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a cura di Emma Dovano

31/08/05 - CORRISPONDENZE

Corrispondenze

Siamo nell'inverno tra il '52 e il '53. Accadono due storie parallele, a Torino: una su in collina, in una casa nobile con tanto di pianoforte mezzacoda Steinway, Lancia Aurelia nero brillante e un cagnolino da compagnia, il volpino bianco Pussy.
L'altra vita ai piedi della collina, sotto il ponte della Dora, al confine del Balôn, in una buca scavata e usata come rifugio per non patire il freddo.
La signora Magda Ajmone vive di nostalgia e con il ricordo vivo del fratello mai tornato dalla Russia. Bertô ha coscienza solo del presente con le sue esigenze di sopravvivenza, esprime emozioni, pensieri e sensazioni con l'impulso e la libertà di un bambino.
L'introduzione dice che in questo breve racconto "vivono uomini e donne che non basta guardare da fuori per capire", certo, e anche qui l'imprevedibilità dei momenti accorcia le distanze, e i pensieri dell'uno sfiorano l'esistenza dell'altro anche se troppo lievi e indistinti per riuscire a dare una svolta o un significato diverso al tempo.

(ed)

Sergio Brussolo, Accadde un inverno a Torino, Torino, Elena Morea Editore, 2004, pagine 74, € 6

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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