Sei in: Home > MAP > Le recensioni > Storia e storie - 2009 > 09/06/09 - Via della casa comunale n°1
a cura di Emma Dovano
Non si trova segnata sulle cartine delle città ma esiste, eccome, è trasversale, si collega ed esce da ogni via: residenza anagrafica di chi vive senza residenza, di chi ha deciso la vita in strada o ne è stato costretto da una serie di storie personali che non potevano più essere coniugate con un tetto e una casa.
Via della casa Comunale n°1 è l'indirizzo fittizio che viene assegnato a coloro che finiscono a vivere in strada (ogni Comune ha il proprio, ad esempio Bologna aveva Via Senzatetto, che è stata re-intitolata Mariano Tuccella, un senza fissa dimora che fu bruciato vivo da ragazzini annoiati). L'indirizzo è un file nella cartella dell'anagrafe della città che attesta la presenza di una persona su quel territorio. Questo consente ai Senza Fissa Dimora di non perdere i diritti di cittadinanza, come quello di voto, o all'assistenza sanitaria.
L'autore di questo libro vive in strada da anni, ora in fase di rientro nella società. La percorre in bicicletta: Stefano macina chilometri, incontra e vive così con gente, con amici, da solo, molto anche da solo, ma chi sta in via casa comunale ha la compagnia della solitudine, amata sicura a volte, a volte sofferta come ogni amore.
Libro non facile, racconta degli incontri con uomini e donne protagonisti di vite singolari, a volte tormentose, opprimenti, a volte eccentriche fino alla stravaganza: racconti brevi, lampi di esistenze che si lasciano un po' andare, di persone che chiedono ai Servizi di essere accudite, accompagnate, e poi non c'è l'intesa, anzi, sovente si arriva all'incomprensione e al conflitto, lo scontro con i formalismi delle scartoffie, della burocrazia, che appesantisce quello che è già pesante, e se hai l'acqua alla gola è garantito che ti anneghi.
Non è facile capire chi vive sulla strada, per entrambi -chi vive in una casa e chi fuori- è percepita, o chiara, un'assenza di ragione, di giustificazione della scelta. Non si sa da quale parte sia il coraggio e dove la rassegnazione. È così.
Quando si entra nello stile dell'autore, ci si aspetta che lui ad un certo punto si fermi, decida un posto, un paese o una città e lì metta la sua tenda, il suo pc, la sua bici -e vi costruisca intorno la vita, quella sua, e ne sia magari compiaciuto, no: la sua, e quella di altri, suoi amici, sembra una vita che salta -o pedala, o cammina, o rema- da un inizio all'altro in attesa del debutto della vita vera. Forse si parte ancora sempre per cercare di rivivere quel momento in cui si è stati felici, per vedere se il prossimo posto è quello dove si può trovare il dio del fiume in persona, la stella del mare che guida i naviganti, se quello che si è intravisto brillare ha davvero una luce che scalda e non fa più precipitare nella vita vaga, superficiale, noiosa. Una grande seduzione.
Forse la decisione di scrivere è il debutto della vita vera dell'autore (o magari non è proprio così, è un voler cercare un lieto fine o un lieto inizio, chissà). O forse ha scelto così - da fuori, dalla sua parte - di raccontare a noi quella commedia umana che vede e in cui non vuole trovare posto.
La commedia di una realtà "compassionevole" che ha insegnato a regalare ai 'poveri' maglioni sfibrati, brioches appassite ai nomadi. Stefano Bruccoleri se continuerà a scrivere, sarà per raccontarci e sperare una società in cui ci sia meno solidarietà, sì meno solidarietà ma il riconoscimento della dignità e dei benefici e dei diritti per tutte le persone, per chi percorre le vie trasversali, a piedi, in bici, chi ha deciso la libertà assoluta delle panchine, dei parchi, degli argini dei fiumi. Il potere della scrittura l'autore lo conosce: noi aspettiamo il prossimo libro.
(ed)
Stefano Bruccoleri, Via della Casa Comunale n°1, FuoriBinarioLibri, Firenze, 2009, p.110, € 10.
Per ordinare il libro mandare una mail a edera007@gmail.com, con oggetto: acquisto libro e lasciando il proprio indirizzo. Il pagamento avverrà contrassegno.
Il libro sarà presentato a Torino il 16 giugno alle ore 20,30 - Centro Studi Sereno Regis, Via Garibaldi 13, Torino.
Ultimo aggiornamento: 22/08/2011