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a cura di Emma Dovano

21/07/11 - ESTATE RAGAZZI. UN LIBRO TIRA L'ALTRO

I ragazzi sull'albero

I ragazzi sull'albero Nel 1997 Julia Butterfly Hill si è inerpicata su una sequoia millenaria alta 60 metri cresciuta sul terreno della Pacific Lumber, fabbrica di legname californiana, ed è rimasta lassù su una piattaforma per due anni, fino a quando la ditta ha assicurato che l'albero non sarebbe stato abbattuto. Esperienza e protesta al limite del possibile che produsse una risonanza notevole e pensieri e conferenze e libri su questa ragazza appena ventenne e la sua certezza che "anche solo una persona può cambiare il mondo" -come disse con la sua voce timida e con un sorriso contenuto e disarmante durante numerose interviste.

Il libro di Margaret Atwood, canadese, racconta di due bambini che decidono di salire su un albero e di viverci. Sono bambini che decidono di fare il gioco più sognato, quello di essere sospesi, lontani e isolati dal resto del mondo e dai soliti giochi, senza una vera protesta, forse solo per gusto: non immaginano certo che la loro scala di legno che era servita per salire possa essere rosicchiata da due castori di passaggio; il gioco che all'inizio era bellissimo è anche un addio alle tortine, ai biscotti... Ma come ogni buona favola arriva prontamente un altro animale, qui è un'aquila, che li aiuta a scendere. Di nuovo tutto bello, di nuovo sorrisi. Rimane la voglia dell'albero - che nei disegni ricorda l'albero della vita- e il gioco riprende...

Due colori, solo il blu e il rosso per risparmio - e la miscela dei due per il marroncino; per lo stesso motivo, quello della riduzione dei costi (il libro esce per la prima volta nel 1978), la scrittrice ha disegnato anche i caratteri del testo: il risultato è quello di un libro -testo e illustrazioni- bello semplice, addirittura con la simmetria delle foglie sui rami, nei rami stessi. Ai bambini piacerà molto, anche perchè nella solitudine dell'albero i due ragazzini hanno la compagnia silenziosa di un gufo dagli occhi sgranati, non soffrono il freddo -hanno due copertine, né soffrono la fame -ci sono due tazze da tè e relativa teiera. Tutto rassicura: è solo un bel gioco.

Margaret Atwood, Quassù sull'albero, edizione italiana EDT 2011, pagine 40, euro 13,50


Giochi classici e dimenticati

Giochi classici e dimenticati Un libro di grande formato raccoglie in venti tavole i giochi tradizionali e classici delle Regioni italiane. Molti di essi del tutto sconosciuti a chi ha vissuto in città la propria infanzia, altri sentiti raccontare magari dai nonni, altri forse giocati durante le famose gite organizzate dall'oratorio. Penso a Regina Reginella e ai passi da fare silenziosamente alle spalle di un amico che ha la fronte contro un albero. Quanti passi devo fare per arrivare al tuo castello...? Due da cammello! Cinque da formica!

O al gioco dei Quattro Angoli , un gioco di strada dei più popolari, che in Sardegna si chiama Gioco a Piazzittu, in Puglia Li Quattru Puntu. Anche qui non occorre materiale, solo quattro angoli o quattro alberi, il trucco sta nella capacità di accordarsi col cantone vicino e nella prontezza e velocità. Certo era più bello riuscire a non farsi acciuffare tagliando in diagonale il quadrato formato dai quattro angoli, era il brivido della furbizia. Che già era un premio.

Scritto da Pamela Pergolini e illustrato da Ilaria Faccioli, Un gioco tira l'altro, 2011, EDT, pagine 48, euro 13,50


Noi teniamo per i Troll

Noi teniamo per i TrollPer i ragazzini a partire dagli otto anni due libri di storie della famiglia Troll. Storie di abitudini strambe -o semplicemente normalissime (per i Troll). Nati in Norvegia, espatriano in Inghilterra, nella cittadina di Biddlesden, per una storia di "brutta figura" che il padre avrebbe fatto e che non riesce a scrollarsi di dosso, vivono in una villetta con tanto di vicini "dalla faccia molle": i troll genitori sono Egbert e Nora, Ulrik il figlio.

Noi teniamo per i TrollIn città cambiano vita e abitudini, o almeno ci provano. Come non cacciare e cucinare un montone per la festa di Natrolle, come invitare il selvatico nonno ancorato alle sue abitudini...? Si raccontano soluzioni grottesche e surreali: fin dall'inizio del libro si parteggia certamente per i troll e molto meno per gli umani, i troll con brufoli, peli ispidi, ossi nel naso, zanne a stento nascoste da larghe bocche, abbigliamento 'essenziale': i disegni di Mark Beech rendono bene la natura primitiva dei nostri amici e pure la "normalità" della famiglia dei loro vicini di casa, i Priddle, la signora con tanto di bigodini e l'immancabile filo di perle, lui dall'aria buona ma perennemente interrogativa e stupita. I motivi per essere perplessi ci sono con dei vicini così, loro sempre così perfettini (e perfino un po' noiosi).

Alan MacDonald, illustrazioni di Mark Beech, Sformato di montone, pagine 200, euro 9 - e degli stessi autore e illustratore Una partita da urlo! in versione italiana 2011, EDT Torino, pagine 200, euro 9.




Parada

ParadaÉ un romanzo ispirato alla storia di Miloud Oukil, l'artista di strada franco-algerino, diventato leader nel 1992 nel mondo dei bambini di Bucarest che vivono negli infiniti cunicoli della città, e che, riuniti in bande, saccheggiano, si prostituiscono e si rovinano di colla. Sono i boskettari, contrapposti agli adulti da cui vengono sfruttati e anche temuti, e rivali tra loro per il controllo del territorio sopra e sotto Bucarest. Ma nel libro non ci sono i "buoni" e i "cattivi". Infatti questa non è una favola che alla fine rassicura i lettori. La struttura è del giallo appassionante, la trama, con altri nomi, è la vita nella sua crudezza.

Nel 1996 Miloud fonda l'associazione Fundatia Parada: i ragazzi imparano l'arte circense e la compagnia inizia a girare l'Europa. Cinque anni fa nasce Parada Italia a cui, tra l'altro, va parte del ricavato dalla vendita del libro. Un motivo in più per leggerlo.

Paola Dalmasso, La banda del mondo di sotto, 2011, EDT Torino, pagine 200, euro 12, www.giralangolo.it, www.parada.it

(ed)

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Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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