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a cura di Emma Dovano

14/04/06 - LA FESTA DELLA PRIMAVERA, ANNUNCIO DI SPERANZA E DI LIBERAZIONE

La festa della primavera, annuncio di speranza e di liberazione

La parola haggadà deriva dalla radice ngd che esprime l'idea di raccontare, narrare: "In quel giorno racconterai a tuo figlio dell'uscita dall'Egitto" come si dice nel libro dell'Esodo 13,8.
Questo versetto che impone di narrare le opere compiute dal Signore è da ritenersi una delle matrici, non solo lessicali, della parola haggadà : conservare memoria delle antiche vicende del proprio popolo e delle opere compiute da Dio in suo favore. In pratica impegnarsi a riattualizzare nella propria vita le vicende bibliche.
Si legge, durante la cena pasquale: "Ognuno deve considerare se stesso come se fosse personalmente uscito dall'Egitto" come è scritto nel Racconto di Pesach .
Nella Torà il termine pesach è connesso con il verbo pasàch a cui attribuisce il senso di passare oltre, come durante l'ultima piaga d'Egitto il Signore passò oltre le case dei figli di Israele, e li risparmiò.
Quest'anno il 13 aprile è il primo giorno di Pesach per gli ebrei, la Pasqua.
La festa inizia il giorno prima, la sera, quando viene celebrato il Seder , la cena ebraica celebrata seguendo sedici parti, sedici elementi che rievocano e significano le fasi dell'Esodo, dalla benedizione del vino, la consacrazione (qaddesh) alla divisione (yachatz) di una delle tre azzime e la conservazione di una metà per dopo cena, e poi la magghid , la narrazione vera e propria dell'uscita dall'Egitto, in un dialogare tra il padre e il più giovane tra i presenti, un chiedere spiegazione dei cibi diversi consumati in quella notte, erbe amare, pane non lievitato, carne arrostita, un uovo e la salsa charoseth , una specie di marmellata dolce e compatta che simboleggia la malta adoperata dagli Ebrei, schiavi in Egitto, per costruire gli edifici dei Faraoni.
Molto interessante il libro di Anna Segre uscito nel 2001, che parte dal testo tradizionale dell' haggadà , fondandosi su una delle più antiche haggadot conservate nell'archivio Terracini di Torino (Mondovì 1662, manoscritto ebraico riprodotto e tradotto nel libro) e ne spiega il linguaggio e il significato dei riti.
Cento pagine, poi, sono di descrizione delle 45 schede della collezione di haggadot conservata nell'archivio di Terracini.
Del 1662 la più antica (Amsterdam), con testi e illustrazioni con significato simbolico - su due colonne due putti alati versato acqua da una brocca sulle mani di due vecchi, personaggi e scene bibliche.
Del 1984 la più recente (Firenze) illustrata da Emanuele Luzzati con testi del rabbino Elio Toaff. Il disegno di copertina di Luzzati mostra la tavola imbandita del Seder , i commensali, appoggiati, leggono i testi sacri.
Queste schede sono a cura di Claudia De Benedetti, curatrice del Museo ebraico di Casale Monferrato, e Luisa Sacerdote, che lavora presso l'Archivio per le Tradizioni e il Costume ebraici "Benvenuto e Alessandro Terracini" di Torino.

(ed)

Anna Segre, La Pasqua ebraica, Testo e contesto dell'Haggadà, 2001, Silvio Zamorani Editore, Torino, pagine 320, € 25

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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