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a cura di Emma Dovano

21/10/08 - MANGIA CHE TI FA BENE

Mangia che ti fa bene Un sussidiario. Non solo, potrebbe essere il sussidiario per la scuola elementare e il libro di italiano-storia-geografia-scienze per la scuola media, se solo si potesse o se gli insegnanti avessero l'audacia di proporlo.
Qui si parla di educare al gusto -non di educazione alimentare- nella considerazione che il nutrimento non è solo una collezione di prodotti soggetti a studi dietetici, ma un sistema di comunicazioni, un corpo di immagini, un protocollo di usi, di situazioni, di comportamenti.
Perché il nutrimento ha un vero e proprio linguaggio autonomo.
E il cibo aiuta a ricostruire la storia: quella dei nostri genitori, dei nonni, dei bisnonni, le necessità in tempo di guerra, la fortuna di vivere in campagna; le risorse reperibili in natura, in montagna, le diverse lavorazioni dei prodotti a seconda della condizione sociale.
Educare al gusto è una specie di riconquista, di ripresa anche delle capacità degli organi di senso, facoltà un po' ignorate o inconsapevolmente sconosciute da molti ragazzini. Carlin Petrini, nella prefazione, dice: "Il tempo ristretto e la velocità ci stanno privando di molteplici e privilegiati canali per assaporare lentamente il mondo". Ecco la chiocciolina di Slow Food.
Quelli che nel libro vengono esposti come obiettivi educativi sono molto interessanti: il corpo e l'indagine sensoriale come strumenti privilegiati per la conoscenza; il cibo come indicatore di comprensione di un popolo e della sua storia, alimentazione come cultura; i ruoli sociali nella produzione del cibo; l'educazione alla curiosità e il superamento di pregiudizi alimentari; la scelta degli alimenti: il saper discriminare, comparare, valutare. Obiettivi seri, potenti.
I suggerimenti didattici sono esposti nella seconda parte del testo, attentamente, ogni senso scoperto con esperienze di gioco, di produzione di schede, di valutazioni e statistiche.
Per questo ho pensato a questo libro come testo-base nella scuola elementare e nella media inferiore: è un testo che insiste sull'attenzione alle cose, tutte e ognuna nella sua specificità. Insegna anche a descrivere e a strutturare i dati sensoriali raccolti in un'esperienza, una serie di schede di degustazione con dati di rilevamento omogenei, di nuovo con grande attenzione e precisione. Ad esempio la valutazione delle caratteristiche gustative del dolce-amaro passa attraverso molte variabili, fino a sette; anche molti passaggi nella scala edonistica verbale, nella descrizione della consistenza al palato di un cibo...
Curiosa la parte relativa all'udito e le relative esperienze consigliate: scrivere i suoni, udire con le parole, cucinare con le orecchie... Singolare il fatto che "se trangugiamo un piatto in un ambiente caotico, invaso dal frastuono di estranei, si è portati a non riconoscergli lo stesso sapore che avrebbe se lo gustassimo in un ambiente quieto, da soli o tra amici".
Una materia scolastica così, educazione al gusto, a fine anno scolastico avrà anche arricchito il vocabolario lessicale di ogni studente di un migliaio di sostantivi, di aggettivi, di verbi.
Il consiglio è di provare un percorso didattico diverso, alternativo, gustoso.

(ed)

Rossano Nistri, Dire Fare Gustare, Slow Food Editore, Bra (CN), 2007, pagine 302, € 16,50

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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