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a cura di Emma Dovano

25/03/10 - DAL MELETO ALLA SACRA DI SAN MICHELE

Dal Meleto alla Sacra di San Michele La pubblicazione di questo testo, nel 1984, è stata accolta fin da subito in modo molto positivo sia dai critici letterari che dal pubblico. Il successo di questo breve libro, che verrà ristampato nel 1997 dopo essere stato per lungo tempo esaurito, è stata la novità dell'operazione editoriale. Prosio, infatti, traccia per la prima volta una geografia letteraria del Piemonte, nel tentativo di vedere alcuni siti piemontesi "attraverso un'ottica letteraria, e cioè, individuare (alcuni) autori e (alcune) opere alle località legati, e con l'aiuto di queste e di quelli disegnare la fisionomia che la località, in tali esperienze letterarie, aveva assunto". Successivamente a questo libro, la "geografia (o topografia) letteraria" diventò un settore di ricerca molto diffuso, e furono molteplici le iniziative in tal senso.
Prosio ci guida in vari siti piemontesi già molto conosciuti per altri motivi: il primo luogo considerato per la sua letterarietà è la Sacra di San Michele.

La Sacra di San Michele è considerato il luogo piemontese per eccellenza del pittoresco, del suggestivo e dell'avventuroso. Dirigendosi verso l'imbocco della Val di Susa, non si può infatti non rimanere affascinati da questo enorme blocco di granito bruno che spicca sulla vetta del monte Pirchiriano e domina tutta la cornice alpina alle sue spalle. La strada per giungere a questo luogo misterioso è tortuosa e pittoresca e parte da Avigliana, cittadina dei due laghi.

Oltrepassate le porte del convento, si rimane incantati dallo Scalone dei morti, una ripida scalinata scavata nella viva roccia da cui si sale fino alla balconata davanti alla chiesa da cui si ammira Torino, la valle percorsa dalla Dora e le Alpi. La Sacra rappresenta un prezioso scrigno di storia millenaria che racchiude innumerevoli leggende tra sogno e realtà, che impressionarono la sensibilità delle persone inclini al sublime e all'orrido.
Samuel Butler, in Alps and sanctuaries of Piedmont and Canton Ticino del 1881, e Giovanni Camerana, in un sonetto del 1880 dedicato a Lorenzo Delleani, scrissero che furono molto colpiti dalle funeree immagini e dalle fantasie macabre che la Sacra evocava.
L'exploit letterario di questo luogo viene raggiunto con l'Adelchi, in cui Manzoni descrive l'accampamento dei Longobardi sul monte Pirchiriano nel III atto della tragedia.
Prendendo spunto da questa raffigurazione, alcuni scrittori romantici piemontesi utilizzarono la particolare ambientazione della Sacra. In particolare sono tre le opere degne di rilievo.

La bella Alda di Cesare Balbo (1829) narra una delle leggende più famose sulla Sacra, ripresa anche da Edoardo Calandra nel 1884. Balbo racconta la storia di questa fanciulla, la bella Alda appunto, che, per non cadere preda delle voglie di un soldato straniero, tenta di gettarsi dalla cima della Sacra ma viene salvata dal volere divino. Successivamente la fanciulla ci riprova per vanità ma questa volta non viene aiutata e muore precipitando nel burrone.

Il romanzo Cesare Rotario di Diodata Saluzzo (1830) prende spunto dalla Sacra e dalle suggestioni all'orrido e alla solitudine che questo luogo evoca, per sviluppare topoi tipici del Romanticismo: la figura del cavaliere, la vita monacale carica di mistero, la natura desolata.

La terza opera che Prosio ci ricorda è La Sacra di San Michele illustrata e descritta di Massimo d'Azeglio (1829), una descrizione, in pieno stile romantico, dello scenario pittoresco e tendente al sublime della Sacra e della vita dei monaci. In questa trattazione il d'Azeglio riserva una parte notevole, compresa di illustrazioni, al cupo fascino della costruzione e al senso di terrore che suscita lo Scalone dei morti.

Dopo la parte sulla Sacra di San Michele, Prosio ci introduce alla letterarietà di altri famosi luoghi piemontesi come Oropa, Santo Stefano Belbo, Asti, Murello, Alba e le Langhe, Saluzzo, terminando con Torino, in cui esamina in particolare il rapporto di questa città con Edmondo De Amicis, Enrico Thovez, Cesare Pavese e Cosimo Giorgieri-Contri.

(Alessandra Mellace)



Pier Massimo Prosio, Dal Meleto alla Sacra di San Michele, Centro Studi Piemontesi, Torino, 1997, pagine 142

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Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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