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a cura di Emma Dovano

02/04/08 - IL GIARDINO E L'ARTE

Il giardino dipinto

Il giardino - solitamente pensato come sfondo delle opere d'arte - diventa il protagonista di quest'interessante volume. Abbracciando un arco temporale che va dagli affreschi egizi ai giorni nostri, Ave Appiano racconta un mondo di dipinti realizzati da autori più o meno noti, che si differenziano per stile, provenienza geografica ed epoca in cui hanno lavorato.
La capacità di offrire una panoramica d'insieme sulla storia dell'arte è uno degli aspetti più interessanti del libro, la cui lettura è certamente impegnativa, ma non per questo preclusa a persone che, come chi scrive, non sono dotate di una cultura artistica specifica.
L'autrice conduce la ricerca riuscendo a trasmettere la passione per l'opera d'arte, particolarmente intensa nel racconto di alcuni quadri presentati.
Attraverso le belle immagini che arricchiscono il volume, Ave Appiano riesce ad accompagnare il lettore nel significato profondo del dipinto.
Un importante simbolismo, infatti, ha legato fin dall'antichità il concetto di giardino e la sua rappresentazione nel mondo dell'arte: in molte culture il giardino era inteso come un luogo sacro, che incarnava una propria ritualità e favoriva la Meditazione. Lo stesso si ritrova nell'arte medioevale, con il tema dell'hortus conclusus -"l'orto murato" dei conventi- e il suo simbolismo teologico nei dipinti dell'epoca e del Rinascimento.

Particolarmente bella la descrizione che l'autrice fa delle Annunciazioni del Beato Angelico conservate a Madrid e a Cortona, dove il messaggio di salvezza per l'umanità racchiuso nell'annuncio della nascita di Gesù è accostato alla cacciata dal Paradiso di Adamo ed Eva che significò perdizione. In questa prospettiva, il giardino è al contempo Eden e Hortus conclusus, luogo dove "la drammaticità della cacciata si stempera e attenua nell'atmosfera idilliaca dell'insieme", con la Redenzione del "fiat" di Maria che occupa la posizione preminente.

Il testo segue il corso della storia con escursioni che vanno oltre i confini dell'Europa attraverso le rappresentazioni che l'arte ha dato del giardino nell'islam, in India e in estremo Oriente. L'autrice s'impegna in una continua ricerca del legame tra l'umanità e la natura, recepito nella pittura in alcuni modi: contribuendo alla realizzazione degli erbari, costruendo affascinanti allegorie (splendido esempio in questo senso la Primavera del Botticelli), arrivando ad uscire, in epoca barocca - dai dipinti per diventare reale come nel caso del chiostro delle Clarisse nella Chiesa di Santa Chiara a Napoli, dove Domenico Antonio Vaccaio ridisegna lo spazio "con una soluzione pittoresca e bizzarra in cui pittura, natura e architettura si fondono attraverso il rivestimento maiolicato delle fontane, dei sedili e delle colonne dei pergolati".

Il tema del giardino ritorna a essere presente nei quadri dei grandi pittori che operarono tra l'Ottocento e il Novecento: Monet e Van Gogh.
Il primo affronta il tema del giardino studiando scorci dello stesso luogo in diverse ore della giornata per cogliere il profondo legame tra la luce e la materia da rappresentare, dimostrando di amare particolarmente stagni e corsi d'acqua che permettono di tradurre "in pittura la sensazione del riflesso".
Rispetto a Van Gogh, Ave Appiano sceglie le immagini dei giardini degli ospizi dove il pittore è stato ricoverato e nei quali trovava "ristoro per i suoi occhi assetati di colore", proprio nell'aspetto cromatico il giardino esprime "l'energia pulsante della natura".
Il libro termina con l'arte più vicina alla nostra epoca, interessanti le menzioni a Klee, Magritte e Botero.
Particolare la raffigurazione del giardino compiuta da un pittore torinese vissuto tra l'Ottocento e il Novecento: Andrea Tavernier. Egli sceglie un orto di montagna dove una contadina è intenta a curare il suo giardino rustico, reso con una visione realistica e basata su di un sapiente uso del colore, capace di "cogliere il lato poetico di una spontaneità che rende piacevole la natura invadente, generosa e incontrollabile". L'opera di quest'artista merita una menzione perché in esso l'autrice coglie il rappresentarsi di "una purissima idea di natura, il giardino della freschezza dei sentimenti dove si coltiva e manifesta una privata, essenziale oggettivazione degli stati d'animo".

(Danilo Germano)

Ave Appiano, Il giardino dipinto, Ananke Editore, Torino, 2002, pagine 160, € 22


 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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