di forte sviluppo e potenziamento dell'infrastruttura di internet negli Stati Uniti.
Il concetto di "divario digitale" era riferito alla difficoltà di accesso a internet in determinate zone del paese (difficoltà intesa anche sotto l'aspetto dei costi).
In quegli anni internet esplode come fenomeno di massa e diventa sempre di più un mezzo di lavoro e di business: non essere connessi alla rete (o non avere gli strumenti cognitivi per farlo), significa quindi essere relegati ai margini della società.
Con il passare del tempo, la "rivoluzione internet" inizia a interessare un po' tutto il mondo industrializzato e queste tematiche cominciano ad essere sentite anche in altri paesi fino a raggiungere anche il sud del pianeta.
Qual è la situazione in Provincia di Torino?
Il ritardo registrato nello sviluppo del mercato della banda larga, nella nostra Provincia, è legato ad una serie di criticità di natura regolamentare, tecnologica ed economica che frenano la diffusione di tali tecnologie e limitano conseguentemente lo sviluppo di servizi avanzati per gli utenti, basati su un elevato grado di interattività.
Lo sviluppo di servizi avanzati si sta muovendo ad un ritmo inferiore alle attese e sta scarsamente incentivando la crescita del mercato della banda larga. E' necessario pertanto innescare una spirale virtuosa nella quale lo sviluppo della banda larga - in termini di infrastrutturazione tecnologica - e lo sviluppo di servizi avanzati si muovano in una logica di impulso e sostegno reciproco.
I problemi di carattere regolamentare riguardano il processo di liberalizzazione dell'ultimo miglio (unbundling) che non sta producendo i risultati sperati probabilmente per un assetto normativo ancora lacunoso e incapace di soddisfare le esigenze reali del mercato.
Le valutazioni di carattere economico sono invece strettamente legate ai modelli di business e alle politiche di investimento adottate dagli operatori di telecomunicazioni.
Gli operatori investono in aree ad elevata densità di aziende trascurando completamente aree a bassa concentrazione industriale, ritenute assolutamente antieconomiche nei piani aziendali di investimento e incapaci di garantire un ritorno sugli investimenti realizzati a breve e medio termine.
Il target economico - perseguito dagli operatori - è rappresentato esclusivamente dal mercato business mentre viene trascurato quasi completamente l'utente domestico, innanzitutto perché non sono disponibili servizi avanzati (che richiedano un elevato livello di interattività e quindi tecnologie di banda larga) per questa tipologia di utenti ed in secondo luogo a causa del ritardo nell'alfabetizzazione tecnologica, che si traduce in una scarsa coscienza dell'utente finale rispetto alle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie.
Questa impostazione, data generalmente alle politiche di investimento, ha prodotto in modo diretto fenomeni di digital-divide, con effetti di biforcazione socio-economica, caratterizzati dall'impoverimento progressivo delle aree svantaggiate e dall' aumento del divario esistente tra aree sviluppate ed aree a basso tasso di industrializzazione.
Le dinamiche di mercato, le modalità di sviluppo delle tecnologie e le condizioni geo-economiche sopra descritte nei prossimi anni potranno determinare uno sviluppo lento, disomogeneo e non ottimizzato delle infrastrutture a larga banda sul territorio.
Il ritardo nello sviluppo di servizi avanzati ed innovativi, le difficoltà nell'attuazione della normativa relativa al processo di liberalizzazione dell'ultimo miglio e i modelli economici adottati dagli operatori di telecomunicazioni, definiscono uno scenario che fino ad oggi è risultato scarsamente efficace rispetto allo sviluppo del mercato della banda larga .
In tale contesto è necessario pertanto un intervento della Pubblica Amministrazione, a livello nazionale e locale, per favorire uno sviluppo il più possibile omogeneo e tempestivo della larga banda allo scopo di consentire l'ottimizzazione dell'utilizzo delle tecnologie nelle diverse aree in diversi orizzonti temporali, produrre un'accelerazione delle condizioni di mercato e del suo sviluppo e incentivare l'innovazione tecnologica in sinergia con lo sviluppo del mercato.