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a cura di Emma Dovano

27/04/09 - IL VIAGGIO NELLA PATAGONIA CILENA

Una regione così vasta e colma di avventura che non può essere toccata dalla meschina frontiera che separa la vita dalla morte (Luis Sepulveda)

Una lunga striscia di terra di 4.300 Km. per 380 nella parte più estesa. La terra delle quattro stagioni. Il Cile. Il viaggio delle migliaia di miglia comincia con un passo nel dicembre di qualche anno fa.
Dalla regione desertica dell'Atacama (la zona al mondo più arida - qui la Nasa testò il rover per Marte!) a Capo Horn, estremo zoccolo dell'umanità, battuto dai venti di due oceani e croce dei naviganti. Nelle regioni centrali, il Cile offre un clima più temperato e piacevole rispetto alle sue estremità.
Il viaggio comincia da Santiago del Cile (quattro milioni e mezzo di persone) subito a sud verso la cittadina di Valdivia. Città costruita principalmente dai coloni tedeschi a metà XIX secolo, Valdivia, come molte altre realtà urbane cilene fu parzialmente distrutta dal terremoto del 22 maggio 1960. Ora è una graziosa cittadina con case in legno. La principale attrattiva per i turisti e non solo, è data dallo stazionamento dei leoni marini sulle sponde del fiume Calle-Calle vicino all'Oceano Pacifico. I leoni marini, per niente timidi, vengono a riva in cerca di qualcosa da mangiare: uno spettacolo. La città è conosciuta principalmente per la bellezza dei paesaggi (siamo nella regione dei laghi) e per l'intensa vita universitaria.
Due ore di pullman per arrivare a Puerto Varas, paese tranquillamente adagiato sulle sponde del Lago Llanquihue dove domina il Vulcano Osorno che dall'alto dei suoi 2.660 metri vigila sulla piccola città, sembra di essere in un angolo della Foresta Nera.
Passata la regione dei laghi inizia la Patagonia Cilena. Geograficamente la Patagonia parte all'incirca dal 42° parallelo sud, da Puerto Montt in Cile, da Bariloche in Argentina. Non è una nazione ma una zona compresa a ovest dall'Oceano Pacifico, in centro dalla parte finale della Cordillera delle Ande e a est dall'Oceano Atlantico. Finis Terrae in latino. Per chi è studente la Patagonia e la Terra del Fuoco sono gli estremi assoluti del mondo. A vederla, è un'arida steppa in Argentina e una serie di fiordi, isole, monti e ghiacciai in Cile. Una regione vasta ed estesa con una bassa densità di popolazione specialmente nella Terra del Fuoco. Dentro di noi è il luogo dove si fugge o dove si desidera andare almeno una volta nella vita.
Bruce Chatwin e Luis Sepulveda hanno trasformato i loro diari sulla Patagonia in romanzi di successo, da leggere.
Il mio soggiorno è durato solo tre settimane: il tempo sarebbe appena sufficiente per la sola Santiago, la zona dei vini, l'Araucania (laghi) e per l'isola di Chiloè. Volendo arrivare nel profondo sud australe e visitare Ushuaia - la città più a sud del pianeta che si trova in Argentina - ho dovuto sostenere un vero e proprio tour de force che ha previsto almeno una notte in ogni località (solo qualche volta due o tre notti).
Da Puerto Montt è iniziato il vero viaggio nella Patagonia. Puerto Montt è una cittadina piuttosto monotona, se non fosse il nodo principale di passaggio di tutto: merci, lavoro e uomini diretti verso sud.
Da lì si parte per l'isola di Chiloè, più volte nominata da Chatwin e da Francisco Coloane nato e vissuto sull'isola. Conosciuta per le palafitte, le 150 pittoresche chiese in legno (costruite dai gesuiti nel XVIII secolo) e per l'allevamento e vendita di frutti di mare pregiati, come le ostriche e i locos, Chiloè (lunga 180 km e larga 50 km) possiede un'aura che la rende inquietante e magica.
La maggior parte delle favole e leggende cilene provengono di qui. Fuori dalle favole, il posto è solare e la gente, dopo la prima riservatezza, anche.
Il problema maggiore è la distanza, i tragitti infiniti dal Perù a Capo Horn, anche con il pass rilasciato da Lan Chile, la compagnia di bandiera cilena che, con 250 dollari, permette di effettuare cinque voli interni.
In questa terra sono nati Gabriela Mistral e Pablo Neruda, due premi nobel. Terra aspra a vedersi che ti entra dentro e ti lascia il marchio cileno -chi è andato lo sa: il famoso orguello cileno che contraddistingue tutti, dal pastore di vigogne andino al broker nella City di Santiago. Certo, dai primitivi Yamanà scoperti da Charles Darwin a metà XIX secolo di tempo ne è passato. Il Cile non te lo aspetti e ha in sé tutto lo straordinario: sensazioni, profumi, realtà strane ed eccezionali; Valdivia e Puerto Varas, anche Punta Arenas conservano tradizioni antiche.
Il turista a cui interessa un luogo dove passare due settimane cullato da un'agenzia di viaggi nel Cile potrà farlo. Chi cerca qualcosa di più, lo troverà. Luogo molto conosciuto è il Parque Nacional Torres del Paine: sembra una porzione delle Dolomiti in scala ridotta, qui la natura dà il suo splendore.
Ancora verso sud si trova Punta Arenas, l'ultima vera città del Cile. Edificata da croati e lituani che fecero la loro fortuna con la pastorizia. Da qui si può prendere una decisione importante per il prosieguo del viaggio: rimanere in Cile e andare a Puerto Williams (l'ultimissimo avamposto prime dell'Antartide) terribile baraccopoli di cemento, o andare in Argentina ad Ushuaia.
Ushuaia, edificata da immigrati del nord Italia è la città più a sud del mondo. Sembra un piacevole paesino dell'alta Val Susa, ideale soggiorno di qualche giornata. Qui si notano le diversità tra Cile e Argentina. Gli Argentini (almeno i residenti di Ushuaia) sono più cordiali dei cileni ma poco importa, è solo una caratteristica. Quello che veramente importa e che si sente è che ci si trova veramente alla fin du mundo anche se lo stile è quello che fa sentire a casa propria (non per il numero di turisti, certo - tanti) ma per la tranquillità e rilassatezza degli abitanti. Nelle vicinanze c'è poco: un parco naturale e un lago intitolato a un missionario italiano dei primi del XX secolo: Don Giuseppe Fagnano (astigiano di nascita, 1844, morto a Santiago del Cile nel 1916).
Il contributo italiano in Terra del Fuoco fu notevole. Con Padre Alberto Maria De Agostini (alpinista - anzi - andinista, fotografo e viaggiatore instancabile) queste terre furono esplorate per la prima volta da un europeo. Non per niente alcune montagne, ghiacciai e parchi portano il suo nome.
Poco a nord di Punta Arenas (due ore di bus su di una strada di tutto rispetto) si trova Puerto Natales (quasi ventimila abitanti). Il paese si affaccia sui fiordi dell'Oceano Pacifico (Seno Ultima Esperanza) ed è considerato il punto di partenza per le escursioni al Parque Nacional Torres del Paine al ghiacciaio Perito Moreno (El Calafate in Argentina).
Le guide turistiche considerano Puerto Natales come base di partenza e nulla più. È nella realtà un paesino inaspettato per le casette in legno e la tranquillità del luogo. Lì mi sono fermato per quattro notti. È costellato di hospedajes (pensioni familiari) e ognuna propone escursioni di uno o più giorni per il parco e per il ghiacciaio.
Torres del Paine è una gita che si può compiere in giornata e conservare bei ricordi per la maestosità del luogo. Il parco è meta costante di patiti di trekking e scalatori più o meno professionisti. Anche il semplice turista osservatore avrà la gioia negli occhi nel vedere paesaggi montani mozzafiato e guanachi, condor, aquile, falchi, ecc. che vivono liberamente all'interno del parco.
El Calafate (il Calafate è una bacca viola che, si dice, abbia proprietà magiche - una volta che la mangi ritornerai in Patagonia ) si trova a sei ore di bus da Puerto Natales in Argentina. È meta di un turismo, si potrebbe definire, di massa, per via del maestoso ghiacciaio Perito Moreno che, partendo dall'ancora più grande Campo de Hielo Sur (occupa un quinto del Sud America - terza riserva mondiale di acqua dolce dopo Artico ed Antartide), termina la sua corsa nel Canal de los Tempanos. Lo spettacolo è incredibile. Si assiste, a circa cento metri di distanza, al distacco di pareti di ghiaccio grandi quanto un edificio di dieci piani nel lago sottostante. Si tratta di un fronte che avanza quando il calore del sole e la pressione esercitata da quest'incredibile distesa di ghiaccio, scaricano nel lago sottostante "pezzi" enormi con un frastuono che ci ricorda la potenza della natura. Vale la pena passare tredici ore su un minibus per assistere a questo.
Questa è la Patagonia Cilena. Un immenso, se vogliamo, luna park per gli amanti della natura selvaggia, delle situazioni inaspettate e, allo stesso tempo di persone con un retroterra culturale, un pedigree importante. I viaggiatori del vecchio continente danno meno nell'occhio rispetto al vicino Perù e Bolivia e quindi ci si sente sempre a proprio agio.
Santiago del Cile merita un discorso a sè. Multicolore, multietnica e poliedrica, Santiago offre al turista europeo un luogo dove riposarsi dalle "fatiche" della Patagonia e della Terra del Fuoco. È la tipica capitale con palazzi di un'epoca passata, centri commerciali, anche aree fatiscenti, parchi, ecc. Tutto sommato bastano tre-quattro giorni per visitarla bene. Ovviamente chi viene da fuori si aspetta che il cittadino di Arica (dieci chilometri dal Perù) e l'abitante di Porvenir (a sud, Terra del Fuoco) siano completamente diversi e disinteressati dalle vicende altrui. Invece il Cile stupisce anche per questo. Sono veramente orgogliosi di essere cileni e non esiste nord e sud. L'intera lunghezza del paese (4.300 Km.) è la stessa che intercorre dalla Norvegia al deserto del Sahara; pensiamo le differenze che esistono tra chi vive ai due poli. Bene, per il cileno l'importante è essere cileno. Orguello cileno.

(Luca Navaglia)

Galleria fotografica

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Parco Nazionale Torres del Paine

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Parco Nazionale Torres del Paine

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Parco Nazionale Torres del Paine

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Parco Nazionale Torres del Paine

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Valdivia - Mercato del pesce

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Ushuaia

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Ushuaia

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Santiago del Cile, vicino alla casa di Neruda


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Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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