Sei in: Home > MAP > Le recensioni > Miscellanea - 2006 > 14/09/06 - Lingua di poesia
a cura di Emma Dovano
Un incrocio di dialetti oppure un dialetto puro: non so definire la lingua della meraviglia delle poesie di Bianca Dorato. Ti sembra di conoscere la lingua piemontese, poi ti fermi, perché devi controllare il significato nella traduzione a piè di pagina: è un atteggiamento rispettoso che non si sia voluta una traduzione a fronte, ma come una nota che si può leggere o no. La lirica è quella e non un'altra, questa la lingua, la traduzione diventa solo dizionario di una parola, non del significato.
La suggestione, la sensazione, l'immagine, il quadro è quello in lingua piemontese: meglio rileggere che provare a tradurre; alla rilettura il verso cambia, diventa chiaro o comunque comprensibile perché chi legge è cambiato, immerso nel magnetismo della scena, del ricordo rivissuto dal poeta. Si arriva a captare i significati perché la poesia li contiene, sono lì, come fianco notturno della parola; non bisogna aver fretta di capire: la musica dei versi scivola come polvere di neve che si sparge su tutto, soffiata dal vento. Magari rotta e interrotta dalla voce del corvo, segnali del silenzio e dei suoni d'inverno.
.O vos sombra 'd crovass/ sola për tut ël cel:/ póer ëd fiòca an ven/ dzora, e a la possa 'l vent./
Le trentotto poesie di questo libro sono poesie dell'inverno, di un paesaggio di rocce, neve, ghiaccio, animali, cielo, e anche di parole, poche, non dette o attese o immaginate dunque ancora più vere e ascoltate. Poesie difficili ma di un'espressività luccicante, sclinta . Poesie stupende.
(ed)
Bianca Dorato, Signaj, Novara, Interlinea Edizioni, 2006, pagine 96, €10.
Ultimo aggiornamento: 22/08/2011