Sei in: Home > MAP > Le recensioni > Miscellanea - 2006 > 25/05/06 - Carta d'identità locale
a cura di Emma Dovano
Il primo titolo della collana Evasioni della casa editrice Assimil è dedicato alla lingua piemontese. È una casa editrice molto conosciuta per l'apprendimento facile di lingue importanti, quindi da ringraziare se nel programma editoriale lascia spazio anche a questa lingua a metà tra il francese, l'occitano e l'italiano. Naturalmente anche il piemontese ha numerosi dialetti locali, compresi e riconosciuti dai piemontesi d.o.c. Nel tempo si è sviluppato una lingua sovradialettale comune a tutto il Piemonte: questa è la lingua piemontese del libro.
Il librino, tascabile, inizia con la storia della letteratura, poi dà un largo spazio alla fonetica e alla grafia, qualche cenno di grammatica e poi alla conversazione, le frasi di presentazione e di cortesia, e via via la lingua per dire il tempo, i mestieri, gli oggetti, i sentimenti. E qui si va nelle similitudini, nelle metafore, dalle parole più lise del dialetto a quelle antiche, quasi fuori corso, della lingua, quelle più difficili. Vita domestica, di cascina, di negozi e mercati, modi di dire che fanno quadretti semplici di vita che semplice non è, modi di dire che sembrano ridicoli appena detti, poi diventano filosofie come succede per i proverbi. Tutte le parole e le frasi hanno una trascrizione fonetica che aiuta a pronunciare in maniera corretta e poi la traduzione in italiano. Interessante, carino anche per quelli come me che conoscono la lingua, utile per chi la conosce, la capisce ma non osa parlarla, in tutti quei bei miscugli di vocali sovrapposte, di consonanti sorde o consumate nella pronuncia. Un libretto anche per chi semplicemente è curioso, curios (la u pronunciata come quella francese, la o come la u italiana).
(ed)
Francesco Rubat Borel, Mauro Tosco, Vera Bertolino, Il Piemontese in tasca, Torino, Assimil Editore, 2006, pagine 224, € 9,50.
Ultimo aggiornamento: 22/08/2011