Sei in: Home > MAP > Le recensioni > Storia e storie - 2009 > 17/06/09 - Per anticipare le mosse del criminale
a cura di Emma Dovano
In un periodo dove tutto è pubblico e ognuno dispone di mezzi tecnologici di livello, le notizie di cronaca nera riguardanti crimini e storie di sangue -a danno soprattutto di donne e bambini- ci raggiungono in tempo reale. Nell'ora dei notiziari, quelli del pranzo e della cena, riusciamo ad assimilare parole e immagini tremende che quasi non ci distraggono dall'eventualità che manchi il sale o il pepe nella pietanza che abbiamo davanti. Ci siamo assuefatti ai commenti che arrivano alle nostre orecchie, il cronista di turno non si limita a raccontare i fatti e i modi ma va ben oltre: si cala nei panni dell'investigatore e ci racconta scene di vita delle persone coinvolte azzardando anche ipotesi sugli eventi di sangue e senza ovviamente tralasciare nessun particolare.
Talvolta si potrebbe parlare di capacità dell'uomo di banalizzare il male, il fatto aggressivo: le informazioni ci sono e la qualità, il senso e le conseguenze delle informazioni diventano una pàtina, una pellicola senza spessore. Saputo il fatto nei minimi particolari, se ne chiacchiera in ogni ambiente, ognuno fa il suo film della cronaca, si schiera col colpevole -o con l'innocente- e poi finalmente può dichiarare che giustizia è fatta. Con buona pace del suo pranzo.
In questo libro Carlo Bui, direttore dell'Unità per l'Analisi del Crimine Violento ci fa conoscere il pensiero, lo stato d'animo e il forte coinvolgimento emotivo alla base di un'indagine investigativa sulla vicenda di un serial killer che terrorizza Roma uccidendo nel cuore delle vecchie rovine del foro romano.
Vittime nel giro di pochi giorni due giovani donne brutalmente assassinate. Inizia una difficile esplorazione partendo dall'analisi dei reperti e dal motivo che spinge l'assassino ad agire in un luogo d'arte. Tutta l'indagine svolta dall'ispettore Coralbi e dalla sua squadra è frutto di un lavoro di interpretazione dei messaggi lasciati dall'assassino e indirizzata capirne i lati oscuri della mente. Le geniali intuizioni di Coralbi, un connubio tra conoscenza di storia dell'arte e analisi oggettiva dei reperti, serviranno a mettere in sicurezza la vera vittima. Organizza una trappola che porta all'uccisione, non programmata, del criminale e allo stesso tempo riesce a interpretare una serie di codici numerici che egli indirizzava alla vittima, quasi fosse lui stesso interessato a offrire una soluzione del caso. Arriverà ad azzardare una nuova soluzione e davanti allo stupore dei suoi collaboratori esprimerà l'analisi del suo pensiero e del modus operandi dell'assassino; le ipotesi fatte fino a quel momento saranno completamente ribaltate e si assisterà al coinvolgimento, in prima persona, di chi sino al quel momento era assolutamente estraneo ai fatti.
Carlo Bui racconta e spiega che nulla è lasciato al caso e il trucco sta nell'interpretazione del pensiero criminale, nell'osare guardare e analizzare tutti i punti di vista, soprattutto quello dell'assassino, e allora le soluzioni possono risultare delle vere sorprese.
(Giovanni Demontis)
Carlo Bui, Morte tra le rovine, I segreti dell'indagine criminale, Centro Scientifico Editore, Torino, 2006, pagine 334, € 19.
Ultimo aggiornamento: 22/08/2011