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a cura di Emma Dovano

02/04/09 - RACCONTI IN TRE SCATTI

Racconti in tre scatti Non so se la fotografia è anche lo scatto delle nostre esperienze, dei nostri profili, delle nostre biografie: forse sì. Quello che vediamo stampato su carta lucida o che prende contorni e colore col passare dei secondi è quello che abbiamo voluto imprimere grazie all'esercizio del nostro vivere, alla pratica del nostro sentire, alla conoscenza delle cose e degli altri. Gli artisti, anche chi fa opere su commissione, non fotografano solo a soggetto, fotografano una storia già provata, già sentita. Delle volte quella che fa ricordare una situazione in modo così forte da sentirla ancora vera, da sentirne anche il suono, il rumore, la musica, anche il profumo. Altre quello che si vorrebbe capire, conoscere, che vagamente si è percepito ma non si è potuto afferrare. Biografie di attimi.
Altrimenti non si spiegherebbero questi ventidue racconti scritti in tre scatti dai partecipanti a un corso di fotografia della Fondazione Artèvision.
Sono racconti che bene si appoggiano alle tre fotografie che ognuno ha scattato.
Un pescatore, solo, prepara la lenza e la fissa su una rena finissima, onde bianche la sfiorano; poi va, ne prepara un'altra. Foto.
Un gitano con la fisarmonica, un ragazzo con lunghe dita suona il violino, le mani di un cieco chiedono monete, lui recita la solita nenia di auguri -quasi si sente. Mani. Foto.
Giostre immobili -quasi un ossimoro- piene di luci, gioiose anche da ferme, gli aeroplani volanti in attesa di bambini. Desiderio e brivido. Foto.
E i visi pensierosi, attenti, 'la finestra delle stagioni', quattro età femminili. Come il ciclo della vita di Klimt. Foto.
Occhi, profili di volti, linee metafisiche, radure di prato come aperture di cielo, balli di ragazzine a El Oued, in Algeria; e poi ancora. Foto.
Gli artisti, giovani o meno, hanno visto , ri-visto, costruito dei pezzi di storia che si è intrecciata con la loro esperienza e l'hanno esposti. La Galleria dove si potranno vedere fino al 20 aprile è anche sede della scuola dove si è perfezionato l'arte della fotografia -e dove prendono il via "progetti che favoriscono la conoscenza, lo sviluppo di espressioni artistiche e culturali..." -oltre alla cultura fotografica anche teatro e recitazione. Non so se la fotografia è anche lo scatto delle nostre esperienze, dei nostri profili, delle nostre biografie: forse sì. Quello che vediamo stampato su carta lucida o che prende contorni e colore col passare dei secondi è quello che abbiamo voluto imprimere grazie all'esercizio del nostro vivere, alla pratica del nostro sentire, alla conoscenza delle cose e degli altri. Gli artisti, anche chi fa opere su commissione, non fotografano solo a soggetto, fotografano una storia già provata, già sentita. Delle volte quella che fa ricordare una situazione in modo così forte da sentirla ancora vera, da sentirne anche il suono, il rumore, la musica, anche il profumo. Altre quello che si vorrebbe capire, conoscere, che vagamente si è percepito ma non si è potuto afferrare. Biografie di attimi.
Altrimenti non si spiegherebbero questi ventidue racconti scritti in tre scatti dai partecipanti a un corso di fotografia della Fondazione Artèvision.
Sono racconti che bene si appoggiano alle tre fotografie che ognuno ha scattato.
Un pescatore, solo, prepara la lenza e la fissa su una rena finissima, onde bianche la sfiorano; poi va, ne prepara un'altra. Foto.
Un gitano con la fisarmonica, un ragazzo con lunghe dita suona il violino, le mani di un cieco chiedono monete, lui recita la solita nenia di auguri -quasi si sente. Mani. Foto.
Giostre immobili -quasi un ossimoro- piene di luci, gioiose anche da ferme, gli aeroplani volanti in attesa di bambini. Desiderio e brivido. Foto.
E i visi pensierosi, attenti, 'la finestra delle stagioni', quattro età femminili. Come il ciclo della vita di Klimt. Foto.
Occhi, profili di volti, linee metafisiche, radure di prato come aperture di cielo, balli di ragazzine a El Oued, in Algeria; e poi ancora. Foto.
Gli artisti, giovani o meno, hanno visto, ri-visto, costruito dei pezzi di storia che si è intrecciata con la loro esperienza e l'hanno esposti. La Galleria dove si potranno vedere fino al 20 aprile è anche sede della scuola dove si è perfezionato l'arte della fotografia -e dove prendono il via "progetti che favoriscono la conoscenza, lo sviluppo di espressioni artistiche e culturali..." -oltre alla cultura fotografica anche teatro e recitazione.

(ed)

Corsisti in mostra, Fondazione Artèvision, Via Santa Giulia 14/c, Torino, www.artevision.it
Esposizione opere fino al 20 aprile 2009 - lunedì-venerdi 9,30-19

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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