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Sei in: Home > MAP > Le recensioni > Speciali - 2010 > 08/11/10 - C'è un tempo per ogni cosa / Foto in bianco e nero


a cura di Emma Dovano

Due ragazzi studenti del Liceo statale C. Cavour di Torino, nel corso di uno stage hanno collaborato alla presente rubrica. Qui le loro recensioni.

08/11/10 - C'È UN TEMPO PER OGNI COSA

Cara Micaela, non distruggere la tua vita con l'odio e il rancore. Abbiamo poco tempo, troppo poco tempo.

Il tempo breveLa vita sembra scorrere tranquilla all'interno della famiglia Cortevilla ma sotto l'apparenza quieta si nasconde una realtà più misera. Il capofamiglia Roberto è un affermato architetto che ama concedersi frequenti tradimenti coniugali, ma quando la moglie Rosanna decide di lasciarlo il suo cuore non regge ed egli muore senza poter essere perdonato da nessuno. Le conseguenze portate dalla morte di Roberto hanno effetto e ricaduta su tutta la famiglia: inizia in questo momento uno scambio di lettere e di email che porta allo scoperto i desideri e le paure più recondite dei protagonisti.

Micaela, figlia maggiore di Roberto e Rosanna e da sempre legata a suo padre, non riesce a sopportare il peso della morte del genitore e per questo motivo inizia a lanciarsi in imprese folli, dapprima partendo con il proprio ragazzo per un servizio fotografico e poi andando in India con un truffatore. Massimiliano, il figlio più giovane vive la perdita come farebbe ogni bambino di dodici anni, mentre il figlio mezzano Giovanni vive con più serietà, sentendo sulle spalle il peso di dover badare alla madre. E' proprio la vedova Rosanna la più affranta e disperata che attraverso le proprie memorie rievoca il passato e rimpiange il non aver perdonato suo marito prima di morire. L'ultima donna della famiglia presa in esame è nonna Costanza, madre di Roberto. Ella racconta la sua storia, ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, i cui orrori sono dietro ogni angolo.

Un romanzo coinvolgente e dall'originale struttura data dalla trama, che inizia con l'episodio finale delle vicende di una famiglia per risalire indietro nel tempo, di tre generazioni, con un dispiegamento nel passato che spiega il presente. Le vicende storiche che fanno da sfondo alle storie della famiglia protagonista del romanzo sono trattate in modo apparentemente lontano, distaccato, ma emergono in tutta la loro drammaticità grazie a pochi, essenziali, tratti di penna. Non mancano spunti ironici e divertenti che concorrono ad attenuare il tono drammatico che pure deve informare di sé molti episodi raccontati.

Annabella Balbiano, Il tempo breve, Riccadonna Editore, Torino, 2008, pagine 128, euro 12.

(Marco Ammendola)


FOTO IN BIANCO E NERO

Tre vecchie foto"Nella fotografia c'era qualcosa che non andava. Ma non riuscivo a capire che cosa. Era solo una lieve sensazione di disagio, un'impercettibile asimmetria. Come quando ci accorgiamo, entrando in una stanza, che un quadro è appeso storto o incontriamo qualcuno con i bottoni della camicia scompagnati."
Una fisarmonica suonata al contrario (ecco cos'ha di strano questa fotografia), sui bassi deve esserci la mano sinistra, la destra è per la melodia; e chi suona non è mancino: ha imparato a suonare tutto da solo, senza aver visto altri suonare, senza indicazioni, semplicemente per molto tempo è stato il suo unico modo di comunicare.
"Lei invece aveva gli occhi sbarrati, incolori. Non era il solito riflesso del lampo, il brillare del magnesio, a renderli fissi e cancellarne la vita. Non era il timore dell'ignoto. Quello era uno sguardo atterrito." Lei in quella foto aveva lo sguardo di terrore di chi sa perfettamente che cosa la aspetta e ne ha una folle paura.
Sono questi i protagonisti di una storia affettuosa, forse ambientata nel primissimo periodo che segue la prima guerra mondiale. Le foto in bianco e nero parlano chiaro, mostrano due passati difficili, dominati da solitudine e silenzio il primo, e da paura, angoscia e terrore, il secondo.
Due vite così opposte, ma ugualmente difficili, si sono incontrate.
Mario è il suonatore di fisarmonica, il semitoun, vissuto in un silenzio durato una vita intera. La sua unica libertà? La musica. Ma non necessariamente l'armonia dei suoni. Suonare voleva dire "lasciar uscire le note dallo strumento", "liberare i suoni", proprio come lui non era mai riuscito a fare dalla sua bocca, finché era stato bambino. Quando Mario prende in mano lo strumento, libera le note e fa sì che esse possano uscire dalla prigione della fisarmonica, possano trovare la libertà che, come loro, tutti devono avere, e riescano a creare melodie.
Maria arriva da un matrimonio programmato, come era consuetudine, un matrimonio fatto di tutto, fuorché d'amore. Da bambina sognava di trovare un uomo che stesse sempre al suo fianco, che si prendesse cura di lei, la riempisse di mille attenzioni, invece riceve solo percosse e violenze da parte di un marito che è tutt'altro che il principe che da bambina tanto sognava. La passione dell'uomo era unicamente quella del vino, che lo faceva trasformare ogni sera in un mostro.
"Non è più il giovanotto grande e grosso che suscitava entusiasmi fra i suoi compagni e incuteva timore negli avversari durante gli scioperi in Provenza. Il tempo sembrava averlo rattrappito. Al contrario di quel che capita a molti, che ingrossano con l'età e con la vita sedentaria, Toni sembrava dimagrito.".
Toni è il terzo protagonista, colui che chiude il cerchio e le storie dei tre personaggi. Come è scritto, da ragazzo era un rivoluzionario, un vero "compagno", uno di quelli che passava la maggior parte della giornata al bar del paese a "fabbricare parole", lasciando tutti di stucco. Ed è proprio dalle strabilianti parole di Toni, che comprendiamo, dopo un salto in avanti di parecchi anni, come sono proseguite le vite dei due protagonisti.
In conclusione vediamo Mario esattamente come ce lo saremmo aspettato, anziano, che, dopo aver lavorato il suo orto, rientra in casa, prende una sedia dalla sua cucina, la porta fuori in strada sistemandola sotto la finestra, imbraccia la fisarmonica (al contrario, naturalmente) e si mette a suonare.

Lele Viola, Tre vecchie foto, Primalpe Edizioni, Cuneo, 2006, pagine 128, euro 9.

(Arianna Clemente)

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Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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