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a cura di Emma Dovano

23/05/05 - LE DONNE NE SANNO UNA PIÙ DEL DIAVOLO

Le donne ne sanno una più del diavolo

Libri così riguardano la tua vita, ti dicono un pezzo della vita di chi non c'è più, ti fanno sentire partecipe di una comune umanità fatta di amori, di speranze, anche di timori e di paure.
Così appena scorri le righe di queste favole, leggende, storielle, ritorni ai tempi della veglia, quando lo spazio era l'umidità calda della stalla, il tempo dettato da un gomitolo fatto su da una matassa piena di nodi che dovevi tenere tesa con le mani, e se ti scivolavano due fili era tempo in più per un altro racconto, e chi narrava, in dialetto piemontese con qualche parola in italiano, fingeva di dispiacersi un po'.
Leggende di vita contadina, incrociata stretta con quella degli animali, delle masche , degli alberi, delle pietre, dei fossi.
Si parla di galli che languono per amore e di lucertole che ansimano al sole, di volpi e di lupi.
Si parla di streghe che girano come un arcolaio, di diavoli che ballano con belle signorine.
Si parla della solita storia della gelosia della sorella bella per la brutta, alla fine inevitabilmente più fortunata perché generosa.
Della morte, quante volte compare nelle fiabe, sempre di notte, chè già la notte portava, da sé, pensieri tristi e premonizioni di drammi.
Si parla di confessione a preti ingenui.
Di un paese intero che cerca la testa del sindaco rotolata chissà dove, e con assoluta naturalezza viene chiesto alla moglie se per caso non l'avesse lasciata per sbaglio a casa, non era la prima volta.
Storie semplici da leggere in italiano ma da immaginare in dialetto piemontese, per chi lo sa.
Alcune espressioni non si possono tradurre, perderebbero il loro significato dietro un linguaggio che la campagna ha conosciuto tardi e che per forza non rende.
A cominciare dai soprannomi attribuiti alle persone, dai nomignoli alle pietre, ai fossi, alle collinette.
Per esempio se viene a trovarti magna Catli-na sai che non è una tua lontana zia Caterina ma che hai finito la tua vita terrena, devi lasciare le cose, spegnere la candela e andare, così, semplicemente, come hai vissuto.

(ed)

Piemonte in favola - Favole e leggende piemontesi, scelte da C.Brero e tradotte da M.Crema Giacomasso, Torino, Il Punto - Piemonte in Bancarella Editore, 2002, pagine 160, € 4,50

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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