Sei in: Home > MAP > Le recensioni > Miscellanea - 2006 > 30/08/06 - Metafisica della luce
a cura di Emma Dovano
Inferno e Purgatorio sono stati descritti da Dante come luoghi fisici, diversi certo tra loro ma con un loro posto sulla Terra: una voragine nel suo centro sotto Gerusalemme (l'Inferno), e una montagna in mezzo all'oceano, intravista da Ulisse nel suo folle volo, agli antipodi della città santa (il Purgatorio).
Per cantare il Paradiso, i Cieli, luogo di luce della "gloria di colui che tutto move" , tutto viene sublimato, il linguaggio si fa simbolico nel tentativo di catturare e fissare in parole qualcosa dell'Assoluto, incommensurabile. Dante chiede alla Poesia di soccorrerlo affinché sia in grado di dare almeno l'idea di un' " ombra del beato regno " celeste che sta per raccontare. Immane sforzo. " A l'alta fantasia qui mancò possa " -ultimo canto.
Davanti alla fatica sovrumana "ogni commentatore viene impegnato in una sorta di corpo a corpo con un testo che sfugge alla presa,.deve muoversi in un orizzonte incorporeo, irriducibile agli scenari terreni", dice in prefazione il professor Ramella.
E si può dire che una qualche nuova Musa abbia sostenuto Maria Tersa Balbiano in questa impresa. I suoi testi sono 'appianati' da annotazioni sapienti, chiare e non convenzionali, percorsi dal convincimento religioso, in empatia con il sommo poeta, con il suo sentire, con la sua stessa fede. Lo sottolinea il prefatore e lo si può cogliere diffusamente in vari commenti. Un esempio, indiretto, tra i tanti possibili: nella nota ai versi 58 e 59, XXIX canto, a proposito della "modestia" degli angeli, la Balbiano precisa: Modestia è la reale coscienza di quello che siamo e del perché lo siamo; una coscienza più che sufficiente a farci sentire men che nulla rispetto al Creatore . Un uso del "noi" che indica adesione e partecipazione di chi scrive a quanto detto.
A sciogliere ulteriormente altre possibili difficoltà nella lettura dell'originale concorre una sicura parafrasi in lingua moderna a piè pagina. Altri ausili arrivano dalle brevi introduzioni ad ogni Canto a cura dell'editore, da uno schema di presentazione e raffigurazione del Paradiso così come immaginato da Dante, dall'indice dei nomi di persone e luoghi citati nella Cantica, dalle tavole di Fabio Bodi in apertura di ogni canto, spunti interpretativi di luoghi e personaggi incontrati dal pellegrino, sommo poeta.
(ed)
Maria Teresa Balbiano d'Aramengo, Il Paradiso, Torino, Riccadonna Editore, 2006, pagine 575, € 24
Ultimo aggiornamento: 22/08/2011