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a cura di Emma Dovano

10/05/06 - FILM CHE VIVONO DUE VOLTE, ALMENO

Hollywood party

Di là il film con il fascino del mondo riprodotto, la capacità di riflettere sogni e pensieri, con le immagini che segnano e scorrono o si fermano sulla scena, sugli ambienti, con la musica e le parole, i dialoghi che accompagnano; di qua il racconto che da quel mondo si ispira, il gioco del vedere che diventa narrazione su carta, il gusto della manipolazione dei pensieri che scorrono dopo aver visto il film. Addirittura immaginazione di un'altra realtà che nasce da quella finzione e che diventa surrealtà. Sono pensieri attorcigliati, ma tant'è.
In questo libro edito dalla nuovissima e fresca casa editrice Zandegù ci sono nove racconti ispirati a nove film, dove la parola ispirazione diventa rivisitazione, stravolgimento, re-invenzione di storie, di intrecci nella vita vissuta adesso, con il linguaggio libero di scrittori giovanissimi, narratori esordienti. Di nuovo viene fuori la straordinaria capacità del cinema di produrre un immaginario capace esso stesso di produrre realtà: un repertorio di cose "già viste" che prendono di nuovo forma e diventano "nuove" in un'altra veste, quella di nuovi personaggi, nuovi fatti messi giù in un racconto, in un nuovo film scritto con i caratteri della scrittura e non con i rotoli (ci sono ancora i rotoli?) della pellicola. E così leggiamo di Dawn Wiener che nel film "Fuga dalla scuola media" di Todd Solondz, 1995, è una ragazzina occhialuta, infelice e un po' troppo sprovveduta nella sua semplicità è chiamata talpa e così come dirlo lo diventa e vi si rifugia. Molto carino il racconto.
Nella brevissima biografia di ogni autore alla fine del libro, della scrittrice Costanza Masi si conosce ben poco: solo che ha un cane di nome Rama e conosce Torino e i suoi giardini solo grazie al cane; così nel suo racconto La Mole di cani ce n'è, alla fermata del tram, a casa dell'amica, imbracati, legati, vezzeggiati. Si sa, si racconta quello che si è vissuto oltre che quello che si è visto al cinema, ci si vede anche in quello che si scrive, amici compresi, Rama compresa.
Oppure si trasforma, di quello non c'è proprio nulla, nello scrivere si va con i pensieri, anche quelli ben sopra le righe, anche quelli oltre, oppure nel perché della scelta di una trama come per i grandi amori non ci sono motivazioni esprimibili: ci sono e basta.

(ed)

C. Corsellini, M. De Simone, L. Gandolfi, S. Greco, M. Lazzarotto, C. Masi, M. Peano, M. Prato, M. Vaccai, Hollywood party, 2006, Zandegù Editore, Torino, pagine 246, € 12,50.

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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