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a cura di Emma Dovano

01/04/10 - GUIDA LETTERARIA DI TORINO

Dal Meleto alla Sacra di San Michele Torino, a differenza di altri Comuni italiani, non hai mai goduto la fama di città letteraria. Tuttavia, sono numerosi gli intellettuali che, soprattutto dal XVIII secolo in avanti, hanno lasciato una traccia nel capoluogo piemontese. Torino ha dato infatti i natali a scrittori di fama mondiale come Vittorio Alfieri, Guido Gozzano, Primo Levi e Mario Soldati; in questa città hanno inoltre vissuto per molto tempo Emilio Salgari, Edmondo De Amicis, Natalia Ginzburg, Cesare Pavese, Italo Calvino, Jean Jaques Rousseau e Friedrich Nietzsche. Si può affermare così che Torino ha rappresentato, e rappresenta ancora oggi, un luogo culturale e letterario di primo piano nel panorama italiano, come dimostrano l'annuale Fiera internazionale del libro, che coinvolge più di mille editori e centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo, e la decisione dell'Unesco di nominare la città di Torino "Capitale Mondiale del Libro con Roma" per il periodo del 2006 - 2007.

Per dimostrare la 'letterarietà' del capoluogo subalpino lo scrittore torinese Pier Massimo Prosio ha stilato la Guida letteraria di Torino , edita nel 2005 presso il Centro Studi Piemontesi, e ormai giunta alla terza edizione aggiornata e ampliata. Questo saggio si propone di essere un corrispettivo letterario di una guida storico-artistica della città. Torino viene descritta da Prosio attraverso i siti del suo passato letterario e culturale: passeggiando in lungo e in largo per il capoluogo, lo scrittore crea così degli itinerari in cui di zona in zona, di via in via, sono messi in rilievo i luoghi cittadini che danno occasione a ricordi letterari. Il libro è colmo di aneddoti e di curiosità, e il tutto viene molto ben documentato dall'Autore.
Il primo itinerario parte da piazza Castello, attraversa i portici di via Roma fino a piazza San Carlo, per arrivare in piazza Carlo Felice e alla stazione di Porta Nuova.

Piazza Castello è un punto nevralgico delle peregrinazioni letterarie torinesi.

  • Importante è la presenza, al centro della Piazza, di Palazzo Madama, dove dal 1832 al 1863 è stata ubicata la Regia Pinacoteca (che oggi si trova nella Galleria Sabauda). Vi sostarono Gustave Flaubert, Pedro Antonio de Alarcón, Hermann Melville, John Ruskin. Decantarono le lodi di Palazzo Madama Guido Gozzano e soprattutto Giovanni Arpino in Domingo il favoloso.
  • Nell'Ottocento, all'angolo tra piazza Castello e via Roma, si trovava l'Hôtel de l'Europe, una pensione prestigiosa che può essere considerata uno dei luoghi letterari torinesi per eccellenza. Vi alloggiarono infatti scrittori come Balzac nel 1836, Flaubert nel 1845, Melville nel 1857, Ruskin nel 1858, Dumas père nel 1860, Alarcón nel 1869 e Butler nel 1881. Inoltre in questo luogo si svolse un incontro importante tra Edmondo De Amicis e Gabriele D'Annunzio nel gennaio del 1902.
  • Poco oltre sotto i portici della Piazza si trova, ancora oggi, il caffè Baratti, locale caratteristico della Torino liberty e crepuscolare, decantato da Gozzano nella lirica Le golose.
  • In un appartamento nella Piazza visse dal 1860 al 1865 Antonio Fogazzaro: lo scrittore di Piccolo mondo antico infatti studiò legge a Torino e scrisse in questa città le sue prime poesie.
  • Nella Galleria Subalpina si trovava un omonimo caffè molto frequentato da Friedrich Nietzsche. La Galleria invece impressionò notevolemente Mark Twain, di passaggio a Torino nel 1878, che ne diede un resoconto in A tramp abroad.
  • Nella piazza è ubicato anche il Teatro Regio, uno dei teatri più importanti d'Italia che fu al centro di vari romanzi tra cui L'incendio del Regio del 1976 di Mario Lattes e Lampi nella nebbia del 2000 di Gianni Farinetti.
  • Davanti al Regio si trova l'Accademia militare, che venne distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Vittorio Alfieri vi studiò dal 1758 al 1766 e raccontò questo periodo nella sua autobiografia Vita. L'Accademia accolse anche autori inglesi come Lord Lincoln. E proprio per incontrare Lincoln arrivò a Torino nel 1739 Horace Walpole, autore del gothic novel Il castello di Otranto. Suo compagno di viaggio fu Thomas Gray, autore dell'Elegia scritta in un cimitero di campagna, opera importante per la letteratura preromantica e per la poesia sepolcrale che in Italia sarà espressa dal Foscolo dei Sepolcri.
  • Sotto i portici della prefettura, nel lato nord, si trova l'Armeria Reale. Un furto effettuato in questo museo è lo spunto per il romanzo di Giorgio De Rienzo Caccia al ladro di casa Savoia del 1884. Il giovane Flaubert trovò nell'Armeria una delle poche cose interessanti di Torino; fu inoltre visitata anche da Lev Tolstoj, che si fermò a Torino dal 15 al 17 giugno 1857, da Nicolai Gogol nel 1837 e da Fiodor Dostoevskj nel 1863.
  • Il Palazzo Reale, che domina imponente il lato nord della piazza, fu accuratamente descritto da Enrico Thovez in Augusta Taurinorum. Un profilo, anche se negativo, del Palazzo lo si può leggere in una lettera di John Ruskin. Visitarono la residenza reale anche il giovane Jean-Jacques Rousseau e Edward Gibbon, e Laurence Sterne fu accolto a Palazzo da Carlo Emanuele nel 1765.
  • Al fianco del Palazzo reale diparte via Garibaldi, dove Giovanbattista Marino venne colpito a fuoco (senza conseguenze mortali) dal letterato Gasparo Murtola, a causa di dispute tra loro. Il Marino soggiornava in una dipendenza della reggia, oggi Palazzo Chiablese.
La facciata di Palazzo Madama Il Palazzo Reale

Da piazza Castello, prendendo via Roma, si arriva in piazza San Carlo, considerata il salotto torinese.

  • Dal lato destro si entra nella piazza passando dalla Galleria Natta, dove nell'ottocento si trovava il caffè Meridiana, frequentato da letterati come De Amicis e Giacosa.
  • Sotto i portici di destra ci si imbatte subito nel caffè San Carlo, che ebbe il periodo di massimo splendore tra il 1920 e il 1925, quando rappresentava la meta di intellettuali come Mario Gromo, Giacomo Noventa, Filippo Burzio, Giacomo Debenedetti e Francesco Pastonchi.
  • Al centro della piazza vi è il monumento a Emanuele Filiberto del Marochetti. La scultura attirò l'attenzione di Jacob Burckhardt, storico svizzero che si fermò a Torino nel 1876.
  • Al numero 156 della piazza sorge il palazzo Turinetti di Pervengo, oggi sede dell'Istituto bancario San Paolo. In questo palazzo viene ambientato il ballo descritto nell'opuscolo del 1836 a sigla H.B. intitolato Une moquette à Turin, che fu attribuito a Stendhal, il cui vero nome era Henri Beyle.

Stendhal in realtà non scrisse questo libretto ma ebbe rapporti continui con Torino e con personaggi torinesi, come ad esempio Giovanni Plana, famoso astronomo, e Carlo Guasco, avvocato e magistrato.

  • Al numero 206 della piazza si trova il palazzo Villa di Villastellone. Qui abitò Vittorio Alfieri dal 1772 al 1778: episodi legati a questa casa furono descritti in Vita e in Giornali. Durante la permanenza in questa casa Alfieri scrisse inoltre Antonio e Cleopatra, la sua prima tragedia nata in occasione di una malattia della sua signora Gabriella Turinetti di Priero, che abitava dall'altro lato della piazza, all'angolo con via Giolitti, nel palazzo Turinetti di Cambiano.
  • Al numero 20 di via Giolitti (allora via dell'Ospedale) è nato nel 1906 Mario Soldati, scrittore e regista che tuttavia andò via presto da Torino, anche se l'affetto per la sua città natale è sempre rimasto, come è evidente nel romanzo Le due città.
  • Nella piazza è situato anche il palazzo in cui abita Angelo Pardi, protagonista di Angelo, romanzo di Jean Giono.
L'insegna del Caffè San Carlo Il monumento a Emanuele Filiberto Il palazzo Turinetti di Pervengo

Via Roma congiunge Piazza San Carlo e Piazza Carlo Felice, dove si trova la stazione ferroviaria di Porta Nuova.

  • In questo tratto di via abitava Madame Basile, amante del giovane Rousseau, idillio narrato nelle Confessions. A questa donna si ispirò anche Stendhal per la Madame Renal di Le rouge et le noir.
  • Nel tratto tra via Arcivescovado e via Gramsci era situata l'abitazione del giovane Manzoni e della madre nel 1807, prima che lo scrittore si trasferisse a Parigi.

Al fondo di Via Roma si trova Piazza Carlo Felice.

  • Al centro della piazza ci sono i giardini Sambuy, dove è situata una statua di Edoardo Rubino raffigurante lo scrittore Edmondo De Amicis.
  • Sotto i portici della piazza troviamo ancora oggi l'albergo Roma, dove il 27 agosto del 1950 si suicidò Cesare Pavese.
  • Al fondo della piazza c'è la stazione Porta Nuova, il primo contatto di molti forestieri con Torino.
La facciata di Porta Nuova Hotel Roma

Pier Massimo Prosio ci guida per altri sei itinerari, che coinvolgono via Garibaldi, via Cibrario e la parte occidentale della città; corso Vittorio e il quartiere Mirafiori; le vie tra il Duomo e la Consolata; Porta Palazzo e il quartiere Vanchiglia; via Po e la parte orientale di Torino; il parco del Valentino, il Po e la collina. Inoltre, lo scrittore allega al testo sei cartine geografiche di Torino in cui vengono evidenziati i luoghi più importanti di quegli scrittori che rappresentano il simbolo e la dimostrazione della letterarietà del capoluogo piemontese: Alfieri, De Amicis, Gozzano, Pavese, Rousseau, Nietzsche.

(Alessandra Mellace)



Pier Massimo Prosio, Guida Letteraria di Torino, Centro Studi Piemontesi, Torino, 2005, pagine 256

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Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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