Sei in: Home > MAP > Le recensioni > Miscellanea - 2006 > 21/04/06 - Un libro sulle regine
a cura di Emma Dovano
"Il silenzio profondo della vita in terra ce lo insegna la rosa aperta nel rosaio" recita una poesia di Garcìa Lorca.
Un silenzio di tutte le piante e di tutti i fiori per tanti mesi all'anno, qui, nel nord dell'Italia, con inverni che ci mostrano i colori bruni e scuri dei rami di piante e cespugli fino a marzo inoltrato, e poi il sussurro della bella stagione risveglia tutto e fa germogliare le prime foglie rosse delle rose e fa spiccare il verde nuovo dei salici, dei bagolari, delle querce, dei ginko in riva al Po.
Chissà nel giardino privato di Cavriglia, in Toscana, vicino ad Arezzo che spettacolo! Un giardino di seimila rose antiche e moderne che rifoglia, sboccia, si apre e si colora in modo straordinario e grandioso.
Le rose precoci oggi saranno in bocciolo, centinaia di boccioli chiusi in sepali effetto muschio, rado o cotonoso, bocci color giallo-verde della rosa Allard e della Harison's, color panna della Double White, della Stanwell e della Fortuneana, rosa molto scuro vicino al fucsia quelli delle Anaïs Ségalas, pon pon rosa quelli della Andrewsii, sui rami curvi boccioli di un rosa-verde delicato di quelle che si chiamano Falkland, e poi ancora altre migliaia, su rami flessuosi, rigidi, su rampicanti, su cespugli.
Se il sole caccerà via questo lungo inverno domani centinaia di piante saranno fiorite in coppe, rosette, pompon, o con corolle dall'aspetto finto avvizzito o ancora centinaia di Hector, di Leda, di Louis Philippe col calice a coppa aperta, piena, strapiena di oltre quaranta petali.
Questo ci presenta il meraviglioso cofanetto dell'Editore Allemandi, comprendente un volume di 330 pagine e un DVD-CD Rom. Il contenuto è vastissimo: oltre cinquecento rose antiche e cinquemila rose moderne.
È il frutto di una ricerca, durata quattro anni, del Dipartimento di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio della Facoltà di Agraria dell'Università di Torino su progetto del Centro Nazionale delle Ricerche. Studio coordinato da Elena Accati con la passione di Elena Costa, dottore di ricerca in Scienze Agrarie e Forestali e poi con la collaborazione di colleghi e amici ed esperti.
Come si può intuire, riconoscere le varietà delle rose è molto complesso: il pregio di questa ricerca è quello di aver tradotto i parametri soggettivi, individuali quali il colore e la descrizione delle forme, dell'aspetto e della struttura dei fiori in termini di raffronto oggettivi, esattamente classificabili e raggruppabili in base ai dettagli che accomunano e differenziano.
Ecco le migliaia di rose del roseto privato "Carla Fineschi". Molto interessanti anche le pagine di storia e di richiami alla letteratura, all'arte.
Pagine e pagine si scrivono sulle rose, racconti e poesie su questi fiori simbolo di amore soprattutto, l'amore cercato, promesso, e quello invidiato - oltre che meraviglia dei giardini. Anche i giardini più modesti avevano dei cespugli di rose, quelle con fiori doppi e rifiorenti che diventavano un muro fitto e senza buchi e che creavano un ambiente romantico insieme alla gypsophila e agli iris.
Grazie agli autori: libro stupendo.
(ed)
Elena Accati, Elena Costa, Theatrum Rosarum, Torino, Umberto Allemandi Editore, 2005, pagine 336, € 150.
Ultimo aggiornamento: 22/08/2011