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a cura di Emma Dovano

09/05/05 - TORINO ASSASSINA

Torino assassina

Renzo Rossotti, giornalista e scrittore torinese, ci presenta una Torino "nera", fitta di ombre, di misteri insoluti, di delitti finiti in archivio senza che l'assassino venga raggiunto, identificato con certezza.
È la Torino di tanti "gialli" in cui manca l'ultima pagina.
Casi clamorosi e non solo avvenuti ai giorni nostri, ma esplosi, ad appassionare l'opinione pubblica, già sul finire del secolo scorso, a cominciare dal misterioso avvelenamento di Giacomo Spalla, artista e docente, eliminato nel 1834 con un liquido che lo uccise fattogli giungere in una boccetta, che lui incautamente tracannò.
"Gialli" pazzeschi, come quello che ebbe per vittima don Guglielmo Gnavi, alla fine di febbraio del 1918, e quello, macabro quiz, della "bela Rinin", il caso più sensazionale del 1925.
Giù giù, sino ai tempi più vicini, con i delitti che occuparono pagine di cronaca, come il caso Diabolik, del 1958, e l'assassinio altrettanto insolubile, della "signora in rosso", del 1991.
Stupisce la lunga lista delle giovani donne eliminate a Torino e di cui non si è mai scoperto l'assassino.
Un primato tutto "nero" in una Torino nera che, in fatto di casi insoluti e finiti in archivio, statisticamente batte di gran lunga metropoli come Parigi, Londra e Filadelfia.
Quando nell'ottobre del 1960 arrivò a Torino Alfred Hitchcock  per visitare il nascente Museo del Cinema, e gli domandarono se considerasse Torino scenario adatto per ambientarvi uno dei suoi thriller, rispose: "Sono qui da poco tempo, ma direi di sì. L'atmosfera mi pare quella giusta, particolarmente in questo quartiere".
Hitchcock  era a due passi dal ristorante "Tre Galline".

(Federica Azzurra Marino)

Renzo Rossotti, Torino, cent'anni di gialli veri, Torino, Editrice Il Punto - Piemonte in Bancarella, 2004, pagine 320, € 7,85

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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