AVVISO AGLI UTENTI

Dal 1° gennaio 2015 la Città Metropolitana ha sostituito la Provincia di Torino.

L'UNICA PARTE ACCESSIBILE E REGOLARMENTE AGGIORNATA DI QUESTO SITO RIGUARDA L'ALBO PRETORIO ONLINE CHE L'UTENZA PUÒ CONTINUARE A CONSULTARE.

Le nuove pagine, i canali e le informazioni valide per la continuità della gestione e dell'erogazione di servizi, sono raggiungibili dal portale della Città metropolitana di Torino.


HOME | WELCOME/BIENVENUE | URP | MEDIAGENCYPROVINCIA | ACCESSIBILITÀ

MediAgencyProvincia di Torino

Le recensioni


Sei in: Home > MAP > Le recensioni > Storia e storie - 2005 > 14/12/05 - Presepio vivente


a cura di Emma Dovano

14/12/05 - PRESEPIO VIVENTE

Presepio vivente

E' un grande affresco medievale quello che il lettore si trova dinanzi, uguale a quelli che allora in tante chiese e cappelle raccontavano agli analfabeti i grandi eventi della Storia sacra.
Eventi che sono stati riproposti alle folle per secoli nelle sacre rappresentazioni come lo fu quella de "Il Natale" qui presentata e analizzata da studiosi raffinati e colti quali il Costantino Nigra (statista di rango del giovane Regno Unito d'Italia) e Delfino Orsi ("valoroso giovine insegnante").
L'opera teatrale in questione, risultata dalla comparazione di diversi manoscritti, è databile, secondo l'Orsi, tra fine '600 e principio '700.
Il Nigra ne descrive la recita del 1838 a Villa Castelnuovo alla quale lui stesso, ragazzo, partecipò in veste di angelo 'minore'.
Tutto il paese era spettatore, "tutta la popolazione valida della parrocchia. Nella notte oscura, per i sentieri alpestri coperti di neve, gli abitanti dei più lontani casali erano venuti in lunghe processioni al lume di favelle di paglia e di scorza di ciliegio. Lo spettacolo era grandioso e commovente".
Sul medesimo testo si appuntano le dotti note dell'Orsi che ne evidenziano lo scarso valore artistico, tuttavia apprezzabile perché il prodotto letterario si è incontrato con la passione popolare che l'ha animato e mantenuto vivo.
Mentre per troppo tempo, in precedenza, le sacre rappresentazioni erano scadute nel comico, nel profano spesso quasi sconveniente.
Il che poco aveva di edificante per la fede degli spettatori.
Oggi che assistiamo alla comparsa di "tradizioni inventate", riscoprire invece le nostre autentiche radici è il modo più genuino per contrastare il rischio di omologazione che cresce impetuoso insieme al processo di globalizzazione, come dicono nella prefazione Valter Giuliano e Gianni Oliva.
E questo "Natale in Canavese" è prezioso esercizio di memoria nel momento in cui ha ridato in luce un'opera alla quale hanno dedicato studio e amore quelli che vissero e operarono prima di noi (annota con piacere l'appassionato esperto Alberto M.Cirese).
Grazie quindi allo spirito intelligente ed artistico del Nigra - a nome della comunità montana Valle Sacra e del Vescovo Luigi Bettazzi e di noi tutti, lettori e spettatori.

(ed)

Costantino Nigra, Delfino Orsi, Il Natale in Canavese, a cura di Alberto M.Cirese, 2005, Omega Edizioni, pagine 168, Euro 21

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


VOCI INTERNE