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a cura di Emma Dovano

14/03/05 - DUEMILA GIORNI A YOL

Duemila giorni a Yol

Il libro apre una finestra su una storia ancora poco indagata, quella dei prigionieri di guerra italiani.
L'Italia è appena entrata in guerra e sul fronte libico tutto comincia e precipita tra settembre e dicembre del 1940.
I soldati italiani, educati per anni dal regime ai " miti della gloria guerriera e della vittoria ", ma costretti a combattere a dorso di cammello, devono arrendersi presto di fronte alla controffensiva dei corazzati inglesi.
Da questo quadro di guerra africana prende avvio il racconto di Giuseppe Morea, tenente, che il 9 dicembre del '40 è fatto prigioniero dagli inglesi e quindi avviato, insieme a molti altri ufficiali italiani, in India, in un campo di concentramento alle pendici dell'Himalaya.
Di qui potrà tornare, libero, in Italia, solo cinque anni dopo.
Alla sua si aggiungono testimonianze di Lido Saltamartini e Enzo Orangi, anch'essi ufficiali caduti prigionieri degli inglesi in Africa settentrionale e internati nello stesso campo di concentramento di Morea, a Yol, nel Punjab, tra vette coperte di neve.
Le testimonianze sono arricchite da una interessante documentazione fotografica ottenuta in parte con una macchina rudimentale.
Morea racconta la sua vicenda con uno stile asciutto, libero da commenti, " senza rielaborazione, senza acrimonia ", come annota Gianni Oliva che ha curato la prefazione al volume.
E proprio grazie a questo tono misurato si può meglio leggere il dramma non solo di un singolo ma anche quello collettivo, di una generazione sacrificata ai sogni di potenza accarezzati dal fascismo.

(ed)

Elena Morea e Annalia Orangi, Prisoner of war, Torino, Elena Morea Editore, 2003, 144 pagine, 14,60 €

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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