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a cura di Emma Dovano

21/07/05 - I RICORDI COME UN FIUME

I ricordi del fiume

A volte una telefonata è il pretesto per iniziare un viaggio verso una città lasciata trent'anni prima; è la necessità di ricercare i ricordi di una gioventù passata forse troppo in fretta e di ripercorrere luoghi e persone abbandonate nel tempo.
Una telefonata è il pretesto per Lovati, ex calciatore degli anni Sessanta, di ritornare lungo le sponde del Po, a Ferrara, per esaudire la volontà del suo allenatore Duccio Rébora, ormai novantenne.
Il protagonista-narratore, ripercorrendo i luoghi che lo portano a Villa Rébora, si ritrova alle porte di una Ferrara invernale che stenta a riconoscere.
Si rivede bambino, con il padre testimone di una cultura lontana dalla sua, maestro del gioco della vita, tra il giardino della Villa e le serate lungo il Delta, in un casale quasi abbandonato nel quale avviene l'incontro con Antea, un rapporto indefinito e difficile da reggere.
Alla fine resterà un po' di tristezza, espressa con metafore leggere come l'aria della campagna, la delusione del tempo che è passato, quella di non aver mai giocato le proprie carte fino in fondo, e soprattutto quella dell'impossibilità di conoscere davvero le persone incontrate.
Un po' per mancanza di coraggio e un po' trascinato nella spirale dell'insoddisfazione.
Scorrevole e affabile nelle descrizioni dei paesaggi, il romanzo di Cerretani offre lo spunto per una riflessione sulle cose perdute e su quelle ritrovate, lasciando, solo alla fine, quella sana malinconia che, come un fiume, scorre lungo i ricordi, anche quelli più spensierati del nostro passato.

(gv)

Fabio Cerretani, Le ragazze del Delta, Torino, Edizioni Angolo Manzoni, 2002, pagine 176, € 13

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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