Sei in: Home > MAP > Le recensioni > Speciali - 2009 > 18/05/09 - Premio Letterario Italo Calvino 22° edizione
a cura di Emma Dovano
La veste editoriale di un libro ha un suo particolare interesse, oltre la sua storia compresa all'interno, la grammatura della carta delle pagine, la foto di copertina, il disegno colorato o il bianco elegante, lo spessore, il formato: è importante anche la presentazione grafica di un oggetto amato come è il libro. Invece qui si parla di libri non ancora stampati, non ancora adottati da case editrici, non ancora rivestiti per bene: sono i libri nudi del Calvino.
Uno ha vinto, due sono stati segnalati, altri nove sono andati in finale nel Premio torinese di quest'anno. Nato dopo la morte di Italo Calvino, si rivolge ad autori che sono stati sedotti dalla scrittura e che ora vorrebbero sedurre un editore perché le loro creazioni vengano conosciute e lette: il Premio come connessione con il mondo dell'editoria e del pubblico.
Il primo ad esporsi sarà Ivan Guerrerio con Splendido Splendente. Poi Fabio Napoli con La banda dei precari, Giovanna Providenti con La porta è aperta. Vita di Goliarda Sapienza e poi anche gli altri finalisti - sul sito del Calvino ogni informazione e incipit (www.premiocalvino.it).
Il racconto di Guerrerio si legge in apnea, frasi lunghe senza punteggiatura come se lo
scritto fosse il fluire del pensiero che non ha bisogno di respiro, un sogno da sveglio sdraiato
sulla moquette del salotto, con sul giradischi il 45 giri della Donatella Rettore, icona di un periodo
particolarmente fruttuoso della nostra storia musicale.
E sul suo testo ascoltato migliaia di volte - Faccio cerchi con la mente, mi distinguo
tra la gente... - compare Moana Pozzi, bionda e indifferente, estranea, che scavalca con tanta
bellezza e libertà selvaggia la gente e il suo amico, e arriva a lui, a Marzio Milani.
E gli mostra con la sua libertà selvaggia - e intelligenza - che 'il diavolo non ha nessuna
intenzione di mostrarsi spaventoso ma sa che la sua arma è la seduzione...'. Anni 80. Una figura,
un'immagine, Moana, di spregiudicatezza ma non solo: ci sono alchimie segrete che attraversano i
corpi, gli oggetti, e che ne fanno icone di un'epoca, ne ricordano immediatamente il periodo, lo
spirito, l'umore vissuto. La storia dell'incontro Marzio/Moana per raccontare la storia di un periodo
costellato di eventi decisivi per la vita politica e sociale del Paese, in cui si viveva con forza lo
schieramento politico e ci si rifugiava, subito dopo i collettivi infiammati, in spartiti privati 'con
una sorta d'urgenza anzi di furia...'. Una specie di meccanismo di liberazione, un desiderio di cose
private in attesa e anche in acconto sulla rivoluzione che sfilava per le strade.
Un salto all'oggi, col pensiero faticoso del lavoro che riduce tutto alla precarietà, rapporti
compresi, in La banda dei precari. Roberto Milano corre nell'arena dei lavori 'a tempo', a
ore, frenetico, con la psoriasi che gli mangia i gomiti, da un test di ammissione alla Pizza express,
da qualche ora da Mario a lezioni private a un ragazzo diremmo svogliato a comparsa affannata in scene
erotiche.
Poi incontra altri - è difficile dire amici, i legami sono spezzettati e a tempo anch'essi - e
le scene, le ricerche di lavoro, le iniziative vivono su un filo di rasoio, pericolose e alla fine
tragiche.
Poi quando la tv parla della banda dei precari, diventa un riconoscimento, un'identità che
incoraggia ad altri fatti, altri preparativi -un po' ingenui a volte- il tutto in uno scenario di
sguardi tra pupille dilatate e di sussurri amorosi e non.
Senza tanta convinzione anche l'amore di Marianna: il racconto di Fabio Napoli entra in un
sistema meccanico di azioni frenetiche e irreali, quasi non c'è tempo per pensare -neppure alle
relazioni. È più 'reale' la trilogia di Guerre stellari che stanno dando in tv e che Roberto rimpiange,
oltre alle telefonate della mamma (c'è dolcezza per la madre) preoccupata che il figlio metta la crema
sui gomiti, signora accorta e sveglia.
Il linguaggio e il ritmo del racconto saltellano, sarà interessante vedere anche l'impaginazione
finale che vorrà dare l'editore che eleggerà il romanzo.
Tra gli autori scelti dal Premio una studiosa della storia delle donne, Giovanna Providenti, che ha costruito come un romanzo la vita di Goliarda Sapienza, ricercando anche gli inediti nel suo archivio privato. La vita di Goliarda intrecciata a quella di Modesta, la protagonista di L'arte della gioia 'in un gioco di specchi che riflettono due vite singolari, temibili, appassionate, che non hanno paura dello scandalo né dell'irregolarità né della crudeltà' scrive Natalia Aspesi, giurata illustre del Premio Calvino. Un libro che dà onore a una donna 'non moderata ma disperata', che fa pensare alla fatica di una vita isolata, respinta e anche oltraggiata: un critico liquidò il suo libro con parole insolenti e offensive, e solo dieci anni dopo la sua morte (1996) i francesi lanciarono il capolavoro.
Il Calvino, i giurati del Calvino con la forcella da rabdomante hanno scovato quest'anno, alla ventiduesima edizione, dodici nuovi scrittori dopo il primo lavoro dei Lettori e dopo schede e passaggi di valutazioni. Ora gli editori si faranno avanti, daranno una forma agli scritti e il pubblico dei lettori (quelli che conoscono la lettura come una necessità) completerà l'opera.
Notizie sulla storia del Premio Calvino e su questa ultima edizione sul sito www.premiocalvino.it.
(ed)
Ultimo aggiornamento: 22/08/2011