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a cura di Emma Dovano

29/05/08 - I TORINESI

I Torinesi

L'editrice Sonda ha vivisezionato anche i Torinesi. Esistono già diverse Guide sui caratteri degli italiani, ben marcati nei loro difetti e nelle loro virtù, qualità e particolarità abbastanza singolari e tipiche di molte regioni e città: ora tocca ai Lasème sté.
Lasciatemi stare: che non è un difetto, quello sarebbe solo una abbottonatura stretta, persino eccessiva, di carattere, sarebbe un non voler partecipare alle cose degli altri: qui è la parte aristocratica della chiusura, quasi una virtù: il torinese si trincera dietro questa richiesta di essere lasciato in pace perché vuole risolvere da solo i suoi guai. Lavorerà sodo, farà la sua critica, rimboccherà le sue maniche, volenteroso, operoso, zelante risolverà da sé le complicazioni, gli impicci, anche i disastri.
E nel periodo dei Giochi Olimpici, per timore di essere considerati troppo tranquilli e statici, cioè bugianen, ci siamo riempiti di totem pubblicitari, di 'segnalazioni grafico-comunicative' sui lavori che hanno trasformato la città con opere e palazzoni e archi e passerelle e sottopassi - con su scritto Torino non sta mai ferma. Paura scongiurata.
Quegli omini acrobati che componevano la scritta ci hanno salvato.
Peraltro per fortuna non si sono mossi i "12 chilometri di rettilineo, il più lungo corso alberato d'Europa": corso Francia, che si perde verso il castello di Rivoli; ferma la collina così piena di verde da "rendere Torino la città più verde d'Italia insieme a Bologna: 13 mq per abitante. È uno scrigno segreto: basterebbe da sola a contraddire tutte le voci che vedono Torino come una città grigia, tetra, buia". Sicura e 'ferma' la passeggiata dei 14 km di portici nel centro.
I Torinesi devono essere sicuri che tutte le sue bellezze architettoniche e paesaggistiche siano preservate e garantite, forse anche che il piano regolatore della città non sia troppo stravolto -è un auspicio di chi scrive.
Humbert parla dei torinesi partendo da ciò che si dice di loro e poi bonariamente racconta come davvero pensa che siano. E che cosa amano gustare a tavola e come deliziarsi tra una colazione e un pranzo. Per esempio con un bicerìn nel bar storico davanti alla Consolata "dove trovava rifugio Cavour quando voleva stare lontano dalle beghe della politica". Caffè, cioccolato e crema di latte serviti in un calice. Molto aristocratico, come, d'altra parte, sono i torinesi.

(Raffaella Greco / Emma Dovano)

Riccardo Humbert, Torinesi, Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù, Sonda Edizioni, Casale Monferrato (AL), 2006, pagine 166, € 12


 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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