AVVISO AGLI UTENTI

Dal 1° gennaio 2015 la Città Metropolitana ha sostituito la Provincia di Torino.

L'UNICA PARTE ACCESSIBILE E REGOLARMENTE AGGIORNATA DI QUESTO SITO RIGUARDA L'ALBO PRETORIO ONLINE CHE L'UTENZA PUÒ CONTINUARE A CONSULTARE.

Le nuove pagine, i canali e le informazioni valide per la continuità della gestione e dell'erogazione di servizi, sono raggiungibili dal portale della Città metropolitana di Torino.


HOME | WELCOME/BIENVENUE | URP | MEDIAGENCYPROVINCIA | ACCESSIBILITÀ

MediAgencyProvincia di Torino

Le recensioni


Sei in: Home > MAP > Le recensioni > Storia e storie - 2006 > 02/11/06 - Raccontare il fiume


a cura di Emma Dovano

02/11/06 - RACCONTARE IL FIUME

Raccontare il fiume

Si può percorrere il fiume, centinaia di chilometri del fiume Po in canoa, in bici, si può raccontare la sponda, le due sponde attraverso i romanzi, i cavalletti degli artisti, le tavole, i cibi.
Giacovelli ne parla in questo gradevole libro, percorrendo le rive e sfiorando paesi e frazioni che stanno a costa.
Dalla sorgente alla foce raccontando e parlandone con piacere da San Chiaffredo, Manta, passando a Monteu da Po, Cavagnolo verso le colline del Monferrato, Crescentino, Lucedio, Casale.
L'autore dice con gusto dei biscotti nella scatola di latta, i Krumiri del pasticcere Rossi, con interesse della piccola Sabbionet a, il paese di Frassineto Po, alla confluenza fra Po e Sesia, giù giù fino ai rami del delta, ad Adria, a Gorino.
Molte bocche (sembra quattordici, ma la geografia, qui, cambia in continuazione) che porteranno il grande fiume all'Adriatico dopo 650 chilometri "Non ci sono cartelli di fine fiume e inizio mare (.); non ci sono vasche di delimitazione fra pesci e pesci, fra dolce e salato", si finisce - si incomincia? - in una specie di mar morto, pietre, alghe, canne.
Sul finire, il Po si disegna da solo: il parco con gli alvei lasciati sul territorio dai passaggi e dai ritiri dell'acqua, terra che da scura, quasi nera passa a grigio perla; le dune; le golene, le sacche.
Zone piene di uccelli: gli aironi - anche sul Po a Torino ci sono i cinerini, si alzano lenti in volo e riposano sulle cascatelle e sulle isole quando si apre la diga a San Mauro; gli svassi, le garzette, piccole, bianche ed eleganti; i cormorani, le sterne, i gabbiani, i cavalieri d'Italia, le folaghe, le anatre.
Zone piene di erbe, ruchetta, sparto, asparago spinoso, di piante che scendono languide nell'acqua o che si ergono dritte come le tife e le canne infestanti. Anche zone quasi desertiche.
Questo il Po, abitato sulle rive più ripide e più basse o anche in acqua, su pali, persone che ci lavorano e vivono in casette acquatiche di una piazza e mezza al massimo.
Paesi che hanno una storia sempre interessante, chiese e piloni nascosti dalle coltivazioni, per non perdere neppure un metro di terra, infiorettate e ricordate solo nel giorno del patrono.
Contadini e pescatori, lavoratori sulla strada che hanno voglia di raccontare e ricordare la loro storia e le leggende che alla storia si confondono.
Nell'estate appena trascorsa un amico ha pagaiato con una canoa canadese a un posto - sul Po, da Torino al delta. Così, in compagnia dello sciabordio della pala sull'acqua bianca, sulla corrente dolce, in un mondo nel mondo che è il corso di un fiume.
E come per l'autore del libro ne è nato - o forse c'era già prima - un amore che non si è mai annoiato nella abitudine, anzi ha trovato e trova vigore nella scoperta della sua storia, alimentato in una sensazione di vicinanza fisica stretta, nella rivelazione delle storie sentite, documentate o fantastiche nel marezzare a pelo d'acqua.
La sensazione di attaccamento al fiume, di amore e di timore sentita anche nel libro di Giacovelli, davvero interessante.

(ed)

Enrico Giacovelli, Un Po per non morire, Ananke, Torino, 2003, pagine 272, € 14,50

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


VOCI INTERNE