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a cura di Emma Dovano

10/04/09 - LA PROSA POETICA DI MARIA ZAMBRANO

La luce della perla Si parla di 'una filosofia, buona per quelle pratiche che impediscono il recesso nella barbarie, che resistono al pensiero unico, all'egemonia dell'identico che negando le differenze tende a formare una monocoltura della mente' (C.Simonelli nell'appendice del libro).
Si parla di una parola sovente destabilizzante come l'unico strumento, l'unico possibile in alcune situazioni per tentare di cambiare il tempo in cui si vive, come viene riportato (p.181) in una asserzione nel libro Gomorra, quando R.Saviano si riferisce a don Peppino Diana (ucciso il 19 marzo 1994 dal clan dei Casalesi).
Si dice di quella parola che ci vive dentro, che si porta dentro il mondo -a saperla cercare-, un mondo 'incinto del suo meglio' insieme al resto, l'indicibile, lo spavento, la crudeltà, la guerra, l'esilio.
Lucia Vantini scrive, nel libro edito da Effatà, di Maria Zambrano, filosofa spagnola (Vélez-Malaga, 1904-Madrid 1991) che ha vissuto un lungo periodo in esilio durante la dittatura franchista, in Cile, in Messico, a Parigi; ha vissuto momenti storici e personali di grande crisi -sempre tornando a quello che sentiva come compito, di essere una donna che pensa e scrive e testimonia le infinite risorse della vita, quelle che restano al di sotto della coscienza, o dentro, in una filosofia 'che rivive l'accaduto in senso inverso'. Zambrano pensa e racconta i viaggi a ritroso, sicura che 'si impara a retrocedere per poter veder meglio'. Si vive, si agisce, si sente, si sperimenta, ma non si vede mentre si va: dice 'andando non si vede dove si va. Se il tornare è realmente un tornare e non una ripetizione dell'andare, allora è lì che si vede'.
Un percorso circolare. Una metafora dell'irrorazione vitale del sangue che parte dal cuore per corroborare le parti periferiche del corpo, e che poi ritorna. La filosofa andalusa intende la metafora nella sua accezione biblica di ' mondo interiore dell'uomo, con tutte le sue emozioni, i suoi sentimenti, i suoi pensieri, le sue decisioni e tendenze'. Un vivere che 'patisce la vita e la restituisce come insieme-patita per giustizia e tenerezza, per resistenza e accoglienza, mistica e politica'. Un'idea di filosofia nuova, per arrivare a sperimentare, in un cerchio o in un ellisse, di punti fermi e di ritorni -la pace, un'apertura che può rompere il predominio di un discorso che arriva a soffocare la storia, quella personale e quella di tutti.
Un pensiero femminile, attento alla vita: 'la donna, immersa nella vita, non ha realizzato che una sotterranea continuità. La sua è sempre un'azione impercettibile che si confonde con la vita stessa...' dove la poesia fa corpo con essa e dà corpo alla ragione: Maria Zambrano è una filosofa fedele alla propria differenza femminile, trattenuta alla vita, dove l'esperienza-morte diventa anche essa un transito, come 'una luce che si occulta per riapparire'.
Il libro fa infatti parte di una collana realizzata dal Coordinamento delle Teologhe Italiane (CTI: www.teologhe.org) dal titolo significativo "sui generis", in cui i temi affrontati fin qui, così quelli programmati e in corso di stampa, rappresentano l'esigenza, contenutistica e di metodologica di utilizzare molteplici registri: accanto a temi più strettamente legati alla teologia, compaiono perciò percorsi attraverso la poesia (Chiara Saletti, Poesia come profezia, Una lettura teologica di Alda Merini, 2008) e, come in questo caso, la filosofia.
Infine, il titolo: l'iridescenza e il riflesso lunare della perla altro non è -lo sappiamo- che il risultato di strati di materia sovrapposti su un corpo estraneo, dentro la conchiglia, un granello di sabbia che compare 'in seguito all'integrazione e alla trasformazione di elementi estranei' e diventa così una cosa preziosa.

(ed)

Lucia Vantini, La luce della perla, Effatà Editrice, Cantalupa (TO), 2008, pagine 192, € 12,50.

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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