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a cura di Emma Dovano

08/05/08 - LE RESPONSABILITÀ A METÀ

Giovani oltre

Il libro è molto corposo, quasi quattrocentocinquanta pagine, composto di diciotto saggi di psicologi, psicoanalisti, sociologi, linguisti e filosofi della cultura, esperti di teatro e letteratura, pedagogisti e insegnanti.
Si parla di ragazzi, di giovani: una generazione che sembra abbia bisogno di andare oltre per contare nel gruppo e per smarcarsi dagli adulti che dal canto loro non riescono più a indicare confini certi (e ideali credibili); giovani in attesa dell'età adulta che è sempre più avanti, più in là, in un limbo di rinvii (e la precarietà del lavoro non può che aumentare questa indeterminatezza) e di attese.
Un testo che "vuole mettere a fuoco alcuni 'segnali' di un cambiamento certamente irreversibile, non tanto per far posto all'allarmismo quanto per offrire qualche spunto di riflessione sul futuro che ci attende" si legge nelle prime pagine.
Una delle parti del libro, "Mutazione genetica nell'era digitale", dà un'idea di come gli adulti vivano i ragazzi, che poi sono i loro ragazzi -anche figli- quasi fossero abitanti di un pianeta parallelo al proprio, viventi in una specie di satellite dove la realtà non ha connotati reali, ma è una situazione virtuale fatta di chat, di immagini, in cui loro (i giovani) si sprofondano, una full immersion che li depriva di realtà affettive autentiche, lasciandoli in una solitudine che sgomenta (gli adulti).
Anche il linguaggio si impoverisce e sostanzialmente cambia: i ragazzi che sanno essere rapidi, veloci, intuitivi - non sanno più scrivere, difettano di concentrazione e di logica, non sanno essere riflessivi e consequenziali.
Non conoscono le realtà forti, non conoscono il senso della fatica, del dolore, vengono preservati anche dal pensiero della morte, perché loro (gli adulti) vorrebbero da un lato alleggerire la vita (dei giovani) da un lato fargliene capire il peso.
Si cerca allora quale responsabilità abbia la scuola, quale colpa abbia la famiglia, ci si rincorre -nei dibattiti, negli incontri- a fare il mea culpa; si studiano le contraddizioni; si fa il cosiddetto esame di coscienza che sovente si risolve di nuovo in un fatto strettamente intellettuale.
La lettera finale di Giovanni Allevi 'ai giovani' dà un grande respiro. Lui, giovane genio del pianoforte, racconta della sua esperienza in una classe come insegnante supplente di Educazione Musicale e arriva alla espressione di un suo sogno: studiando uno strumento musicale "si avrà più rispetto per la propria leggenda personale, senza anestetizzare la mente nell'inutile sforzo di vivere i sogni degli altri".
Un altro respiro (di tutti, giovani e non) potrebbe essere quello di non considerarli una 'categoria' un po' aliena. E di impegnarci a sentire anche i loro pensieri, le loro riflessioni: altrimenti la nostra diventa di nuovo una lezione frontale abbastanza noiosa.

(ed)

Ugo Cardinale, Dario Corno, Giovani oltre, Rubbettino Editore, Sovera Mannelli (CZ), 2007, pagine 442, € 22.


 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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