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a cura di Emma Dovano

22/11/10 - SENZA SANGUE

Senza sangue

La bambina viene condotta dal padre a nascondersi in una botola e lei sta immobile, sdraiata su un fianco, a cerchio, su una coperta, e da lì sente la tragedia che sta consumandosi in casa, non si sa se è impietrita, terrorizzata o semplicemente estraniata, ogni tanto muove appena la testa, ogni tanto apre gli occhi mentre ricorda qualcosa, quando le viene in mente una canzone Conta le nuvole, il tempo verrà: contare aiuta quando si sta in attesa o il momento terribile che si sta vivendo non finisce mai. Contare da uno a duecentoquarantatrè. Qualcuno da fuori apre l'anta sul pavimento e dice, vedendola (i due si guardano?), Qui non c'è niente .

Nella prima parte del racconto, lancinante, di Baricco, Nina è chiusa dentro di sé, pensa, riflette, ascolta, allontanata dalle scene, senza vedere: anche l'ultimo bacio al papà viene dato socchiudendo gli occhi, con tenerezza.

Una bambina nascosta in una botola. I bambini che vivono un pezzo della loro vita nascosti in una nicchia: nella buca su una grande collina c'è Filippo, sequestrato, che si perde nella sua immaginazione di solitudine ormai al limite finchè un altro bambino lo scopre (nel libro Io non ho paura di Nicolo Ammaniti); dello stesso autore, nell'ultimo romanzo, Lorenzo si rifugia in cantina per non dichiarare ai genitori preoccupati che lui è escluso dalla bellezza di andare a sciare con i compagni, si costruisce tutto un film per non dover dire, per non doversi di nuovo scusare di essere, lui, poco interessante.

Qui Nina è chiusa in una botola di casa mentre vengono mitragliati il padre e il fratello.

Il romanzo di Alessandro Baricco scorre su strisce di fumetto disegnate dalla matita di Francesco Ripoli su sceneggiatura di Tito Faraci. Il racconto si divide in due lunghi capitoli: c'è un prima, la tragedia, un medico giustiziato, un 'criminale di guerra', in un paese senza nome del Sud America e c'è un dopo, dove la bambina che era nascosta nella botola è diventata una signora che sta cercando la persona con la voce di allora, quella che disse "Qui non c'è niente". E dopo averlo trovato e riconosciuto allora la storia inaspettatamente diventa una specie di risarcimento del prima: i tratti, i disegni, le campiture delle vignette assumono un carattere molto intenso per esprimere e raccontare il turbamento e il rimescolamento delle emozioni.

La matita di Francesco Ripoli non è solo una matita: è uno scalpello, la punta di un chiodo, la mina di grafite è setola di pennello, il bianco e nero delle linee è luce del cielo e ombra di botola, il chiaro dell'attesa e il nero della tragedia; ruga e sorriso -appena un sorriso, non di più-, tacchi di vernice, orecchini, riposo, pietà e ancora altro. La matita disegna i destini delle persone.

Baricco racconta una tragedia pescando nel torbido e nel disperato a cui siamo tutti esposti, come ha fatto in altri romanzi, racconta con dialoghi essenziali e secchi la sua storia: e noi ce la potevamo forse immaginare così, dentro, come è disegnata adesso in questo testo della BD edizioni. Dalla pagina scritta -con le parole in penna, una riga dopo l'altra- alla storia "esplicitata dal tratto del disegno che entra diversamente in noi, nella nostra immaginazione" come dice Dario Voltolini nell'introduzione. In cui parla anche dell'ellissi, quella parte di vita non detta direttamente in una storia, quella porzione di esistenza messa in un luogo assente.

(ed)

Alessandro Baricco, Senza sangue - Graphic novel di Tito Faraci e Francesco Ripoli, Edizioni BD, Milano 2010, pagine 98, euro 18.

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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