Sei in: Home > MAP > Le recensioni > Personaggi - 2005 > 27/06/05 - "Anche le nostre cetre erano appese"
a cura di Emma Dovano
"Che tempi singolari quelli in cui l'uomo sensato può dire una cosa sola: che la fede ordina di respingere risolutamente in secondo piano il timore della violenza e l'amore della pace, e di porre risolutamente in primo piano il timore dell'ingiustizia e l'amore della libertà! " Parole del teologo Karl Barth scritte nel 1938, poco prima del patto di Monaco (nel quale Hitler ottiene il via libera per l'occupazione dei Sudeti) e pubblicate in Italia a metà del 1940 (quando Mussolini ha già portato il paese in guerra), dalla rivista valdese "Gioventù Cristiana", presto soppressa dal regime.
Già da tempo, però, nelle riflessioni di Barth si è pienamente compiuto l'incontro tra fede religiosa e azione politica, convinzione che è fatta propria da quanti si stringono attorno alla rivista e ai suoi autori, lasciandosi alle spalle l'idea di una dimensione religiosa esclusivamente interiore. Ed è certo una componente religiosa quella che, nell'autunno del '43, spinge nelle file dei partigiani Willy Jervis, non disgiunta da un profondo impulso morale, portandolo ad aderire al Partito d'Azione.
E Willy è tra i primi e più attivi partigiani, come attivo e intraprendente era stato nella vita precedente. Alpinista provetto aveva sempre considerato la montagna anche un esercizio di tenacia, di pazienza, di autocontrollo; quadro dirigenziale dell'Olivetti, vi aveva avviato corsi di scuola media e di istruzione tecnica partecipando appieno alla diffusa coscienza antifascista presente in azienda fin dalla prima ora.
E' con passione e meticolosa ricerca delle fonti, anche iconografiche, qui riprodotte in abbondanza, che l'autore del libro, Lorenzo Tibaldo, ha ricostruito le tappe principali della vita di Jervis, dall'incontro con Lucilla, la futura moglie - fin al momento in cui, catturato al ponte di Bibiana, nel marzo del '44, verrà torturato e assassinato dai nazifascisti. Testimone fino in fondo di quella fede in Dio e dell'amore per la giustizia e la libertà che ne avevano animato l'esistenza. Lezione di enorme spessore e attualità nel momento in cui la memoria di quei fatti e di quegli uomini giusti qualcuno oggi vorrebbe annebbiare.
(ed)
Lorenzo Tibaldo, Quando suonò la campana, Torino, Claudiana Editore, 2005, pagine 126, € 9,50.
Ultimo aggiornamento: 22/08/2011