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a cura di Emma Dovano

26/10/07 - VITTORIO AMEDEO II: UNA BIOGRAFIA

Vittorio Amedeo II

Vittorio Amedeo II nacque nel 1666 dal matrimonio del duca Carlo Emanuele II con Maria Giovanna Battista di Savoia Nemoours. Il suo nome è legato a eventi decisivi nella storia del capoluogo piemontese, come l'Assedio di Torino del 1706. Fu il primo Savoia a fregiarsi del titolo di Re, dapprima del Regno di Sicilia, a cui dovette rinunciare ricevendo in cambio il Regno di Sardegna.
Francesca Rocci presenta la sua vita in un bel libro, scritto con un linguaggio che, pur mantenendo il necessario rigore storico, facilmente si presta alla lettura. L'autrice segue la biografia con un interessante lavoro di analisi, affiancando riflessioni sulla personalità di una figura che ebbe notevole importanza nella storia piemontese e in quella italiana.
Vittorio Amedeo trascorse la sua infanzia all'ombra di "Madama Reale" che, rimasta vedova, assunse la reggenza dello stato sabaudo quando il figlio aveva solo 9 anni: "Gli impegni di una reggente erano certo gravosi, ma questa donna capace e amante del potere vi si gettò completamente; se aveva avuto qualche affezione per il figlioletto poco tempo per manifestarla le sarebbe rimasto".
Molti studiosi riconducono all'infanzia priva dell'affetto materno la personalità impulsiva e accentratrice del Duca. Seppe però essere un abile politico capace di scegliere i propri consiglieri tra le persone più valide e fidate (anche se non di nobili origini), riuscendo a inserirsi con abilità nei giochi di potere del continente, anche se alla testa di uno stato troppo piccolo per poter competere con le grandi potenze europee.
Vittorio Amedeo governò 56 anni, alternando successi a sconfitte. Assunse il potere nel 1684, riuscendo a evitare conflitti con la madre e il matrimonio con l'infanta del Portogallo (auspicato da Madama Reale), che l'avrebbe portato definitivamente lontano da Torino. Sposò invece Anna d'Orleans, nipote del Re Sole, e con la Francia, come con altri stati europei, iniziò un rapporto diplomatico fatto di alleanze poco stabili -più volte tradite- che trascinarono lo Stato Sabaudo in guerre che nel passaggio tra i due secoli infiammarono il continente (e che consentirono al duca di conquistare nuovi territori).
Accanto alla politica estera, Vittorio Amedeo avviò diverse riforme nello stato sabaudo al fine di consentire una legislazione più moderna in vari ambiti della vita socio-economica.
L'autrice ricorda le riforme del settore dell'istruzione: la riorganizzazione dell'Università -e la costruzione del palazzo di Via Po a Torino- e le opere caritatevoli grazie all'impegno (e il controllo) del gesuita padre André Guevarre, che già aveva contribuito a migliorare l'ambito assistenziale in Francia.
Ancora, sotto il governo di Vittorio AmedeoII° Torino conobbe un importante rinnovamento architettonico, fra tutti l'opera di Filippo Juvarra.
La palazzina di Caccia di Stupinigi, la riprogettazione della chiesa di San Filippo, la facciata di Palazzo Madama, la Basilica di Superga, costruita sul luogo da cui il futuro Re e il cugino principe Eugenio scrutarono la città prima dell'offensiva che pose fine all'Assedio del 1706 e aprì le porte alla vittoria la cui importanza fu di portata europea.
La biografia termina con una lunga cronologia, interessante per inquadrare il periodo raccontato nel testo.

(Danilo Germano)

Francesca Rocci, Vittorio Amedeo II, il duca, il re, l'uomo , Torino, Edizioni del Capricorno, 2006, pagine 194, € 13.

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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