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a cura di Emma Dovano

01/02/08 - RECORDARI. COR-CORDIS, RIMETTERE NEL CUORE

Recordari. Cor-cordis, rimettere nel cuore

Tutti pensano che la guerra sia finita, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. Al lago (il Lago Maggiore) la situazione è irreale, prima e dopo il fatto. Gente raffinata che fa vacanza in hotel, che passeggia, che sta sulla spiaggia: poi il tempo precipita ed è tragedia: la prima strage degli ebrei in Italia.
Il piccolo testo di Interlinea si articola in più sezioni. L'introduzione dello storico Roberto Morozzo della Rocca ci presenta le condizioni dell'Ebraismo italiano nel periodo 1938-43, e la tragedia sugli argini del Lago.
Giuseppe Laras, rabbino, racconta di sé e della malvagità gratuita e incomprensibile che ha lasciato segni ineliminabili in chi l'ha vissuta; i tempi di pazzia in cui si era precipitati, non facilmente comprensibili proprio perché inaccettabili e folli.
Poi il capitolo molto interessante di Claudia De Benedetti: l'evoluzione delle circostanze storiche degli ebrei nelle varie località piemontesi; la nascita della scuola elementare, di quella Superiore, l'istituzione dell'orfanotrofio israelitico in via Orto Botanico, oggi via Lombroso, a Torino, la sede estiva in strada Santa Margherita, l'ospizio per anziani in piazza santa Giulia.
"Oggi è venuto il tempo di ricordare, di riannodare i fili di tutte le vite spezzate. 'Noi ebrei, scriveva Martin Buber nel 1938, siamo una comunità basata sul ricordo. Il comune ricordo ci ha tenuto uniti e ci ha permesso di sopravvivere'. Ci aiutano le testimonianze di quel terribile 1943, l'anno che segnò più di ogni altro l'assassinio di massa di milioni di innocenti".
Ricorda Claudia De Benedetti le parole di André Schwarz Bart che, nella scansione ritmica dello Shemà Israel , sono ripetuti i nomi dei luoghi di uccisione e di morte, parole riportate anche a fine libro, a chiusura del sommario.
C'è poi il diario vero e proprio della tragedia da parte di Mauro Begozzi e il processo e la sentenza dichiarata nulla ".
La corte suprema di Berlino cancellò tutto, sostenendo che i reati dovevano considerarsi caduti in prescrizione". E il resoconto di Becky Behar, figlia del proprietario dell'Hotel Meina e testimone oculare delle stragi.
Un libro assolutamente da leggere, per ricordare. Begozzi usa questo termine "nel senso del suo etimo latino: recordari, denominale di cor-cordis, propriamente rimettere nel cuore" (p.51).

(ed)

R. Morozzo della Rocca, G. Laras, C. De Benedetti, M. Begozzi, B. Behar, La strage dimenticata, Interlinea Edizioni, Novara, 2003, pagine 88, € 10.

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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