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a cura di Emma Dovano

23/12/08 - COABITARE LA CITTÀ: CIRCA TREMILA VICINI DI CASA

Tanti quanti sono i migranti a Torino (e il circa indica un numero fluttuante di persone), che vivono insieme a noi in una città che è diventata più bella in questi ultimi anni, che sa andare oltre le piazze del centro con le fontane e le migliaia di turisti intorno- per guardare e conoscere altre piazze diverse in quanto cultura, espressioni di vita, tradizioni e patrimoni esclusivi.
Dunque insieme a noi gagé, in una piazza che è diventata abbastanza scorrevole e variabile, vivono i sinti, i rom…, in zone attrezzate, autorizzate e a gruppi in insediamenti spontanei, a volte vicino ai campi consentiti. Sovente lungo le sponde dei fiumi, spesso in luoghi marginali.
Diciamo migranti, nomadi, anche quando molte persone appartenenti a queste minoranze etniche sono quasi stanziali nelle aree sosta attrezzate, come quelle di via Germagnano, di corso Unione Sovietica, di via Lega, di strada Aeroporto...
Abbiamo anche molti altri vicini, rom rumeni e slavi e sinti, famiglie e gruppi, che si spostano e transitano con le loro case viaggianti e che si fermano e abitano Basse di Stura, in roulottes nel parcheggio di Sassi, in strada Druento, in Lungo Stura Lazio, in zona Sangone, Regio Parco ecc.

Un paese di persone che spostandosi ha trasformato la carta topografica di Torino in una mappa più disinvolta nei suoi quadretti color rosa: tutta la città potrebbe essere centro-periferia quando questi quasi tremila coinquilini abitano in casette mobili e in roulotte e si traslocano ogni tot di tempo e gli alberi di Sassi diventano attaccapanni e gli oggetti di casa sono fuori casa in Lungo Stura Lazio, in corso Unione Sovietica, verso strada del Pino…
Abbiamo dei vicini che per lo più parlano romanes e seguono tradizioni e stile di vita propri della loro etnia, con aperture, ormai da diversi anni, in ambiti di lavoro e i bambini a scuola.
Con una cultura fatta di racconti parlati -le testimonianze sono solo orali- in cui la famiglia è assolutamente al primo posto: marito, moglie, figli, nonni, zii.
E molti nomadi, in estate -quando i bambini hanno terminato la scuola e i grandi che lavorano possono- tornano alla propria terra a ritrovare i legami di famiglia, gli amici, su camion e automobili stracarichi, bambini in braccio ai grandi per centinaia di chilometri lungo la dorsale italiana fino all'imbarco per la traversata dell'Adriatico e poi di nuovo fino a Mostar, Konjic, Zenica, giorni e giorni di viaggio per rivedere le proprie radici, per cercare altri nomadi, camminanti, ma nella propria terra d'origine. Una fatica che mostra la fedeltà ai propri inizi e tradizioni come è anche per noi che siamo i loro vicini stanziali permanenti.

Ho ricercato alcuni libri e documenti che aprissero il nostro sguardo, saggi e racconti per vedere e conoscere delle persone tanto diverse, e per cui sovente manteniamo dei pregiudizi. E ho trovato subito una bella documentazione fotografica di Franco Rabino, astigiano, allestita qualche tempo fa a Superga e tra un mese riproposta ad Asti.
Una trentina di foto in bianco/nero -perché non fossimo distratti dai loro vestiti colorati e brillanti?- di Clarissa, Jasmin, Renata, Brighitte, di Sachib, Bronson, di Sonita, di Zelena…
La mostra racconta di due famiglie di origine slava in un campo un po' abusivo un po' no alla periferia di Asti (nel territorio artigiano ci sono cinque insediamenti).

Rabino dice di aver incontrato "queste famiglie Rom perché le nubi che si addensano sul loro orizzonte mi preoccupano e perché volevo prima di tutto raccontarli come loro sono e come tutti siamo: persone, non Rom, non zingari, non altro da noi. Persone. Uomini e donne, ragazzi e ragazze; (...) siamo diventati amici. Ho sentito le loro storie e loro la mia, abbiamo riso, scherzato e consumato litri e litri di impagabile caffè alla turca. Ogni volta che sono tornato ho portato loro le fotografie fatte per sentire il loro giudizio e se si riconoscevano in quello che ho provato a raccontare attraverso le loro immagini…"
Una possibilità e una forma, quella della mostra fotografica, che forse può raccontare immediatamente, senza troppe interferenze, la storia e il fascino delle persone e poi, lo sappiamo, lo scatto fotografico riesce a cogliere qualcosa dello spirito di chi viene fotografato, del mondo in cui vive, dei sentimenti che lo abitano: se è davvero così, e se addirittura l'apparecchio che fotografa ruba un po' di quello spirito bloccandolo insieme all'immagine, allora questa mostra ci avvicina una cultura e noi diventiamo per empatia un po' meno stanziali.


QUESTO IL CATALOGO DELLA PROSSIMA MOSTRA

In viaggio nel ventoIn viaggio nel vento, artisti Franco Rabino e Michela Pautasso, mostra a cura del VI° Circolo didattico di Asti.



ALCUNE INDICAZIONI PER APPROFONDIRE L'ARGOMENTO

La zingara rapitriceSabrina Tosi Cambini, La zingara rapitrice, racconti, denunce, sentenze (1986-2007), CISU, Roma, 2008, pagine 140, € 15
Una ricerca commissionata dalla Fondazione Migrantes all'Università di Verona doveva indagare intorno a questa domanda: quanti sono i bambini rapiti dai rom negli ultimi anni? La risposta è stata: nessuno. Lo studio rigoroso condotto da Tosi Cambini analizza 29 casi di presunti rapimenti. In nessun caso si è portato a termine un sequestro di bambini sul territorio nazionale, non esiste alcun caso di rapimento accertato a livello giudiziario.



In un altro testo Adozioni di minori rom/sinti, che uscirà sempre a cura del Centro Informazione Stampa Universitaria, CISU, nei primi mesi del 2009 - l'antropologa Carlotta Saletti Salza ha verificato, raccolto e studiato i numerosi casi di allontanamento di bambini rom dalle rispettive famiglie su decisione del Tribunale dei Minori italiani, come se la cultura rom fosse sempre e comunque insufficiente, mancante, nei confronti dei propri figli.

Una storia tante viteGiuseppina Scaramuzzetti, Una storia, tante vite, Il segno dei Gabrielli editori, Verona, 2008, pagine 216, € 16
Una vita insieme ai rom - per gli altri, non senza disprezzo, zingari -, in roulotte, così, senza tanta retorica, una maestra, un'artista, una donna di fede. Trentadue anni per capire che le differenze di carattere, di cultura, di comportamenti sono i due capi del filo rosso che avvolge e si intreccia intorno a ognuno, la sicurezza e il disagio, la normalità e l'eccezione, anche l'originalità e l'omologazione… E poi, l'assurdo ma fatale assunto: "essere nati in un ambiente anziché in un altro, aver subito ingiustizie o averne arrecate crea delle differenze già nelle premesse…"
Un percorso in cui dire, come per la rosa del Piccolo Principe, "ne ho fatto il mio amico e ora è per me l'unico al mondo". Un tempo per capire che "guardare il mondo dal limite, porsi al margine per osservare la realtà, illumina la fragilità come trasversale ai vari momenti della vita, la rende comprensibile, conosciuta, familiare, mai identica a se stessa". Una storia, tante: da leggere.

Numero Speciale dei Quaderni dell'Ufficio Pastorale Migranti, Il popolo Rom, con l'indicazione di molti links utili: organizzazioni internazionali, Ong, istituzioni europee.

Fuori luogoMarco Revelli, Fuori luogo, Bollati Boringhieri, Torino, 1999, pagine 114, € 9,30. L'autore ha condiviso nell'inverno 1998-99 il travaglio di un gruppo di rom che fuggiti dalla Romania si erano rifugiati a Torino, su un terreno abbandonato vicino a una discarica e non lontano dallo stadio.
Il 'campo' si estende per un centinaio di metri proprio ai piedi della massicciata della tangenziale, dove lo svincolo impone una leggera curvatura al percorso. Di sopra, inconsapevole, corre veloce la città in movimento..."
Il libro inizia così: "Art. 1 - Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza" (Dichiarazione universale dei diritti umani, 1948). E nel sessantesimo anniversario, proprio questo primo articolo ci sembra un pezzo di bella e solenne retorica: non sempre, certo, ma ogni tanto sì, nelle cronache dei giornali soprattutto.
Altrove, poi, si trovano situazioni e realtà che fanno della parola rispetto il cardine di ogni incontro, così, naturalmente, per apertura e per intelligenza.

Non chiamarmi zingaroE da leggere anche, di Pino Petruzzelli, Non chiamarmi zingaro, Chiarelettere Editore, Milano, 2008, pagine 225, € 12,60
Gradevole come una sera in teatro, mette in scena un'altra visione, storie e racconti che narrano di incontri, di persone, di difficoltà. È utile per provare a correggere l'immaginario negativo e precostituito con cui per abitudine si dipinge la situazione.



DI LETTERATURA

Un romanzo di Antonio Tabucchi, La testa perduta di Damasceno Monteiro, Feltrinelli.
La storia, ispirata a un fatto di cronaca vera, è piuttosto truce e si svolge nella città di Oporto; si parla di giustizia, di marginalità sociale, di minoranze etniche.

Un libro per i ragazzini scritto da Anna Vivarelli e Guido Quarzo, Amico di un altro pianeta, Einaudi, 2001, pagine 112, € 8. E' difficile spiegare come si diventa amici di qualcuno. Questa è la storia di amicizia tra Gigi e Luis, nomade, che incanta con i suoi racconti e fa sognare.

I Bambini invisibili Di Pina Varriale, I bambini invisibili, Piemme Junior, pagine184, € 12,50 - un libro appena uscito: racconta una storia di bambini, Sevla-e-basta e suo fratello Jan, nel campo rom di Giugliano, nell'intreccio di vita con i compagni gagè della scuola, la prof Menicucci, con la vicina Vanda e i suoi misteri. Una lettura consigliata a ragazzini da 10 anni in su, molto interessante anche per quelli più avanti di età, adulti compresi.



GagoE un altro libro per bambini Gago, di Giovanni Zoppoli, con disegni dell'illustratrice croata Maja Celija, Orecchio Acerbo Edizioni, Roma, pagine 32, € 12,50.
Una storia di rom per il mondo infantile, una tragedia sul filo di un'altra storia, vera, di un ragazzino nomade di Scampia: il racconto è trattato con brillante intelligenza e anche leggerezza. Bellissimo, anche per grandi.



Milly Molly e MilosE ancora Milly Molly e Milos, titolo di una storia che rientra nella collana per bambini, casa editrice EDT di Torino, 2006, pagine 32, € 5,90. Milos è un compagno di scuola che vive in roulotte con Nan… Dai 3 ai 7 anni, tradotto e raccontato (cd) in più lingue.

Buona lettura.



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Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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