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a cura di Emma Dovano

29/11/11 - CUCINA DI CASA

Un filo d'olio Č un racconto di bambini e di ricette in un ambiente di tradizioni siciliane; Simonetta - l'autrice - e la sorella Chiara ricordano e raccontano l'infanzia e di quando, ragazzine, da Agrigento traslocavano a Mosč. Siamo intorno al 1950. Per le vacanze estive Paolo l'autista caricava la jeep e portava Filomena e Caterina in contrada Mosč, poi tornava e prendeva Giuliana, la bambinaia, Francesca, sorella di Filomena e cameriera "fine" della mamma, e Simonetta. Davanti alla jeep una Lancia 1700 color amaranto - l'unico coupč amaranto in tutta Agrigento - con il papą di Simonetta e la mamma, con in braccio Chiara. Un vero trasloco ogni estate, preparato nei dettagli da tempo, atteso da tutta la famiglia e seguito con molta attenzione dalle persone che si curavano della gestione della casa.

Anche le ricette seguivano un andamento tradizionale come in alcune campagne piemontesi: giovedģ gnocchi, venerdi pesce, alla sera minestrone o minestra marią con pastina e un rosso d'uovo.
Naturalmente seguendo la stagionalitą dei prodotti dell'orto: nel libro le pietanze sono quelle dei mesi estivi, del periodo delle vacanze, molte melanzane preparate a modo nostro, e zucchine, che d'estate sono un tripudio e un'abbondanza esagerata: profumo di erba fine e sapore delicato appena bollite e condite con un filo d'olio.

Un filo d'olio. Il padrone assoluto di ogni ricetta. Quello dell'oliveto di Mosč con piante di cinquecento anni. La storia di una famiglia con il gusto entusiasta per la tavola e per il bello, i cibi della memoria che ci portiamo in un piatto fondo molto personale, che siamo pronti a scodellare quando parliamo dell'infanzia, ricordi che rendono sublime anche il brodo con i crostini di pane saltato nell'olio, come si faceva qui dai nonni. Stesso aggettivo che Raspelli disse in una recensione anni fa parlando della minestrina di un monastero biellese: sublime, disse. Ed era una biavetta rada che si poteva contare nei cucchiai di brodo. Ma era un piatto in un ambiente caldo, riservato, intimo.

Qui le ricette e tutto l'ambiente non hanno l'aria nostalgica, č un racconto della vita di famiglia, della casa padronale di quel periodo, metą Novecento, e l'autrice, conosciuta per parecchi romanzi pubblicati dal 2002 in poi, questa volta č insieme alla sorella Chiara a scrivere, come da ragazzine arrivate a Mosč seguivano i genitori nei saluti agli abitanti della contrada, i contadini e i mezzadri, primo tra tutti Peppe Puma, l'amministratore e poi una ventina di persone "vecchi e giovani, fronte candida su volti bruciati e coppola in mano, in rigoroso ordine gerarchico". Buongiorno Caliddu, buongiorno Luigi, buongiorno Carmine. E poi insieme a pranzare nell'anticucina, carica di pacchi e provviste, ad aspettare la zuppa inglese, complicata, composta di tre parti, tre ricette da fare in anticipo, il Pandispagna, la crema di latte, le pere cotte con zucchero e cannella. Una meraviglia, allora, e anche ora, a saperla preparare.

(ed)

Simonetta Agnello Hornby, Un filo d'olio, Sellerio editore, Palermo, 2011, pagine 204, euro 14.

La Sellerio stampa su carta contenente fibre da riciclo post-consumo e/o fibre vergini certificate dal Forest Stewardship Council, cioč non provenienti dall'abbattimento di foreste primarie.

 

Ultimo aggiornamento: 29/11/2011


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