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a cura di Emma Dovano

14/02/12 - LE INVENZIONI ITALIANE

Le invenzioni italiane In un libro dalla copertina tutta pennellata di rosa pastello di Codice Edizioni sono depositati 150 anni di storia della genialità italiana: sono i brevetti depositati al Patent Office degli Stati Uniti, 150 anni di invenzioni italiane. Il brevetto, nella sua definizione ufficiale è "un titolo che conferisce un monopolio temporaneo di sfruttamento sul trovato, oggetto del brevetto stesso, consistente nel diritto esclusivo di realizzarlo, di disporne e di farne oggetto di commercio...".
L'uso del participio passato che diventa sostantivo, il trovato , riporta bene la nascita di un'idea da parte di "oscuri e sconosciuti personaggi di cui poco o nulla sappiamo", intuizione, il trovato , che è diventata progetto, poi brevetto, poi oggetto, poi cosa.
Remo Bodei nel libro La vita delle cose fa una distinzione interessante tra oggetti e cose. Verso le cose facciamo un investimento anche affettivo, andiamo oltre alla considerazione della loro pura utilità, alla contrapposizione da noi, soggetti.
La macchina da cucire, a pedali, con il doppio movimento delle gambe, diventa macchina a motore con il brevetto di Gaetano Caspani nel 1892 (quindici anni prima Caspani inventò anche il tassametro per carrozze pubbliche) e poi macchina per cucire a zig zag quando Giuseppe Amman nel 1953 ne inventa il dispositivo per l'azienda Fratelli Borletti di Milano.
Diventa un prodotto anche per uso domestico. Un oggetto utilissimo che diventa cosa. Poi i grandi designer affinano il gusto, il modello 1100/2 Borletti è disegnata da Marco Zanuso, la Necchi Supernova, la Lidia, la Mirella portano la firma di Marcello Nizzoli. La macchina da cucire non è più solo un oggetto con un suo meccanismo e un suo uso, non ci parla neppure più del soggetto geniale che l'ha inventata e di quello che l'ha modificata e perfezionata. È una cosa con un'anima e con dentro la bobina il ricordo di punti, stoffe, abiti che hanno vestito tutta la rivoluzione industriale e la realtà economica e sociale del nostro paese.
Nel prezioso volumetto di Vittorio Marchis le invenzioni italiane, quelle nel design, nella tecnologia e nell'industria, gli oggetti e le cose sono presentate con il disegno originale e con una breve descrizione e notizie di storia, centocinquanta idee di geni italiani, brevetti scelti lasciando da parte quelli più strettamente legati alle discipline teoriche, "individuando un solo brevetto per anno e cercando di coprire tutti i settori..."
Un'appassionante ricerca e interessanti curiosità. C'è la data ferale del luglio 1940, Processo di produzione di sostanze radioattive, con i nomi dei ragazzi di Via Panisperna, primo Enrico Fermi. Ci sono le date della rapida crescita delle invenzioni degli elettrodomestici e delle lampade; le date più recenti -prima tra tutte per simpatia la Bicicletta a motore di Corradino D'Ascanio per Piaggio & C. di Pisa, la grande Vespa, patent n.D156.609.
Idea che ci ha cambiato radicalmente lo stile di vita. Una cosa preziosa.

(ed)

Vittorio Marchis, 150 (anni di) invenzioni italiane, Codice Edizione, Torino, 2011, pagine 344, euro 29.

 

Ultimo aggiornamento: 14/02/2012


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