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a cura di Emma Dovano

09/11/07 - J.M. LE CLEZIO E L'AFRICA

L'Africano

"L'Africa (.) era la violenza delle sensazioni, la violenza dei desideri, la violenza delle stagioni": c olpisce in questo libro la prospettiva con cui l'autore vede il continente africano: fuori da esotismi e da aspetti artificiosi, Le Clezio ha "lo sguardo di bambino" . Esalta la bellezza dei paesaggi, ma presenta anche la durezza della natura africana, contro la quale l'uomo spesso stupisce e soccombe: "Le formiche erano insetti mostruosi (.) erano rosse, feroci, dotate di occhi e mandibole, capaci di secernere veleno e di attaccare chiunque si trovasse sul loro cammino. Erano loro le vere padrone".
E' il ricordo dell'esperienza vissuta dall'autore da bambino, quando partì per la Nigeria dove il padre, che non aveva mai conosciuto, esercitava la professione di medico per l'esercito britannico. Scava nelle vicende di quel periodo, per offrire il racconto dell'Africa conosciuta attraverso i cinque sensi: le parole diventano strumento per esprimere le sensazioni del bambino che incontrò luoghi e persone assolutamente diversi dalla Francia borghese in cui era nato e aveva vissuto la terribile esperienza della Seconda Guerra Mondiale. Il piccolo Jean Marie non tardò a cogliere il contrasto tra il senso di libertà incontrato negli ampi spazi degli altopiani nigeriani e la vita nella Francia occupata dai nazisti dove con la propria famiglia aveva conosciuto la paura di essere arrestato e deportato.
L'Africano , suo padre: un uomo che ridusse volontariamente al minimo i contatti con i ricchi coloni bianchi, per condividere la vita dei nativi del continente, nella modesta casa messa a disposizione dall'esercito britannico. Alla libertà offerta dagli spazi selvaggi, l'Africano oppose delle regole dure dalle quali non era disposto a transigere.
Costruire un rapporto con questo genitore così distante fu la più grande difficoltà che dovette affrontare Jean Marie: questo libro guarda con occhi adulti questa relazione fatta di incomprensioni e rotture, oltre che scoperta delle proprie radici.
Il viaggio verso l'Africa è dunque icona di un viaggio ben più complicato, che porta l'autore a guardare dentro di sé per affrontare un passato che avrebbe preferito rimuovere.
Un'ultima osservazione: la combinazione dell'epoca in cui l' Africano vive in Francia con un periodo di grande speranza per la fine del coloniasmo e la successiva delusione per aver intravisto "l'oblio strategico in cui le grandi potenze coloniali dimenticano un continente dopo averlo sfruttato". Simbolica, in questo senso, la notazione che la data della morte di quest'uomo fu la stessa della comparsa dei primi casi di AIDS in Africa. Forse questo è il segno più evidente dello stretto vincolo che in questa vicenda lega l' Africano con la sua terra d'adozione.

(Danilo Germano)

J.M.G. Le Clézio, L'Africano, Instar Libri, Torino, 2007, pagine 104, € 10.

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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