Sei in: Home > MAP > Le recensioni > Storia e storie - 2009 > 30/06/09 - Che la guerra sia stupida lo sanno anche i muri
a cura di Emma Dovano
1943-1944. Anni di ricordi, di profondi cambiamenti, di sofferenze mai dimenticate, anni bui, ma semplici e pieni di speranza, a tratti. Che la guerra sia stupida lo sanno anche i muri silenziosi di questa città; più reale è che ogni generazione ha una propria guerra da ricordare, due ragazzi, studenti torinesi, stufi e desiderosi di fuga, fuga da chi ci condiziona con la forza a cambiare i nostri ideali, senza un briciolo di libertà. Svelti, prendiamo due bici usate e fuggiamo via da qui, ogni posto è migliore di questo.. almeno adesso. I tedeschi sono in città, fuggiamo, il cigolio dei pedali accompagna il nostro viaggio verso sud, verso il mare, ho amici fidati in Val Casotto, in un paese, Pamparato, immerso nel silenzio delle vallate tra Piemonte e Liguria.
Strade sempre uguali, le Alpi all'orizzonte incollate al cielo come un'enorme scenografia teatrale, le ruote nella sterpaglia, i casolari vuoti e abbandonati sono dei ricordi di vite passate o spezzate. Appropriarsi della propria libertà per diventare uomini veramente. Ruscelli e strade di montagna, salite, e faticare per apprezzare poi le discese aprendo le braccia al vento. Silenzio e poi ancora silenzio come se da un momento all'altro potesse scoppiare ogni rivoluzione, il silenzio dell'informazione ci fa credere di essere immortali e di avere tutto sotto controllo, ma non è così, non in questi anni. Mussolini agli arresti e il Re è scappato, sappiamo solo questo; noi non navighiamo da nessuna parte schierata, etichettati come eroi nascosti o traditori, il nostro futuro ha un prezzo, ma noi siamo troppo amici per schierarci. Un giorno quando nessuno morirà più potremmo davvero affrontare i problemi, tutti i problemi.. Pamparato, il classico paese di montagna dove la vita scorre silenziosa, congelata, profumi di castagne e legno sul fuoco: si tenta di organizzare un piccolo esercito di contadini per combattere il grande invasore, Davide contro Golia, ma se andrà male, ci sarà sempre il tempo per ricostruire il nostro presente.
Tutto si muove lentamente e l'inverno si mischia con l'estate in un grande abbraccio silenzioso, la vita mantiene lo stesso sapore, pensieri, ideologie, paure, grandi sentimenti, ovvie semplicità sono gli ingredienti che si respirano in paese, il gelo, la fame sono le figlie sporche di questa natura. Nascondersi qui è un grande vuoto, una grande paura ma è anche un modo per meditare, l'unico modo per riprendersi è il silenzio, è amare gli spazi aperti che fanno assaporare una grande forza, la sensazione di una promessa che si è in vita anche nelle situazioni peggiori, quelle della guerra -e altre.
(Maurizio Cerutti)
Davide Borgna, I liberi voli del nibbio, Primalpe Edizioni, Cuneo, 2003, pagine 200, € 11.
Ultimo aggiornamento: 22/08/2011